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This Must Be the Place è un film del 2011 scritto e diretto da Paolo Sorrentino ed interpretato da Sean Penn, Frances McDormand, Eve Hewson, Harry Dean Stanton, Joyce Van Patten, Judd Hirsch, Kerry Condon, David Byrne, Olwen Fouere, Shea Whigham, Liron Levo, Heinz Lieven, Simon Delaney, Seth Adkins.

Nel film Cheyenne è una rock star, celebre negli anni ottanta come leader del gruppo musicale Cheyenne & The Fellows, che nonostante si sia ormai ritirato dalle scene si veste e si trucca come quando saliva sul palco. Da diversi anni ha scelto un esilio volontario nella sua grande casa di Dublino, dove vive con la moglie Jane e passa le giornate a seguire i suoi investimenti in borsa. Proprio la compagna e i numerosi fan, che lo vedono ancora come un’icona, cercano di spingerlo a tornare sulle scene, ma lui, depresso e ansioso, non crede più nel potere taumaturgico del rock. Un giorno viene informato che suo padre, con cui non ha contatti da tanti anni, sta morendo a New York. Avendo paura di volare giunge negli Stati Uniti via nave, ma quando arriva scopre che il padre è già deceduto. Viene inoltre a conoscenza del fatto che il genitore aveva dedicato gran parte della sua vita alla ricerca di Aloise Lange, l’ufficiale nazista che lo aveva umiliato in un campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale. Decide di proseguire le ricerche del padre intraprendendo così un viaggio solitario negli Stati Uniti lungo il quale incontrerà David Byrne, Ernie Ray, un ricco uomo d’affari che gli presta il suo pick-up, l’anziana moglie e la nipote dell’ufficiale nazista Lange, giovane vedova che vive da sola con il figlio, l’inventore delle valigie con le rotelle e Mordecai Midler, un facoltoso ebreo esperto cacciatore di nazisti che lo aiuterà nel suo intento.

Sepolto sotto una gigantesca parrucca corvina, con una maschera di trucco e fondotinta sul volto e una buona dose di rossetto sulle labbra, lo Cheyenne di Sean Penn si muove su uno scenario di quotidiano grigiore, come un divo del glam-rock che, anche dopo la fine del suo ultimo show, sia rimasto indissolubilmente legato alla propria immagine pubblica. Con i suoi movimenti rallentati, quasi da automa, e una voce strascicata e in falsetto che ricorda quella di Truman Capote, Cheyenne ci appare come un uomo di mezza età che abbia conservato lo sguardo e l’animo di un bambino. Afflitto da un perenne senso di noia che rasenta la depressione, tormentato da rimorsi che non riesce a superare, Cheyenne vive in una condizione di solitudine e di profonda inadeguatezza, nonostante il solido affetto della moglie Jane (una sopraffina Frances McDormand), vigilessa del fuoco dal carattere solare e pragmatico, speculare a quello del marito.

Con la sua miscela di infantilità, innocenza e malinconia, il “clown triste” Cheyenne sarà protagonista di una serie di incontri che, da uno stato all’altro dell’America, lo porteranno a confrontarsi con una varietà di personaggi e di situazioni sempre differenti, sulle orme di un anziano criminale nazista al quale il suo defunto padre aveva invano dato la caccia per lunghissimo tempo. Il tema dell’Olocausto, tuttavia, è soltanto uno degli elementi toccati da questo film anomalo e frammentario, che presenta in maniera evidente l’impronta di Sorrentino tanto nello stile registico, quanto nella narrazione, pur senza possedere la magnifica complessità di un’opera come “Il divo”. “This must be the place” resta in definitiva un soggetto difficilmente catalogabile, che mescola dramma e ironia all’interno di una struttura episodica affascinante ma non sempre convincente. La colonna sonora è firmata da David Byrne, leader dei Talking Heads, che compare nel film nel ruolo di se stesso e si esibisce in una performance musicale.

Il film, distribuito dalla Medusa, è uscito in questi giorni per il mercato Home Video e ci viene proposto in una duplice edizione. La prima in DVD con traccia video in 16:9 anamorfico e traccia audio in Dolby Digital 5.1, mentre la seconda edizione è in Blu Ray con traccia video in risoluzione 1080P e traccia audio in DTS HD Master Audio 5.1. Sebbene entrambe le edizioni siano prive di contenuti extra di rilevante importanza, la medusa ha allegato al film (in entrambe le edizioni) un libro che fa da compendio al film.