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Ricordo quando andai a vedere il primo film di Underworld e già allora lo trovai fantastico, l’idea di prendere due delle icone più grandi del cinema horror, il vampiro e licantropo, mettendole l’una contro altra in una eterna faida, è semplice e al tempo stesso affascinante.

La protagonista Selena è una vampira, interpretata dalla bravissima Kate Beckinsale a suo agio nei ruoli d’azione, armata di due pistole, con indosso una attillata tutina di pelle nera e un lungo soprabito.

Sembra strano, ma già il fatto che il personaggio principale della saga vampiresca sia una lei è già un’eccezione. I vampiri hanno una filmografia molto vasta, tanto da poter essere considerato un sottogenere del cinema Horror, come il cyberpunk lo è per la fantascienza. I film di vampiri esistono fin dagli albori del cinema stesso, ma le opere con protagoniste vampire sono molto poche, mi vengono in mente: il ciclo di tre film della Hammer ispirati dalla Carmila di Le Fanu, Miriam si sveglia a mezzanotte di Tony Scott con Catherine Deneuve e Susan Sarandon, Amore all’ultimo morso di John Landis con Anne Parillaud (la Nikita cinematografica) e il live giapponese di Blood the last vampire.

Ma torniamo ad Underworld. Questa serie nasce come ho detto dalla guerra fra le due più importanti icone horror, da una parte i vampiri, aristocratici con armi moderne e dall’altra i Lican,  che vivono nelle fogne come reietti e che usano solo la forza animalesca come arma. In questo scontro si può leggere anche un sottotesto politico di conflitto tra la borghesia e il proletariato (ma forse si stanno cercando messaggi che nel film non ci sono)

Il primo film di Underworld si sviluppa un film di poche pretese, con effetti speciali non fantastici neanche per l’epoca, ma di buon livello tecnico fatto di un’ottima fotografia priva di colori caldi, dove tutto si gioca su nero, bianco, e blu e in una notte che sembra eterna. I volti sono tutti molto pallidi quasi argento e gli occhi dei vampiri sono blu elettrico; buone le scene d’azione che ricordavano un po’ Matrix. Insomma tutti gli elementi che fanno di una pellicola non un capolavoro, ma un vero cult movie.

Underworld si può dire che rientra a pieno titolo nei cult movie o anche film di “serie b”, film che come ho detto non sono capolavori, ma che trovano un posto nel cuore del pubblico o di un’intera generazione. Se devo trovare un emulo di questa saga, mi viene da pensare ad Higlander, entrambe le serie si muovo in un mondo reale, ma dove esistono nascosti in mezzo all’umanità esseri straordinari immortali, vampiri o lican. Sono film che hanno un fascino del passato, miti che ci toccano in modo profondo e che vanno oltre i normali film d’azione e che anticipano l’urban fantasy oggi tanto di moda.

Underworld il risveglio riprende la saga già con un interessante novità: l’umanità si è resa conto sia dei vampiri che dei Lican e adesso gli da la caccia. Gli uomini da sempre divisi hanno così trovato un nemico comune e hanno portato le due specie quasi all’estinzione, credendo che la loro sia una malattia. Sono molto appassionanti le scene in cui i “mostri” vengono cacciati e distrutti, sono video amatoriali o delle forze speciali a questi s’aggiungono poi alcuni spezzoni tratti da telegiornali o interviste ad esperti, il tutto ricorda un po’ l’horror zombie spagnolo Rec.
Selena e Michael, la vampira e l’ibrido vampiro/lican (i protagonisti dei primi due film della scorsa trilogia) capiscono che l’unica possibilità di sopravivenza è scappare e nascondersi, ma mentre stanno per imbracarsi vengono scoperti e fatti prigionieri. Il film si sposta allora di 12 anni nel futuro con Selena che viene risvegliata da suo sonno criogenico e che scappa da un laboratorio e si mette alla ricerca di Michael.

Qui inizia il film vero e proprio con un susseguirsi d’azione e combattimenti mozzafiato, con qualunque tipo di arma sia da fuoco che da taglio o persino granate d’argento. La pellicola si fa vedere senza lasciare momenti morti, ma non è un crescendo d’azione come lo sono molti film moderni, anche se si ha la sensazione che duri un po’ troppo poco.  Anche se rimane molto collegato ai film precedenti soprattutto i primi due, c’è anche un montaggio che li riassume con la voce narrante di Selena.

Questo quarto capitolo si può dire essere un nuovo inizio per la saga, dove gli unici personaggi rimasti dai film precedenti sono i protagonisti Selena e Michael (e forse neanche lui visto che nel film si vede davvero pochissimo), la serie riparte in un certo senso dall’idea di base cioè dalla guerra tra vampiri e lican, senza cercarne le ragioni o l’origine nel passato, ma verso il futuro e come tutte le guerre lunghe, che in questo caso dura da secoli con improvvisi cambi di fronte, alterne vicende con vittorie e sconfitte, ma anche una escalation degli “armamenti” e mentre nei primi film i vampiri erano nettamente in vantaggio qui c’è un’interessante capovolgimento. La pellicola è piena di colpi di scena nonostante la durata sia breve (solo 88 minuti) e alla fine non vedrete l’ora di sapere come la storia andrà avanti visto che il finale è aperto.

La colonna sonora e travolgente, e non è anonima, la fotografia è come quella a cui ci ha abituato Underworld, la scenografia gotica dei primi film fatta di palazzi antichi, castelli, foreste e stata abbandonata a favore di una città più moderna e di un laboratorio tipo Umbrella.

Il 3D l’ho trovato ben fatto e sicuramente non gratuito come spesso accade in troppi film oggi giorno. In conclusione un film che merita d’essere visto.

Alan Gray