Crisis on Infinite Earths

Anche quest’anno, come ogni anno, ha avuto inizio il crossover tra le serie televisive della DC comics della CW, dal titolo Crisis on Infinite Earths, per sei episodi le serie di Black Lightning, Supergirl, Batwoman, Flash, Arrow e le Legends of Tomorrow avranno episodi collegati fra loro.


Non è la prima volta che ci sono questi crossover tra questi supereroi, incontri che per lo più rispondono a grandi battaglie interdimensionali, perché le storie di questi eroi si svolgono in altre dimensioni o terre diverse, così le storie Flash e di Arrow sono una terra mentre quelle di Supergirl su un’altra.

Ecco il calendario degli episodi che compongono questo crossover evento, trasmesso da Premium Action e poi in streaming su Infinity:

20 Marzo 21.15 – Parte 1
Black Lightning
(Stagione 3, Episodio 9)

16 maggio ore 21.15 – parte 2
Supergirl
(stagione 5, episodio 9)

19 maggio ore 21.15 – parte 3
Batwoman
(stagione 1, episodio 9)

21 maggio ore 21.15 – parte 4
The Flash
(stagione 6, episodio 9)

22 maggio ore 21.15 – parte 5
Arrow
(stagione 8, episodio 8)

22 maggio ore 22.00 – parte 6
Legends of Tomorrow
(stagione 5, episodio 1)

Per i più navigati lettori di fumetti avere a che fare con il concetto di diverse dimensioni o di multiverso è qualcosa con cui sono più o meno abituati, soprattutto gli appassionati di comics della DC Comics, conoscono bene l’idea di avere diverse terre con moltissime versioni degli eroi. Bisogna dire che spesso gli editori e gli autori si sono lasciati andare fin troppo con il multiverso, e ancora oggi spesso si da più importanza a creare storie in mondi strani con rielaborazioni dei supereroi, che invece scrivere belle storie appassionati.

Ora stiamo per assistere all’evento/crossover 2019-20 delle serie CW, ma questa volta è molto diverso dal solito, partiamo dal titolo: crisis on infinite earths, (crisi delle terre infinite).

Cos’è crisis on infinite earths? È una miniserie in 12 numeri che ha coinvolto (e sconvolto) alla metà degli anni 80 tutto il multiverso della DC comics.

È talmente importante per i lettori della DC che per molto tempo si è parlato di crisis come una sorta di anno zero con i termini pre-crisis e post-crisis, e per anni ogni grande evento DC ha avuto nel titolo proprio la parola crisis.

Ma dobbiamo tornare molto indietro per capire cos’è realmente crisis on infinite earths.

Eravamo nei primi anni 60, la Marvel aveva iniziato a mostrare i muscoli, i suoi supereroi più maturi e complessi avevano superato le vendite della DC, che fino ad allora era rimasta con i topos degli anni 50, Batman, Superman e Wonder Woman e tutti gli altri personaggi erano rimasti fossilizzati in storie per ragazzini dove l’eroe batteva il cattivo di turno in tempo per tornare a casa per cena, in pratica i supereroi DC vivevano sempre le stesse storie, Superman era praticamente diventato un Dio con poteri illimitati, e questo lo rendeva noioso; Batman aveva perso la sua parte più gotica e dark diventando troppo simile alla serie tv di successo, Wonder Woman sembrava essere diventata la fidanzatina d’America che sfornava torte di mele.

Questa situazione era la conseguenza di due fattori, la mancanza nel mercato dei comics di una vera concorrenza alla DC e il comic code, istituzione voluta dagli editori negli anni 50 che controllava i fumetti con una serie di regole e censure sia nella storia che nei disegni.

Ma arrivò sul mercato la Marvel di Stan Lee e Jack Kirby che aveva iniziato a riscrivere la metafora del supereroe era molto potente dal punto di vista narrativo, e riusciva a giocare con le regole dello stesso comic code. La Marvel iniziò a proporre tutto un nuovo modo di vedere i supereroi, non più come eroi invincibili e incorruttibili, ma in modo molto più umano, spesso erano dei mostri o dei disadattati, altro che Dei di altri pianeti o di antiche mitologie. Il supereroe Marvel aveva si superpoteri, ma anche super problemi, e spesso era un vero e proprio perdente, una persona ai margini della società. Questo rispondeva anche alla società statunitense proprio degli anni 60 con le manifestazioni per i diritti civili, le lotte giovanili e generazionali e la tanto contestata guerra del Vietnam.

Gli Stati Uniti non erano più la nazione unita che aveva vinto la seconda guerra mondiale, ne’ il potente baluardo del occidente contro l’URSS comunista; in quegli anni era una nazione divisa e combattuta. Il supereroe che era stato la metafora e il personaggio americano per eccellenza non poteva più restare a visione dello stile di vita o del sogno americano, perché quel mondo non esisteva più.

Superman e Batman si erano ritagliati il loro pubblico di ragazzini, che smettevano di leggere i comics una volta diventati adolescenti, adolescenti problematici sempre in conflitto con i loro genitori e le regole delle generazioni precedenti.

Lee e Kirby, come già detto, capirono che con i comics di supereroi si poteva intercettare l’insicurezze della nazione e delle nuove generazioni, e fu l’iniziò della grande epopea dei supereroi Marvel, le vendite iniziarono ad aumentare, questi nuovi comics rispondevano alle esigenze dei nuovi adolescenti, che si rivedevano nelle incertezze di questi eroi, e quanta politica e critica sociale c’erano tra quei disegni e quei ballon.

La DC iniziò a preoccuparsi quando le vendite iniziarono a scendere sempre più, bisognava avere nuove idee, nuovi personaggi se si voleva restare nel mercato, ma perché non andare a riprendere anche qualcosa in soffitta. Negli anni 40 quando i supereroi erano al top della loro popolarità, con il grande successo di Superman e poi di Batman, erano nati tanti altri supereroi anche dai poteri più bizzarri, tra questi ce n’era uno che, grazie a un incidente con delle sostanze chimiche, era diventato super veloce, riusciva a correre alla velocità del suono, Jay Garrick prese il nome di Flash.

Questo Flash aveva un costume rosso e blu con un grande fulmine sul petto, Dopo qualche anno la corsa di questo Flash terminò, proprio come quella di molti altri supereroi dell’epoca.

La DC doveva rispondere alla concorrenza della Marvel, allora degli autori che da ragazzini erano stati fan dei primi supereroi degli anni 40, pensarono di riprendere l’idea di Flash è adattarla ai nuovi gusti del pubblico, ed ecco che un nuovo Flash cominciò la sua corsa. Barry Allen, agente della scientifica che viene colpito da un fulmine e diventa l’uomo più veloce della terra, e come ispirazione sceglie il supereroe che leggeva da ragazzo il Flash degli anni 40. Barry ha un costume tutto rosso con fulmini gialli e un cappuccio.

L’idea funziona il nuovo Flash, come anche altri supereroi DC, vanno molto bene…

Ma tra i lettori c’era qualcuno che si ricordava del vecchio Flash anni 40, iniziò a mandare lettere alla DC comics con una richiesta molto strana perché non far incontrare i due velocisti, il vecchio e il nuovo.

Era davvero un’idea interessante, così nel numero 123 della testata di Flash, Barry Allen durante uno spettacolo di beneficenza, dove fa uso dei suoi poteri, sparisce non trovandosi più a Central City, ma a Keystone City, la città del Flash degli anni 40. Ci vuole poco perchè i due supereroi s’incontrino, si scopre che Jay è andato da tempo in pensione come supervelocista, ma poi i due eroi si scontrato con dei vecchi nemici del primo Flash e alla fine Barry torna nella sua dimensione.

La storia funziona bene, allora perché limitarsi a un solo incontro? Facciamo altri crossover tra i due Fash. Perché limitarsi a solo a Flash perché non far entrare in gioco anche gli altri eroi vecchi e nuovi per esempio la nuova Lanterna Verde Hal Jordan con la vecchia Alan Scott, a questo punto facciamo incontrare anche i gruppi la nuova JLA con la vecchia JSA.

Gli incontri tra le versioni antiche dei supereroi e quelli nuovi diventano sempre più frequenti piacciono e offrono grandi possibilità narrative, ma nasce un problema se per alcuni personaggi ci sono due versioni dei supereroi, quella anni 40 e quella anni 60, per altri esiste solo una versione.

Superman, Batman e Wonder Woman erano rimasti gli stessi personaggi dagli anni 40, che si poteva fare allora?

La soluzione fu semplice, gli eroi degli anni 40 vivevano su un’altra terra che prese il nome di Terra 2. Su Terra 2 operavano tutti gli eroi degli anni 40, tra cui le versioni originali di Superman (creato nel 1938), Batman (creato nel 1939) e Wonder Woman (creata nel 1941), questi avevano subito il passaggio del tempo. Superman si era sposato con la sua Lois ed era invecchiato, aveva l’aspetto di un uomo di mezza età, e aveva dei capelli bianchi sulle tempie, Batman si era ritirato sposandosi con Catwoman e aveva avuto una figlia: Helena Wayne, la Cacciatrice, come anche Wonder Woman che aveva avuto anche una figlia di nome Fury.

Ma una volta che crei Terra 2, allora perché non continuare creando Terra 3 dove ci sono le versioni malvagie dei supereroi e l’unico eroe è Lex Luthor.

Poi una Terra X dove i nazisti hanno vinto la seconda guerra mondiale e come eroi della resistenza i Combattenti per la Libertà, un gruppo composto dai principali eroi della Quality Comics, di cui la DC aveva acquisito i diritti.

Stessa cosa è successa con Terra 4 con gli eroi della Charlton Comics, (che servirono in seguito come ispirazione ai personaggi di Watchmen)

Terra-Fawcett o Terra-S dalla prima lettera della parola magica Shazam, con i supereroi della famiglia Marvel, Capitan Marvel, Mary Marvel e Capitan Marvel Jr cioè le storie dei personaggi della Fawcett Comics.

A un certo punto arrivò persino Terra prime, la terra degli autori e lettori DC, dove le storie dei supereroi erano appunto dei comics, ma questo non impedì di far arrivare anche eroi proveniente da altre terre, come il Flash di Terra 1 e far nascere dei supereroi originali come Ultra e Superboy-prime.

Cosi da quel innocente incontro della storia dei flash dei due mondi, con gli anni venne fuori il multiverso DC Comics, le terre infinite, ma se all’inizio c’erano state possibilità narrative incredibili, con il tempo la cosa degenerò portando a grossi problemi di continuty, le storie dei Supereroi s’incrociarono, si mischiarono, e spesso per risolvere dei problemi s’introducevano altre Terre. Il risultato fu un caos assoluto dove spesso ne’ i lettori, ma soprattutto gli autori non ci cappavano più niente. E tutto questo durò fino alla metà degli anni 80 dove, finalmente, si corse ai ripari con una miniserie apocalittica per il multiverso, appunto Crisis on infinite earths, opera incredibile scritta da Marv Wolfman e disegnata da George Perez. Crisi coinvolge proprio tutte le Terre DC, dove proprio tutti i supereroi combattono un’epica battaglia contro un nemico che minaccia tutte le terre, e qui mi fermo, per evitare di fare spoiler per l’evento televisivo.

Per chi vuole leggere invece crisis, tra poco tempo uscirà una ristampa in volume edita dalla Panini, mentre ci sono state tre edizioni precedenti una in 12 albi editti dalla play press nella seconda metà degli anni 90, poi in volume di grande formato con cofanetto e un volume d’approfondimento edito dalla Planeta Deagostini che ha fatto uscire anche un’edizione in tre volumi rilegati nella collana dei più grandi supereroi della terra.

Dopo Crisis, l’universo dei comics DC non fu più lo stesso e, per molto tempo, le conseguenze di quell’enorme crossover hanno influenzato le storie di Superman, Batman e degli altri eroi, andando poi ben oltre la DC, per esempio la Marvel come risposta a Crisis all’epoca aveva creato Guerra Segreta, che ha coinvolto molti eroi come i vendicatori, i fantastici 4 e gli x-men.

Ora vediamo come sarà questa Crisis nelle serie tv, anche se si promettere d’essere qualcosa d’incredibile e mai visto…

Vorrei chiudere questo lungo articolo con l’etimologia della parola crisi, che deriva da una parola del greco antico che, oltre al significato negativo che abbiamo oggi, vuol dire anche cambiamento e opportunità, credo che mai come oggi il mercato dei comics abbia bisogno appunto di un cambiamento o di nuove opportunità, proprio come è stato in crisis negli anni 80, e soprattutto deve smettere d’avere l’ossessione dell’evento fine a se stesso, che sembra cambiare tutto per poi non cambiare niente. I comics devono come anche smettere d’essere legati troppo alla moda cinecomics e tornare ad essere indipendenti.  

A cura di Fillippo Caracciolo