In occasione del campus al 61º Festival Internazionale del Cinema di Taormina, abbiamo intervistato per voi Dolph Lundgren, stella del cinema action a partire dai primi anni 80.


Hans Lundgren, in arte Dolph; ovvero, quando dietro un ammasso di muscoli si nasconde anche un cervello affilato come un rasoio. Poliglotta, parla perfettamente svedese, lingua natia, e inglese, ma grazie alla madre apprende anche spagnolo, tedesco e giapponese. Prima dell’intervista, ci ha rivelato di conoscere qualche parola d’italiano, ma non al punto da sostenere un’intera conversazione. D’altronde, l’acume dell’attore svedese non lo scopriamo certo noi. Dopo aver conseguito un punteggio di oltre 160 ai test attitudinali ed essersi diplomato a Stoccolma, si è trasferito negli Stati Uniti per studiare ingegneria chimica. Si iscrive alla Washington State University prima e alla Clemson University poi, ma gli impegni sportivi, naturalmente legati al mondo delle arti marziali, lo portano a Sidney, in Australia. Qui, il giovane Lundgren consegue la laurea cum laude presso la Royal Institute of Technology e porta a termine un master in ingegneria chimica alla University of Sidney. Nel 1984, vince una borsa di studio per l’ambitissimo MIT (Massachusetts Institute of Technology), ma abbandona soltanto due settimane dopo, travolto dalla genesi di una sfolgorante carriera nel genere degli action movies. Tra le altre cose, Dolph è anche appassionato di pittura e di musica. Ancora oggi, è un ottimo batterista hard rock/metal.

Noi di Cinema & Dintorni abbiamo voluto sapere qualcosa di più sull’uomo che si cela dietro il volto dell’attore. Gli abbiamo chiesto di raccontarci le sue sensazioni, alla soglia dei 57 anni, su quell’inizio di carriera tanto casuale quanto improvviso. Il riferimento è a quel periodo della sua vita durante il quale, dopo essere venuto a contatto con gli ambienti artistici newyorkesi, è diventato guardia del corpo e amante di Grace Jones, grazie alla quale, nel 1985, si è ritrovato sul set di James Bond, in occasione delle riprese del film Agente 007 – Bersaglio Mobile.

Le nostre domande sono, poi, cadute sul suo rapporto con lo sport e sul rischio per un attore come lui, identificato unicamente col cinema di azione, di sentirsi prigioniero di un genere, a discapito degli stimoli intellettuali. Lundgren ci ha raccontato anche di quella sua unica esperienza con una produzione italiana. Infatti, nel 2006, ha interpretato il ruolo di Brixos nella miniserie “L’inchiesta”, diretta dal regista Giulio Base (attuale marito dell’organizzatrice del festival, Tiziana Rocca) e remake dell’omonimo film del 1987 di Damiano Damiani.

Se volete conoscere le risposte, vi invitiamo alla visione della breve video intervista che abbiamo realizzato, in esclusiva, per voi.