Il matrimonio che vorrei (Hope Springs) è un film del 2012 diretto da David Frankel ed interpretato da Meryl Streep, Steve Carell, Elisabeth Shue, Tommy Lee Jones, Jean Smart, Susan Misner, Marin Ireland, Ben Rappaport, Brett Rice, Daniel Flaherty, Kayla Ruhl, Patch Darragh, Lee M. Cunningham, John Franchi, Jamie Christopher White, Anita Storr, Bill Ladd, Bob Dio, Mary A. DeBriae, Alexis Tarasevich, Paul Jude Letersky.

Kay (Meryl Streep) e Arnold (Tommy Lee Jones) sono una coppia solida, ma decine d’anni di matrimonio hanno lasciato in Kay il desiderio di ravvivare un po’ le cose e di ritrovare intimità con il marito. Quando viene a sapere dell’esistenza di un rinomato terapauta di coppia (Steve Carell) nella cittadina di Great Hope Springs, Kay cerca di persuadere il suo scettico marito, un uomo schivo e abitudinario, a salire su un aereo per andare a trascorrere una settimana intensiva di terapia di coppia. Già solo convincere il testardo Arnold a sperimentare questo singolare “ritiro” è un’impresa, ma la vera sfida per entrambi arriverà quando cercheranno di liberarsi delle loro inibizioni a letto e di riaccendere la scintilla che li aveva fatti innamorare al loro primo incontro.

Meryl Streep ha tanti primati, ma il più importante è probabilmente quello di continuare a dimostrare alla sua stessa casa madre, vale a dire alle produzioni hollywoodiane, che di ruoli femminili per la sua età ce ne sono eccome, spesso migliori e più incisivi e memorabili di quelli di tante colleghe più giovani. Al punto che s’intravedono, in alcuni titoli della stagione appena passata e di quella futura che s’approssima, i segnali di un mutamento del mercato, che lascia sempre più spazio a film come questo, indirizzati appositamente ad un pubblico di “maggiori di”. In questo caso, poi, il merito raddoppia, perché, non solo la Streep si lascia invecchiare più del necessario, ma fa in tutto e per tutto coppia con Tommy Lee Jones. E non si sa più chi offra la prestazione migliore, alla fine dei conti, perché se è il personaggio di Kay il motore del film, la prima a rispondere ad ogni richiesta imbarazzante e a mettersi in gioco sfidando le sicurezze, è però il personaggio di Arnold quello che compie il percorso più lungo e difficile, data la forza delle sue resistenze.

Chi si aspetta la poesia del ritrovarsi, l’elogio della coppia sopravvissuta ai temporali e ai fulmini del trascorrere del tempo, è piuttosto fuori strada: siamo in America, terra di guru, di pragmatica e di manualistica. E per il film di Frankel questo non è affatto un difetto. Al contrario, è proprio la messa in scena della “prassi”, fino al punto da rendere alcune sequenze quasi scomode, a fare l’onestà del film. La narrazione, di per sé, è furbetta: vuol farci credere di entrare nel tinello di una coppia particolare, ma in realtà si tiene opportunisticamente sul generico, perché scatti un’identificazione il più possibile universale. Nella scrittura delle singole scene, però, la sceneggiatrice Vanessa Taylor (che è la vera autrice del film, essendo il regista venuto in un secondo momento, grazie ad una scelta sostanzialmente di comodo) non stacca mai la penna dal foglio prima del tempo, offrendo così allo spettatore, non proprio una seduta di terapia, ma una visita veritiera e documentata dentro il mondo che racconta.

Proprio in questi giorni la 01 Distribution ha rilasciato una duplice edizione per il circuito Home Video Italiano. La prima di queste due edizioni è l’ormai classica e scontata versione DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital 5.1, mentre la seconda edizione è in versione Blu Ray con traccia video in risoluzione a 1080P e traccia audio pienamente in linea con gli standard dei supporti Blu Ray. Purtroppo entrambe le edizioni risultano essere prive di contenuti extra ed inserti speciali di particolare e rilevante importanza, nonostante ciò, le due edizioni visto anche il rapporto qualità prezzo, restano comunque due proposte interessanti e consigliabili per l’acquisto.