Habemus Papam

E’ proprio il caso di dire quando la realtà supera la fantasia, mai ci saremmo sognati di vivere i giorni descritti dal Regista Nanni Moretti, nel suo film Habemus Papam. Eppure Benedetto XVI lascia il Pontificato per “ingravescentem aetatem”; così in un un discorso tenuto in latino durante il Concistoro per tre canonizzazioni, ha annunciato le dimissioni dal soglio pontificio:

“E’ necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato.”

Nel film però Michel Piccoli (l’attore scelto da Moretti per interpretare il Santo Padre), entrava in crisi profonda non sentendosi all’altezza del ruolo subito, ad elezione avvenuta. Nell’annunciare le “dimissioni” il neo Pontefice dichiarava: “Chiedo perdono al Signore per quello che sto per fare e non so se lui potrà perdonarmi. Io però devo parlare a lui e a voi con sincerità. In questi giorni ho pensato molto a voi e purtroppo ho capito di non essere in grado di sostenere il ruolo che mi è stato affidato”.

E ancora davanti una folla sbigottita continuava: “Sento di essere tra coloro che non possono condurre ma devono essere condotti. In questo momento posso dire soltanto: pregate per me. La guida di cui avete bisogno non sono io, non posso essere io”. Quindi girava le spalle al leggio e se ne andava, lasciando tutti in preda allo smarrimento. A parte le piccole differenze, il pontificato di Papa Ratzinger è durato un pò più dello spazio di un conclave (essendo stato eletto il 19 Aprile del 2005), il senso di sgomento lasciato, nel mondo cattolico non ha eguali, tutti i giornali tedeschi riportano la notizia con sgomento, sul Web si cominciano a fare le ipotesi più disparate, noi vogliamo lasciarvi con le parole di Benedetto XVI:

“Carissimi Fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della chiesa.  Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di San Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo sommo pontefice. Carissimi fratelli vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la santa chiesa alla cura del suo sommo pastore, nostro Signore Gesù Cristo e imploriamo la sua santa madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i padri cardinali nell’eleggere il nuovo sommo pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la santa chiesa di Dio”