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Missione di Pace è un film del 2011, diretto da Francesco Lagi e con Silvio Orlando, Francesco Brandi, Alba Rohrwacher, Filippo Timi, Antonella Attili, Ivo Ban, Bugo, Mariano Pirrello, Francesco Colella, Aram Kian, Tommaso Ragno, Bozidar Smiljanic, Frank Crudele, Branko Vikich.

Il Capitano Vinciguerra guida un manipolo di soldati in una missione nei Balcani per catturare un criminale di guerra, latitante dalla fine del conflitto nella ex Jugoslavia. Quello che il Capitano non può immaginare è di dover affrontare la sua missione a fianco del suo peggior nemico: suo figlio, un agguerrito pacifista. In questa situazione di avventurosa convivenza, tra mangiatori di orsi e partite di Risiko, carri armati fuori controllo, sogni di rivoluzione e Che Guevara in crisi, padre e figlio affronteranno la loro guerra personale.

È una commedia farsesca su un tema di grande importanza quella che Francesco Lagi, al suo primo lungometraggio, ci propone. La scelta stilistica è quella giusta proprio perché, sul versante del dramma, Aureliano Amadei ci ha già regalato quell’interessante riflessione su una vicenda personale e collettiva al contempo che risponde al titolo di 20 sigarette. Se dovessimo cercare dei progenitori artistici a questo film dovremmo pensare a M.A.S.H.. e a Mediterraneo per l’ironica dissacrazione dell’assunto. Lagi e i suoi cosceneggiatori (fra cui Umberto Contarello) si divertono a ironizzare sulle ideologie. Giacomo è un pacifista intriso di slogan fino al midollo. La sua è sicuramente buona fede con però incorporato il vizio di voler fare la morale a tutti e su qualsiasi argomento. Dall’altra parte ci sono militari molto poco guerrafondai (hanno ricostruito pietra su pietra un’antica chiesa ortodossa) ma affezionati al loro compito. In mezzo c’è un criminale di guerra che uccide gli orsi e ne mangia il cuore.

Le sequenze oniriche costituiscono una delle parti più divertenti e riuscite del film: quando Giacomo e il suo alter-ego ideale, a tavolino, stabiliscono la lista dei ministri ( Marx all’economia, Gramsci agli esteri, Pasolini all’istruzione, Maradona allo sport…), non si può non sorridere. Insomma, Lagi mette alla berlina sia i soldati pasticcioni sia i pacifisti confusi e velleitari: “I personaggi sono senza direzione, tutti delle zucche vuote che hanno bisogno di un’autorità fuori di loro”. Alla fine, però, i due opposti mondi riescono ad interagire positivamente: il figlio del capitano collabora con i soldati ma, poi, loro lo aiutano a piantare, nel bosco, un simbolico albero della pace. Come dire che, al di là dei reciproci pregiudizi, esiste un senso di umanità comune a tutti.

La guerra o piuttosto un’operazione militare come non l’abbiamo mai vista. Questo è in buona sostanza il proclama semiserio di Missione di pace. Come non l’abbiamo mai vista, certo, perché non c’è niente di già visto in questa performance di soldati senza arte né parte simili ad altrettanti personaggi in cerca d’autore, a metà strada tra Pirandello e Beckett, Monicelli e Altman, che si sforzano di sembrare quello che non sono né possono illudersi di essere. L’esordiente Francesco Lagi non vuole riproporre un’inoffensiva e tutt’altro che “sporca dozzina” secondo gli standard eroici tradizionali, e la sua visione ridanciana dell’universo militare trova conferma nei personaggi: l’ufficiale improbabile interpretato provocatoriamente da Silvio Orlando, che non a caso non ha la “statura” del capo o del duro, o la giovane recluta affidata, per analoghe ragioni, alla figura gentile e poco marziale di Alba Rohrwacher.

Tra carri armati fuori controllo e graduati americani pieni di prosopopea si sviluppa, per cause di forza maggiore, un rapporto padre/figlio che inizia a ricucire i rapporti nonostante tutto. Giorgio Gaber affermava che “l’uomo è quasi sempre meglio dell’ideologia che sostiene”. Questo film ce lo ricorda con un sorriso.

Un esempio di buon cinema italiano che approda al circuito dell’Home Video grazie alla 01 Distribution che si sta occupando della distribuzione della pellicola, che approda in videoteca con una sola edizione quella in DVD che presenta traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital 5.1. Il DVD non possiede contenuti extra di rilevante importanza. Purtroppo, nel momento in cui scriviamo questa recensione, non sappiamo dirvi se e quando uscirà un’edizione in Blu Ray di questa pellicola, noi ovviamente ci auguriamo di si.


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