American Animals

American Animals è un film del 2018 scritto e diretto da Bart Layton, ispirato alla vera storia della rapina avvenuta alla Transylvania University di Lexington nel 2004.


Il cast della pellicola è composto da: Evan Peters, Barry Keoghan, Jared Abrahamson, Blake Jenner, Ann Dowd, Udo Kier, Jane McNeill, Whitney Goin, Gary Basaraba, Lara Grice, Wayne Duvall.

Nel 2003 a Lexington, nel Kentucky, Spencer Reinhard è uno studente d’arte che sente che la sua vita non ha senso e che ha bisogno di qualcosa di eccitante, anche se tragico, nella sua vita per ispirare una maggiore abilità artistica. Warren Lipka è uno studente ribelle con una borsa di studio di atletica, anche se non gli interessa molto lo sport e sta perseguendo l’educazione solo per compiacere la sua famiglia. Dopo aver dato a Spencer un tour della collezione di libri rari della biblioteca della Transilvania University, i due progettano di rubare una preziosa edizione di The Birds of America di John James Audubon e altri libri rari. Prima del colpo Warren si reca ad Amsterdam per incontrare i potenziali sul mercato nero, che esprimono interesse. Al ritorno negli Stati Uniti, informa Spencer che potrebbero fare milioni di dollari, con grande entusiasmo.

Rendendosi conto che attuare la rapina richiederà più persone, i due arruolano gli amici d’infanzia Eric Borsuk, che aiuta a fornire la logistica, e Chas Allen, che ha il compito di essere l’autista durante fuga. I quattro si preparano a lungo per il colpo, venendo a sapere che l’unica persona che custodisce i libri è la bibliotecaria delle collezioni speciali, Betty Jean Gooch. Il giorno della rapina i quattro si travestono da anziani uomini d’affari ed entrano in biblioteca. Dopo aver notato che ci sono troppe persone nella biblioteca delle collezioni speciali, sospendono la rapina e si ritirano. Tre ragazzi vogliono rinunciare, ma Warren chiama comunque la biblioteca e fissa un appuntamento privato il giorno dopo. Senza alcun travestimento, e mentre Spencer fa da vedetta, Warren ed Eric entrano in biblioteca vestiti da uomini d’affari. Warren immobilizza la bibliotecaria, aiutato da Eric nel legarla e imbavagliarla. In un’azione concitata, i due arraffano alcuni libri rari e si precipitano verso un’uscita: in preda al panico, cadono e lasciano alle loro spalle due enormi libri Audubon, perfezionando il furto solo di due manoscritti.

Il gruppo porta i libri a New York alla casa d’aste Christie’s, al fine di ottenere l’autenticazione di valore; a Spencer viene riferito di tornare il giorno dopo, e il ragazzo lascia il suo numero di cellulare. Una volta tornati in auto, Chas biasima Warren e Spencer per la loro stupidità, e i quattro ritornano a Lexington con i libri. Poco dopo, Spencer si rende conto che la polizia sarà in grado di rintracciarli dalle e-mail che hanno usato per creare la rapina così come il suo numero di cellulare. I ragazzi mostrano segni di grande stress, mentre cercando di tenere un basso profilo: Warren tenta di rubare da un negozio di alimentari, Spencer causa un incidente d’auto, mentre Eric dà il via ad una rissa in un bar. Inevitabilmente l’FBI perquisisce le loro case e li arresta, e i quattro vengono condannati a sette anni di reclusione.

Dopo la prigione, i veri rapinatori esprimono il loro rammarico per le azioni compiute. Si rivela inoltre che Warren potrebbe aver mentito sul viaggio ad Amsterdam, fabbricando la storia per convincere gli altri ad accettare la rapina. L’epilogo descrive la loro vita dopo la prigione: Eric vive a Los Angeles come scrittore, Chas è diventato un allenatore di fitness in California, Warren si è reiscritto all’università e studia cinema a Philadelphia, mentre Spencer vive ancora a Lexington e si guadagna da vivere come artista, specializzato in uccelli. Betty Jean Gooch, la bibliotecaria, lavora ancora alla Transilvania University.

Raccontato dagli stessi ragazzi, ormai cresciuti, che hanno commesso il colpo nel 2003, American Animals porta la fusione tra documentario e finzione al suo ultimo stadio e segnala il talento di Bart Layton nel maneggiare anche i meccanismi della fiction.

Il regista si era finora fatto notare solo per alcuni documentari e in particolare per The Imposter, vincitore di diversi premi tra cui il BAFTA per il miglior debutto di un autore inglese nel 2012. La mitomania era al centro di quel film, dove un truffatore francese si spacciava per il figlio scomparso di una famiglia americana.

Anche uno dei ragazzi di American Animals pur non spingendosi oltre una linea morale così estrema, potrebbe essersi comportato come un mitomane finendo per trascinare gli altri con false promesse. Layton però non vuole trovare colpevoli e anzi schiva la pretesa di verità che il film stesso dichiara nel primo cartello, lasciandoci senza una risposta univoca su come siano davvero andate le cose.

Il senso del film è del resto un altro: siamo di fronte a quattro giovani bianchi americani più o meno di buona famiglia, che nonostante le occasioni che gli aprono la loro condizione privilegiata e il college non sanno che fare delle proprie vite. Il loro orizzonte ultimo è la celebrità o la ricchezza o la gloria di un grande artista e quello che gli offre la propria vita non sembra sufficiente. L’assenza di orizzonti ideali fa così di loro anime perse pronte a inventarsi una folle impresa pur di trovare finalmente qualcosa di eccezionale e unico. In questo ha un forte peso anche la mentalità del gruppo, dove le idee più balzane ricevono sostegno dai compagni fino a sembrare sensate e prendere corpo.

Abbiamo visto questo tipo di situazioni al cinema – e nella vita reale – portate fino al delirio delle sparatorie nelle scuole, ma qui non c’è quel tipo di rabbia, quanto piuttosto la ricerca di avventura. I quattro vogliono vivere come in un film e Layton infatti li accompagna rendendo il suo stile sempre più da cinema di finzione, con molta musica, un montaggio ritmato e una tecnica tipica degli heist movie come lo split screen. D’altra parte, il racconto rimane qua e là punteggiato delle testimonianze dei veri esecutori del colpo, che esprimono una sorta di rimpianto per come sono andate le cose.

Ci si spinge addirittura a mostrare uno di loro mentre osserva l’attore che lo interpreta passare lungo la strada, un corto circuito ontologico tra documentario e finzione, ma anche un doloroso sguardo sulla giovinezza che se ne va e sull’impossibilità di cambiare il passato. La cosa più sorprendente di American Animals è infatti come alle convenzioni da film di rapina si affianchi non solo il documentario ma pure una sottile malinconia. Layton gioca a carte scoperte, sa entusiasmare con una colonna sonora ricca di brani del passato davvero straordinaria e si avvale di un cast accattivante con due attori molto lanciati (Evan Peter e Barry Keoghan, visto in Dunkirk e Il sacrificio del cervo sacro), ma non nasconde mai come il livello più cinematografico sia in fondo una messa in scena. Una sorta di tunnel mentale distorto, circondato da una realtà dove le cose vanno in ben altro modo, inflessibile alle fantasie dei protagonisti.

American Animals è dunque un’opera squisitamente metacinemtaografica che però non si accontenta di sofisticazioni cerebrali e anzi riesce a essere sia trascinante e divertente sia dolorosamente umana.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

ProduttoreTeodora
DistributoreMustang Entertainment
Anno pubblicazione2019
Area2 – Europa/Giappone
CodificaPAL
Formato video2,35:1 Anamorfico 1080p
Formato audio2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano Inglese
5.1 DTS HD: Italiano Inglese
SottotitoliItaliano NU
Tipo confezioneAmaray
Numero dischi1
ExtraTrailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

ProduttoreTeodora
DistributoreMustang Entertainment
Anno pubblicazione2019
Area2 – Europa/Giappone
CodificaPAL
Formato video2,35:1 Anamorfico
Formato audio2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano Inglese
5.1 DTS HD: Italiano Inglese
SottotitoliItaliano Italiano NU
Tipo confezioneAmaray
Numero dischi1
ExtraTrailer

Scheda Film