Assassinio sull'Orient Express

Assassinio sull’Orient Express (Murder on the Orient Express) è un film del 2017 diretto, co-prodotto e interpretato da Kenneth Branagh e basato sull’omonimo romanzo del 1934 di Agatha Christie. Scritto da Michael Green, il film è interpretato da Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Josh Gad, Leslie Odom Jr., Michelle Pfeiffer, Daisy Ridley, Michael Peña, Lucy Boynton, Derek Jacobi, Tom Bateman, Marwan Kenzari.


Gerusalemme, 1934. Il detective belga Hercule Poirot risolve un furto alla chiesa del Santo Sepolcro.

Il detective Poirot è ossessionato dall’equilibrio e dall’ordine nella vita: in grado di vedere il mondo per come dovrebbe essere e non per come è, considera questa sua capacità molto utile nel risolvere i casi specie quando si tratta di smascherare una bugia. A seguito del caso a Gerusalemme, Poirot desidera riposare a Istanbul, ma deve tornare inaspettatamente a Londra per un altro caso. Il suo amico Bouc, direttore dell’Orient Express, gli offre una cabina sul suo treno.

Sull’Orient Express conosce un sinistro uomo d’affari – Samuel Ratchett – che desidera assumerlo come sua guardia del corpo durante i tre giorni di viaggio che deve compiere, poiché Ratchett ha ricevuto delle anonime lettere minatorie. Dal momento che Poirot sa che gli affari dell’uomo sono illegali (traffici di opere d’arte, per lo più false) e che Ratchett si è fatto molti nemici, il detective rifiuta l’offerta non solo perché non lo considera un innocente, ma soprattutto perché non vuole essere coinvolto da un individuo come lui. Quella stessa notte Poirot sente strani rumori provenienti dallo scompartimento di Ratchett e vede qualcuno con un kimono rosso correre lungo il corridoio. Durante la medesima notte, una valanga fa deragliare il treno, costringendolo a fermarsi in attesa di soccorso dalla stazione più vicina.

Il mattino seguente Poirot scopre che Ratchett è stato assassinato durante la notte con 12 pugnalate, come se fossero state date alla cieca, alcune più profonde altre più superficiali. Dopo l’arrivo dei soccorsi, che cominciano a liberare il treno dalla neve, Poirot e Bouc indagano sui passeggeri. Le prove ritrovate indicano che Ratchett è stato assassinato da una sola persona, in quanto Caroline Hubbard – una passeggera – afferma che la notte precedente, un uomo era nel suo scompartimento. Poirot scopre una nota parzialmente distrutta che collega Ratchett al rapimento di Daisy Armstrong, figlia del colonnello John Armstrong, rapita dalla sua camera e tenuta in ostaggio per un riscatto. A seguito del pagamento, però, Daisy fu trovata morta. Ratchett viene identificato come John Cassetti, rapitore e assassino di Daisy. La morte della piccola aveva causato un terribile shock alla madre – Sonia Armstrong – che, incinta del secondo figlio, aveva subito un parto prematuro a cui né lei, né il bambino che aspettava, erano sopravvissuti. Il padre di Daisy, il colonnello Armstrong, a seguito delle terribili sciagure capitate alla sua famiglia, si uccise. Una cameriera di casa Armstrong, Susanne, venne arrestata e dichiarata colpevole perché era l’unica con un alibi molto debole. La donna – in realtà innocente – si impiccò mentre era sotto la custodia della polizia.

Altre prove vengono trovate, compreso un fazzoletto macchiato di sangue e il bottone dell’uniforme di un conduttore trovato nello scompartimento di Hubbard. L’uniforme viene in seguito trovata, così come il kimono, nella valigia di Poirot. La signora Hubbard viene pugnalata alla schiena; sopravvive ma non riesce a identificare il colpevole. Poirot scopre che molti passeggeri sono direttamente collegati alla famiglia Armstrong. Mentre interroga la governante Mary Debenham, il medico John Arbuthnot spara a Poirot colpendolo a una spalla e sostenendo di essere lui l’assassino, ma viene fermato da Bouc. Poirot si rende conto che Arbuthnot – un medico ed ex cecchino dell’esercito – lo aveva colpito intenzionalmente di striscio, perché non aveva mai avuto intenzione di ucciderlo.

Poirot incontra i 12 sospettati fuori dal treno, offrendo loro due teorie su come è morto Ratchett. La prima teoria è semplice: un assassino travestito da conduttore è salito sul treno, ha ucciso Ratchett ed è fuggito. La seconda è più complessa: ogni sospettato è collegato in qualche modo agli Armstrong, a Susanne o al suo processo – compresi quelli che avevano finto il contrario – e aveva un motivo per uccidere Ratchett / Cassetti. La signora Hubbard è in realtà Linda Arden, ex attrice teatrale, madre di Sonia Armstrong e quindi nonna della piccola Daisy. La signora Hubbard ha radunato tutti i dodici passeggeri sullo stesso treno per compiere l’omicidio e tutti si sono poi alternati a pugnalare Ratchett. Arbuthnot, d’accordo con la stessa signora Hubbard, l’aveva poi pugnalata senza metterla in pericolo di vita per convincere Poirot della teoria di un assassino solitario.

A questo punto la signora Hubbard chiede che le altre persone vengano lasciate andare e che la colpa ricada solo su di lei. Del resto, la sua vita finì con l’assassinio della nipote e la morte della figlia, e gli altri passeggeri sono in realtà tutte brave persone che hanno avuto la vita distrutta all’epoca della tragedia ma che ora hanno il diritto di rifarsi una vita.

Poirot poggia sul tavolo la sua pistola e sfida i passeggeri a sparargli poiché è l’unico che può denunciarli alle autorità: Bouc infatti può mentire ma Poirot, ossessionato dalla verità e dall’equilibrio, non potrebbe. La signora Hubbard afferra la pistola e la punta contro Poirot ma all’ultimo la volge contro sé stessa, pronta ad uccidersi, e preme il grilletto. La pistola in realtà è scarica: Poirot voleva vedere come avrebbero reagito i sospettati.

Poirot è dibattuto su ciò che sia giusto fare: svelare alla polizia jugoslava cosa ha scoperto oppure presentare la teoria del killer solitario. Decide per la seconda soluzione e scendendo dal treno, con un appassionato discorso, ricorda che la vendetta porta ad altra vendetta, che il male conduce ad altro male e si augura che i 12 passeggeri possano finalmente guarire, liberandosi dalle loro paure e dalle loro angosce. Mentre sbarca in Jugoslavia per informare la polizia dei dettagli dell’assassinio sull’Orient Express, un messaggero lo ferma e gli chiede di indagare su una morte sul Nilo.

Dopo aver rivisitato Shakespeare con enfasi e furore, azzardato un’incursione nell’universo supereroico della Marvel, offerto una nuova giovinezza all’agente Jack Ryan e riletto la Cenerentola della Disney in live action, Kenneth Branagh dirige la sua versione cinematografica del romanzo giallo di Agatha Christie (“Assassinio sull’Orient Express”), pubblicato nel 1934 e già oggetto dell’adattamento di culto di Sidney Lumet.

La celebre inchiesta di Hercule Poirot, tradotta per lo schermo da Michael Green, costituisce un materiale drammatico irresistibile e insolito per l’autore inglese che sceglie per sé il ruolo principale. Armato di un cast pletorico, Branagh stacca il biglietto e si gioca la corsa. Prendere l’Orient Express, (soprattutto) per lui è come stare a teatro, assistere a un’epoca di formidabili promesse di progresso e di libertà. Quando il treno raccordava luoghi lontani, comprimeva il tempo, dilatava lo spazio, riconfigurava le città e avvicinava gli uomini. Ma l’Orient Express non assunse mai veramente quel ruolo.

Macchina per produrre miti, dove l’Occidente trovava il suo altrove e il suo doppio esotico, fu un treno antimoderno alla ricerca di un Oriente mitico e immaginario. La destinazione era importante ma la prima tappa del viaggio e la sua quintessenza erano il treno stesso. L’anima dell’avventura, la sua ragione d’essere. Sorgente d’ispirazione infinita e luogo propizio alla seduzione, allo spionaggio e naturalmente all’omicidio, il treno blu e oro di Branagh deraglia nella neve, giocando con le possibilità e la poca libertà che può prendersi. Ribadendo ma insieme aggirando la costrizione che impone un treno coi suoi scompartimenti e i suoi corridoi stretti, l’autore scommette sul fuori campo, filmando dall’alto, dal basso, dall’esterno. Il piano sequenza in stazione ad esempio mostra Hercule Poirot attraversare il vagone senza interruzione fino alla sua cabina, rivelando col suo movimento e la sua durata la contiguità dello spazio.

Scheda Tecnica Edizione 4K Ultra HD + Blu-Ray Disc

Produttore20th Century Fox
DistributoreWarner Home Video
Anno pubblicazione2018
Area2 – Europa/Giappone
CodificaPAL
Formato videoUltra HD 4K HDR
Formato audio5.1 DTS: Italiano
Dolby TrueHD Atmos: Inglese
SottotitoliItaliano
Tipo confezioneSlipcase
Numero dischi2
ExtraContenuti extra su disco Blu-ray:

• Agatha Christie: intimo ritratto
• A proposito di Hercule Poirot
• Galleria
• Commento di Kenneth Branagh e Michael Green
• Scene eliminate
• All’apparenza insospettabili
• L’arte del film
• In vettura: girare Assassinio sull’Orient Express
• La musica

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

Produttore20th Century Fox
DistributoreWarner Home Video
Anno pubblicazione2018
Area2 – Europa/Giappone
CodificaPAL
Formato video2,40:1 Anamorfico 1080p
Formato audio5.1 DTS: Italiano
7.1 DTS HD: Inglese
SottotitoliItaliano Inglese
Tipo confezioneAmaray
Numero dischi1
Extra• Agatha Christie: intimo ritratto
• A proposito di Hercule Poirot
• Galleria
• Commento di Kenneth Branagh e Michael Green
• Scene eliminate
• All’apparenza insospettabili
• L’arte del film
• In vettura: girare Assassinio sull’Orient Express
• La musica

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore20th Century Fox
DistributoreWarner Home Video
Anno pubblicazione2018
Area2 – Europa/Giappone
CodificaPAL
Formato video2,40:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Italiano Inglese
SottotitoliItaliano Inglese
Tipo confezioneAmaray
Numero dischi1
Extra• Agatha Christie: intimo ritratto
• A proposito di Hercule Poirot
• Galleria
• Commento di Kenneth Branagh e Michael Green
• Scene eliminate

Scheda Film