Attacco a Mumbai

Attacco a Mumbai – Una vera storia di coraggio (Hotel Mumbai) è un film del 2018 diretto da Anthony Maras. Adattamento cinematografico del documentario Surviving Mumbai, narra le vicende degli attentati di Mumbai del 26 novembre 2008.


Il cast della pellicola è composto da: Dev Patel, Armie Hammer, Nazanin Boniadi, Jason Isaacs, Anupam Kher, Natasha Liu Bordizzo, Angus McLaren, Tilda Cobham-Hervey, Zenia Starr, Rodney Afif.

Raccontato da una varietà di punti vista, che non escludono quelli dei terroristi e dove i personaggi occidentali sono la minima parte, Attacco a Mumbai – Una vera storia di coraggio è sia un thriller sia un reenactment, ma per quanto la tensione non manchi l’operazione lascia perplessi.

Realizzato in seguito a un lungo lavoro di documentazione, ma con alcuni personaggi fittizi (che accorpano tratti di varie persone reali), il film mette in scena una mattanza brutale e un’umanità composita, con alcuni momenti didascalici e passaggi di tragica ironia. Per esempio uno dei terroristi si stupisce dell’esistenza e del funzionamento dei WC, definiti come una «macchina per eliminare la merda». «Qui anche fare la cacca è divertente» dice, subito dopo aver ucciso una vecchia inerme che si era nascosta proprio in bagno. Sono battute a cui quasi non si crede, così strampalate che sembrano uscite più da una testimonianza che dalla penna di uno sceneggiatore. Del resto la vicenda è incredibile già in origine, con 10 persone che mettono a ferro e fuoco una città, colpendo una decina di obiettivi e facendo in totale oltre 170 morti.

Non si trattava per altro del primo attacco a Mumbai, che aveva una lunga storia di attentati terroristici iniziata almeno nel 1993, ciò nonostante le forze dell’ordine erano chiaramente impreparate a gestire la situazione, con dotazione di armamenti insufficienti. Il fatto che questa volta ci fosse però tra i bersagli un simbolo del turismo in India come il Taj Mahal, che ospita anche diplomatici e importanti uomini d’affari, diede all’attacco una enorme risonanza e portò a dimissioni nel governo e in seguito ad arresti all’estero, tra cui una coppia padre e figlio vicino a Brescia, accusati di aver avuto un ruolo di supporto logistico. I terroristi infatti, dopo essere stati addestrati in Pakistan, sono passati all’azione in India ma sono rimasti in collegamento con i loro leader pakistani, da cui anche nel film ricevono istruzioni, per esempio di prendere gli occidentali come ostaggi.

La sperequazione tra l’ignoranza e la miseria da una parte e l’oscena ricchezza dall’altra inizialmente rende quasi condivisibili i bersagli dei terroristi, ma ovviamente la barbarie dell’azione, messa in scena senza nascondimenti, cancella ogni possibile simpatia si possa avere per loro. Senza comunque renderci simpatici gli avventori o il personale del Taj Mahal, tra chi è così ignorante da voler ordinare un hamburger bovino in India, chi in mezzo al ristorante chiede dettagli intimi sulle prostitute e chi, per una malintesa etica del lavoro, finisce per sembrare afflitto da un “complesso dello zio Tom”. A uscirne meglio sono il cameriere e lo chef, il primo che ci mette la buona volontà anche verso chi è spaventato da lui e il secondo che riesce a mantenere la calma con un gran numero di persone in preda al panico. Sono loro i veri eroi della vicenda e la loro umanità emerge prepotente nel film.

Al di là di questo però non è chiaro cosa voglia dire Attacco a Mumbai, visto che il j’accuse contro le istituzioni indiane arriva con dieci anni di ritardo e non ha molto senso, dato che per una volta le istituzioni non rimasero impunite. Inoltre, di film su attentati terroristici ce n’è ormai un filone e ne abbiamo già visti di messi in scena con ben maggior rigore (da United 93 di Paul Greengrass al recente e purtroppo inedito in Italia Utøya 22. juli di Erik Poppe). Qui invece l’efficacia della costruzione della tensione e la morte così ripetutamente inscenata lasciano il retrogusto della spettacolarizzazione di una tragedia fin troppo reale. Senza contare che la divisione tra musulmani cattivi e nobile protagonista sikh – in assenza di tutto il complesso contesto del conflitto tra India e Pakistan e di reazioni come per esempio il rifiuto dei musulmani indiani di seppellire gli attentatori – rischia di ridursi a rinfocolare l’islamofobia, che non è certo cosa di cui questo momento storico abbia bisogno.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

ProduttoreM2 Pictures
DistributoreEagle Pictures
Anno pubblicazione2020
Area2 – Europa/Giappone
CodificaPAL
Formato video2,35:1 Anamorfico 1080p
Formato audio5.1 DTS HD: Italiano Originale
SottotitoliItaliano
Tipo confezioneAmaray
Numero dischi1
ExtraTrailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

ProduttoreM2 Pictures
DistributoreEagle Pictures
Anno pubblicazione2020
Area2 – Europa/Giappone
CodificaPAL
Formato video2,35:1 Anamorfico
Formato audio5.1 Dolby Digital: Italiano Originale
5.1 DTS: Italiano
SottotitoliItaliano
Tipo confezioneAmaray
Numero dischi1
ExtraTrailer

Scheda Film