Attacco al potere 3

Attacco al potere 3 – Angel Has Fallen (Angel Has Fallen) è un film del 2019 diretto da Ric Roman Waugh ed interpretato da: Gerard Butler, Morgan Freeman, Holt McCallany, Piper Perabo, Jada Pinkett Smith, Lance Reddick, Michael Landes, Sapir Azulay, Mark Rhino Smith, Ori Pfeffer.


L’agente del Secret Service Mike Banning è sottoposto a un addestramento in una struttura militare privata poiché raccomandato dal presidente degli Stati Uniti d’America, Allan Trumbull, ad assumere la carica di Direttore del Secret Service in sostituzione del vecchio direttore andato in pensione, David Gentry.

Tuttavia, Banning nasconde che soffre di forti emicranie e di insonnia e che è costretto a visite mediche periodiche per controllare il suo stato di salute, oltre che ha iniziato ad assumere farmaci contro il forte dolore alla schiena.

Mentre il Presidente si trova in una gita di pesca fuori porta, dei droni armati attaccano la scorta presidenziale, uccidendo tutti i membri, risparmiando Banning che riesce miracolosamente a salvare il Presidente da morte certa. Entrambi sono feriti e Trumbull cade in coma. Indagando sul caso, l’agente dell’FBI Helen Thompson trova delle prove sostanziali circa la colpevolezza di Banning nello sferrare l’attacco, come ciocche di capelli e tracce di DNA presenti nel furgone usato per lanciare i droni e gestire l’attacco. Di conseguenza, Banning viene immediatamente arrestato non appena si riprende.

Nel tragitto verso il luogo di detenzione, la scorta armata e Banning subiscono un’imboscata. Gli assalitori giustiziano tutte le guardie e prelevano Banning, il quale riesce a scappare dopo aver mandato il veicolo fuori strada creando trambusto e dopo aver ucciso gli assalitori. Egli scopre che alcuni di loro erano gli stessi agenti presenti all’addestramento militare. Fuggendo, chiama da una cabina telefonica la moglie Leah, dicendole che è vivo e che sta bene. La chiamata viene intercettata dalla polizia e la Thompson, scoperta la sua posizione, invia tutte le pattuglie disponibili ad arrestarlo. Ne risulta un inseguimento, ma Banning riesce a fuggire e si dirige verso la casa di suo padre nei boschi.

Con Trumbull ancora in coma, il vicepresidente degli Stati Uniti d’America Martin Kirby giura come Presidente Vicario. Successivamente si scopre che Wade Jennings, un amico di Banning, ex compagno Ranger dell’esercito, adesso amministratore delegato di una compagnia paramilitare di nome Salient Global, lo ha incastrato. Attraverso delle telecamere di videosorveglianza, Banning e il padre Clay osservano gli uomini di Jennings avvicinarsi verso la casa; Clay fa detonare degli esplosivi piazzati precedentemente lungo il perimetro della casa, uccidendo gli uomini armati mentre lui e Banning scappano. Al contempo, egli rivela al padre di avere una moglie e una figlia. Leah e la figliola stanno per essere prelevate con la forza dagli uomini di Jennings, entrati nella casa piantonata dalla polizia da un’entrata secondaria, ma Clay riesce a salvarle. Kirby rivela alla stampa che Banning è responsabile del tentato omicidio del Presidente grazie al supporto degli alti vertici del Governo Russo.

Trovando i cadaveri attorno alla casa di Clay, la Thompson capisce che Banning è stato incastrato. Banning scappa con il veicolo del padre, ma viene rintracciato dalle telecamere di sorveglianza stradale mentre mostra un foglio con su scritte delle coordinate geografiche. Esse conducono l’agente Thompson e un altro agente verso un campo militare, dove incontrano Jennings, il quale dopo essere quasi stato scoperto li uccide entrambi. Trumbull si sveglia dal coma e Kirby si rivela coinvolto con Jennings. Kirby vuole vendicare il “tentato assassinio” del Presidente attaccando la Russia. Banning raggiunge l’ospedale dove è ricoverato Trumbull e grazie ad uno stratagemma riesce a superare tutti i controlli di sicurezza ed arrivare nel reparto di terapia intensiva, dove viene catturato dagli agenti. Si scopre che si è consegnato autonomamente per poter parlare con il Presidente, cosa che gli viene concessa. Egli avverte il Presidente che i terroristi stanno per attaccare l’ospedale e che non è più al sicuro. Trumbull gli crede e ordina immediatamente il suo rilascio. Trumbull viene portato in salvo con l’aiuto di Gentry e di altri agenti non corrotti, mentre Jennings distrugge l’unità di terapia intensiva dell’ospedale aumentando l’apporto di ossigeno e azoto a livelli instabili, causando un’esplosione in cui l’ospedale crolla su se stesso.

Banning nasconde il Presidente Trumbull e Gentry in uno sgabuzzino mentre gli uomini di Jennings li inseguono dentro un’ala dell’ospedale non danneggiata dall’esplosione. Dopo una lunga sparatoria, Jennings tenta di fuggire in elicottero, ma Banning lo distrugge con un lanciagranate un attimo prima del decollo. Dopo una lotta corpo a corpo, Banning uccide Jennings perforandogli un’arteria con una coltellata. Banning viene esonerato mentre Trumbull e Gentry arrestano Kirby per tradimento a causa delle prove scoperte da Thompson. Clay decide di vivere con Banning e la sua famiglia. Sentendosi in colpa per la sua incapacità di proteggere Trumbull, e preoccupato per i suoi disturbi non rivelati, Banning offre le sue dimissioni, ma Trumbull perdona i suoi errori e offre a Banning la promozione a Direttore del Secret Service. Titubante, Banning accetta.

L’incontro tra i personaggi di Gerard Butler e Nick Nolte dona momenti di levità a un film che, considerata la pochezza dell’intreccio riciclato, si prende decisamente troppo sul serio.

Purtroppo le scene con Nolte sono poche (e quella subito dopo l’inizio dei titoli di coda è pure imbarazzante) così tocca assistere a quasi due ore di prevedibilissimo intrigo che si dipana tra una sparatorie, scazzottate e inseguimenti del tutto generici e intercambiabili con quelli di mille altri film d’azione. Il tentativo del regista ex stuntman Ric Roman Waugh di dare peso drammatico al protagonista con i ricordi e le ferite di guerra è malamente attaccato e finisce solo per rallentare l’azione, che è poi tutto quello che si chiede a un titolo di questo tenore.

Purtroppo l’esperienza negli stunt non è bastata a Waugh per coreografare sparatorie che non sembrassero già straviste, con tanto di ralenti iniziali che sembrano una cutscene di Call of Duty, e neppure la sua esperienza con vittime di disturbo post-traumatico da stress, cui ha dedicato il documentario del 2015 That Which I Love Destroys Me, riesce a dare peso drammatico ai personaggi di Butler e Nolte. Il secondo sembra il consueto eremita sciroccato, quasi una spalla comica e infatti è in questo senso che funziona meglio, il primo invece dovrebbe essere un sorta di drogato d’adrenalina che non può fare a meno dell’azione. Un po’ come il protagonista di The Hurt Locker nell’intento, ma con un risultato infinitamente più banale.

Attacco al potere 3 ha il tipico intreccio di una stagione di 24, con attentato spettacolare e conseguente caccia all’uomo dove l’eroe deve non solo dimostrare la propria innocenza, ma pure salvare il Presidente in fin di vita e con lui il mondo sulla soglia di una militarizzazione spinta. Al posto dei 24 episodi tutto si articola in due ore, ma non se ne ricava alcun incremento di tensione, anzi ogni cosa appare generica e improbabile e, a parte per l’attacco dei droni basato su tecnologie reali, il resto è ben poco ispirato.

Tra l’altro non mancano passaggi dalla logica bizzarra: visto che niente ostacola i droni e il loro bersaglio è il Presidente non si capisce perché perdano tempo ad attaccare gli uomini sulle sponde, incapaci di fermarli, anziché puntare diretti al capo di Stato. Addirittura a un certo punto i cospiratori sono pronti a far crollare un’intera ala di un ospedale e, dopo che hanno visto il Presidente entrare in un altro edificio fanno comunque crollare il primo: così, senza un perché se non buttarci un po’ di catastrofe in computer graphic. Oltretutto nemmeno ben realizzata, visto che il fumo in CGI qui rende alcune inquadrature semplicemente inguardabili.

Ma tirare via sembra essere stato il leit motif della produzione, a partire dal fatto che la moglie di Butler ha cambiato attrice e come niente fosse ora al posto di Radha Mitchell c’è Piper Perabo, perché tanto della moglie in questi film non importa a nessuno e tantomeno ai produttori. Pure il resto del casting non brilla: Morgan Freeman fa il Presidente con sorniona e un po’ annoiata abitudine, ma è un deja vu, e che dire di Danny Huston che ha uno dei “colpi di scena” più consueti della sua carriera? Certo Nick Nolte ci mette una scintilla di vitalità e ironia, ma decisamente non è abbastanza.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

ProduttoreLucky Red
DistributoreWarner Home Video
Anno pubblicazione2020
Area2 – Europa/Giappone
CodificaPAL
Formato video2,35:1 Anamorfico 1080p
Formato audio5.1 DTS HD: Italiano Inglese
SottotitoliItaliano
Tipo confezioneAmaray
Numero dischi1
ExtraTrailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

ProduttoreLucky Red
DistributoreWarner Home Video
Anno pubblicazione2020
Area2 – Europa/Giappone
CodificaPAL
Formato video2,35:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Italiano Inglese
SottotitoliItaliano
Tipo confezioneAmaray
Numero dischi1
ExtraTrailer

Scheda Film