Auguri per la tua morte

Auguri per la tua morte è un film di genere horror, thriller del 2017, diretto da Christopher Landon ed interpretato da: Jessica Rothe, Israel Broussard, Ruby Modine, Rachel Matthews, Charles Aitken, Jason Bayle, Phi Vu, Donna DuPlantier.


Come si dice quando uno muore nel giorno del suo compleanno? Auguri per la tua morte è la formula ironica e un po’ macabra suggerita dal regista di Paranormal Activity 3, Christopher Landon.

Uno slasher avvincente e sanguinolento che recupera il tema caro alla commedia del loop temporale. La mattina del suo compleanno, la bella e popolare studentessa del college Tree Gelbman (Jessica Rothe) si sveglia nella camera di un ragazzo conosciuto la sera prima; intontita e con i postumi della sbornia ancora addosso, attraversa il campus e torna a prepararsi per la festa. Quando la fine della giornata si avvicina, Tree viene aggredita alle spalle e pugnalata a morte da un individuo incappucciato e mascherato, entrato dalla finestra. Ma invece di imboccare il tunnel luminoso e lasciarsi la vita terrena alle spalle, la ragazza finisce in un nauseante vortice temporale in cui l’ultimo giorno della sua vita (che non a caso coincide col primo) si ripete all’infinito. Gli amici non credono alle parole della bionda scapestrata che alza spesso il gomito e inventa storie assurde, così per Tree l’unica chance di sopravvivere e ripristinare il regolare corso del tempo è scoprire da sola l’identità del suo aggressore.

Si può trasformare una commedia, con venature romantiche per giunta, in un film dell’orrore (o quasi)? Secondo Jason Blum, storico fondatore della Blumhouse, casa di produzione che ci ha regalato la saga di Paranormal Activity, i vari Insidious, il folle La Notte del Giudizio per ricordarne solo alcuni, assolutamente si. A vedere Auguri per la tua morte a dire il vero sembra non solo che sia un’operazione alquanto semplice, anche divertente e naturale. Tutto inizia dal lontano 1993, quando un giovane Bill Murray è chiamato a interpretare un giornalista costretto a rivivere sempre lo stesso giorno in Ricomincio da Capo, a girare sempre il solito orrendo servizio, come schiavo di una maledizione. Il personaggio di Phil Connors è così spinto a cambiare profondamente la sua vita e il suo carattere, scoprendo aspetti della sua esistenza prima sconosciuti o sottovalutati. La stessa sorte accade alla giovane studentessa al centro di Auguri per la tua morte, anche se il suo sarà un destino decisamente più tragico e violento.

Pur apprezzando il tentativo del giovane regista di uscire dai clichè del cinema di genere, si arriva alla conclusione della visione di “Auguri per la tua morte” spiazzati da troppi spunti accennati e mai approfonditi. In realtà, sin dall’inizio è fin troppo facile capire chi è l’assassino, ma non è questo il punto critico dell’opera, bensì la costruzione di una sorta di videogame per adolescenti, tanto innocente da non far saltare sulla sedia lo spettatore.

Buona la performance della protagonista Jessica Rothe che comunica il suo disagio crescente con il corpo e riesce in fondo a creare empatia per il suo dramma. Notevoli i titoli di coda, un piccolo dettaglio che stupisce dopo un film non particolarmente riuscito.

Quello che rimane alla fine è soprattutto la voglia di riprendere in mano il DVD di Ricomincio da capo e poi magari, finito quello, godersi anche un bell’horror vero. O quanto meno un horror divertente e metacinematografico tipo Scream, un film dove il ripetersi di certi luoghi comuni e schemi narrativi era parte integrante del gioco. Qui c’è solo il tentativo di fare soldi con una buona idea altrui e con il minimo sforzo.

Auguri per la tua morte si può dunque considerare un horror atipico con sfumature da commedia teen (e viceversa), pensato soprattutto per un pubblico giovane. Tutta l’attenzione è rivolta ad una caccia all’assassino avvincente e divertente, che avviene sempre nel medesimo giorno. Una sceneggiatura direttamente ispirata a Ricomincio da Capo di Harold Ramis per stessa ammissione degli autori, Christopher Landon e Scott Lobdell del resto giocano con i cliché della commedia americana e dell’orrore riempiendo il film di citazioni, rimandi e omaggi, mettendo da parte il sangue e la violenza “pornografica” in nome di un intrattenimento leggero e intelligente. Non risparmiano neppure un sottotesto che parla direttamente ai ragazzi, agli adolescenti, invitandoli a non essere schiavi delle mode, dell’apparenza e dell’egoismo.