Avengers Endgame

Avengers Endgame è il nuovo film Marvel 2019, seguito di Avengers Infinity War, che chiude un’era dell’Universo Cinematografico Marvel ed è diretto da Anthony Russo, Joe Russo.


La pellicola è interpretata da: Robert Downey Jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Chris Hemsworth, Scarlett Johansson, Jeremy Renner, Don Cheadle, Paul Rudd, Brie Larson, Karen Gillan, Danai Jekesai Gurira, Bradley Cooper, Josh Brolin, Evangeline Lilly, Sebastian Stan, Dave Bautista, Chadwick Boseman, Michelle Pfeiffer, Jon Favreau, Elizabeth Olsen, Ty Simpkins, Tom Holland, Gwyneth Paltrow, Hiroyuki Sanada, Pom Klementieff, Terry Notary, Tilda Swinton, Frank Grillo, Katherine Langford, Winston Duke, Kerry Condon, Sean Gunn, Benedict Wong, Emma Fuhrmann.

Avengers Endgame, il film dei registi Anthony e Joe Russo, è il quarto capitolo dell’epica saga dedicata ai supereroi più potenti della Terra ed è il 22esimo titolo del Marvel Cinematic Universe.

È il sequel diretto di Avengers: Infinity War e ne prosegue le drammatiche vicende. Tutte le specie viventi nelle galassie dell’universo sono state vittime della follia del titano Thanos. È bastato uno schiocco delle dita con indosso il Guanto dell’Infinito per ridurre in cenere la metà delle popolazioni di tutti i pianeti.

Gli Avengers ancora in vita, forse non casualmente i primi originali Avengers, Iron-Man (Robert Downey Jr.), Captain America (Chris Evans), Thor (Chris Hemsworth), Vedova Nera (Scarlett Johansson), Occhio di Falco (Jeremy Renner) e Hulk (Mark Ruffalo) insieme agli ultimi alleati rimasti, Rocket Raccoon, Nebula (Karen Gillan) e War Machine (Don Cheadle) devono unire le forze un’altra volta per rintracciare Thanos, sconfiggerlo e riportare l’ordine nell’universo. Si uniscono al gruppo Captain Marvel (Brie Larson) e Ant-Man (Paul Rudd), anche loro fortunatamente risparmiati dallo schiocco. La missione ruoterà ancora una volta intorno alle Gemme dell’Infinito, quelle incastonate nel Guanto indossato da Thanos.

Da quando esistono i cinema, meno di quaranta film hanno raggiunto in tutto il tempo in cui sono stati in programmazione quello che Avengers: Endgame potrebbe raggiungere in un fine settimana a livello di incassi. Solo in Italia, Avengers: Endgame è già stato visto da oltre un milione di spettatori e diventerà presto il film più visto dell’anno.

La trama di di Avengers: Endgame riprende esattamente dove aveva chiuso il precedente Avengers: Infinity War, con le conseguenze del letale schiocco di dita dell’ineluttabile Thanos. Il mondo ha subito perdite inquantificabili così come i nostri eroi, che però ovviamente non vogliono darsi per vinti ma, anzi, forti anche della presenza della potentissima Captain Marvel, decidono di provare ancora una volta a sconfiggere il Titano Pazzo, riprendere possesso delle Gemme dell’Infinito e far tornare l’universo intero alla normalità. Come promesso non vi diciamo come la storia prosegue, ma come potete facilmente immaginare dalla durata record di 3 ore il piano dei Vendicatori non andrà esattamente come sperato. Poco male, almeno per noi spettatori, perché questo significa che possiamo goderci una lunga sequenza di colpi di scena che, da un terzo di film in poi, lasciano davvero senza fiato e stupiscono per arguzia, messa in scena e soprattutto per alcune trovate metacinematografiche che faranno letteralmente impazzire i fan.

“Avengers: Endgame” è la chiusura di undici anni vissuti molto intensamente. È la fine di un’era e l’inizio di un’altra. Parlare di un film così complesso nel suo svoglimento non è semplice. Il rischio di incappare in spoiler involontari è troppo alto e quindi ci limiteremo ad analizzare la pellicola in superficie.

Ve lo diciamo subito: a noi il film ha deluso. Forse le aspettative erano troppo alte, forse le teorie dei fan che giravano in rete fino a poche ore prima dell’uscita del film erano troppo fighe. Sta di fatto che alla fine delle tre ore (e un minuto) della pellicola la noia (sì, avete letto bene) l’ha fatta da padrone.

In questa grande chiusura c’è molto di prevedibile ma anche un buona dose di sorprese, a tanti livelli diversi.

Sorprende innanzitutto che la saga del MCU scelga di non seguire la struttura fondata da Il Signore Degli Anelli (il padre del concetto di franchise moderno), canonizzata da Harry Potter e seguita da tutte le piccole grandi saghe americane: nonostante gli eventi del film precedente, avvicinandosi al suo finale il tono non si fa più dark, più scuro, più disperato, anzi! Endgame contraddice la regola per la quale un franchise deve diventare adulto nel suo finale facendosi più cupo e alzando la posta dei propri temi, mostrandosi vivace, una commedia non priva di macchiette, in cui per tutta la prima ora non c’è azione ma tantissimo dialogo, pura scrittura. È una grande scelta che spiazza e dà al film non il passo della chiusura forsennata ma quello della grande epopea. Dopo la prima ora inizia un po’ di azione, più che altro di suspense, e solo nell’ultimo terzo si marcerà ai ritmi che ci si può aspettare con le proporzioni giganti attese.

Il grosso problema di questa pellicola risiede nei vari paradossi e nelle cose non dette tipiche di tutte quelle pellicole che affrontano il tema dei viaggi nel tempo. In Endgame, ad esempio, succede che mezzo mondo viva cinque anni senza l’altra metà, provando a tirare avanti. Poi, grazie agli Avengers, quell’altra metà ritorna. Ma ci sono svariati problemi, se uno si mette a pensarci. Mezzo mondo ha vissuto, è invecchiato, magari si è risposato. L’altra metà ricompare nello stato in cui aveva lasciato il mondo cinque anni prima. E uno dei ricomparsi, Spider-Man, dice che quei cinque anni gli sono sembrati un istante. Immaginate il casino, nel mondo alla fine del film. Ci starebbero le premesse drammatiche per delle grandi storie, non solo di supereroi.

Qualche risposta in questo caso potrebbe arrivare da Spider Man – Far From Home, che uscirà a luglio e sarà ambientato dopo gli eventi di Endgame.