BlacKkKlansman

BlacKkKlansman, reso graficamente BLACKkKLANSMAN, è un film del 2018 diretto da Spike Lee ed interpretato da: John David Washington, Adam Driver, Topher Grace, Laura Harrier, Ryan Eggold, Jasper Pääkkönen, Corey Hawkins, Paul Walter Hauser, Ashlie Atkinson, Alec Baldwin, Harry Belafonte, Robert John Burke, Craig muMs Grant.


All’inizio degli anni settanta, Ron Stallworth è il primo afroamericano a diventare poliziotto a Colorado Springs.

Inizialmente viene assegnato all’archivio, dove deve affrontare il razzismo dei suoi colleghi. Richiede un trasferimento per essere un agente sotto copertura e viene inviato a infiltrarsi durante un comizio sui diritti civili dei neri tenuto da Kwame Ture. Durante il comizio conosce Patrice Dumas, presidente dell’unione studentesca nera del Colorado College. Mentre Patrice riaccompagna Ture all’hotel, viene fermata dall’agente Andy Landers, un poliziotto razzista collega di Stallworth, che minaccia Ture e aggredisce Patrice.

Dopo il comizio, Stallworth viene riassegnato al dipartimento di intelligence. Mentre legge il giornale locale, nota un annuncio di reclutamento del Ku Klux Klan. Decide di chiamare il numero fingendosi un uomo bianco e parla con Walter Breachway, presidente del cantone di Colorado. Stallworth si fa aiutare dal suo collega Flip Zimmerman, che lo impersona per incontrare i membri del Ku Klux Klan di persona: Zimmerman partecipa agli incontri e incontra Walter Breachway, Felix Kedrickson, il membro più radicale del cantone, e un membro di nome Ivanhoe, che parla di un attacco imminente.

Zimmerman e Stallworth continuano a coltivare l’amicizia con il cantone locale. Per velocizzare l’arrivo della sua tessera di membro, Stallworth chiama il quartier generale del Ku Klux Klan in Louisiana e riesce a parlare direttamente con David Duke, Gran maestro e presidente nazionale del Ku Klux Klan, con cui instaura un rapporto di fiducia. Kendrickson inizia a sospettare che qualcosa non vada e pretende che Zimmerman faccia il test della verità ebreo, ma Stallworth riesce a salvare il collega lanciando una pietra contro la casa di Kendrickson.

Stallworth inizia a uscire regolarmente con Patrice, ma nega sempre di essere un poliziotto. Dopo aver passato delle informazioni all’Army Criminal Investigation Command sui membri del Klan, scopre che due affiliati sono agenti del NORAD.

Duke visita Colorado Springs per la cerimonia di iniziazione di Stallworth al Klan. Nonostante le proteste, il vero Stallworth viene assegnato come poliziotto di scorta a Duke. Dopo l’iniziazione di Zimmerman, che impersona Stallworth, a membro del Klan, Connie, la moglie di Kendrickson, lascia la cerimonia per piazzare una bomba durante la marcia per i diritti civili organizzata dall’unione studentesca nera del Colorado College. Stallworth riesce ad avvertire i colleghi e Connie, impaurita dalla grossa presenza di agenti nella zona, chiama Kendrickson che le dice di passare al piano B. Connie si reca a casa di Patrice e tenta di nascondere il C-4 nella cassetta della posta, ma Patrice e la sua amica arrivano, interrompendo la sua azione. Connie decide di piazzare la bomba sotto l’auto di Patrice. Stallworth, arrivato sulla scena, vede Connie fuggire e tenta di fermarla, ma due agenti di pattuglia lo fermano e, pensando stia aggredendo Connie, lo arrestano e colpiscono con il manganello, nonostante questi sostenga di essere un agente sotto copertura. Kendrickson, Ivanhoe e Walker, amico di Kendrickson che aveva procurato l’esplosivo e che, durante la cerimonia, aveva riconosciuto Zimmerman, arrivano a casa di Patrice e si fermano di fianco all’auto della ragazza. Kendrickson attiva la bomba e i tre vengono uccisi dall’esplosione. Zimmerman arriva sul luogo e riesce a liberare Stallworth, mentre Connie viene arrestata.

Mentre festeggiano la vittoria in un bar, Stallworth, grazie a un microfono nascosto, riesce a incastrare Landers che confessa la sua aggressione a Patrice; con la confessione registrata, Landers viene arrestato.

Il capo della polizia Bridges si congratula con la squadra per il successo dell’operazione, ma ordina il fermo delle operazioni per mantenere la cosa lontana dal pubblico. Mentre sta distruggendo tutti i documenti, Stallworth riceve una chiamata da Duke e, prima di riattaccare, il detective rivela di essere un uomo di colore. La sera, Patrice e Stallworth discutono del loro futuro assieme, ma vengono interrotti da un colpo alla porta; dalla finestra vedono su una collina poco distante una croce in fiamme, circondata dai membri del Klan.

Il film si conclude con immagini della marcia per i diritti civili dell’agosto 2017 tenutasi a Charlottesville incluse scene con protagonisti suprematisti bianchi: David Duke che tiene un discorso, la contro-protesta dei bianchi, l’attacco in auto fatto da James Alex Fields Jr. e le dichiarazioni del presidente Donald Trump dopo gli avvenimenti. Le ultime scene sono un memoriale a Heather Heyer, vittima dell’attacco in auto, e una bandiera statunitense sottosopra, che lentamente sfuma verso il bianco e il nero.

Come spettatori oggi siamo abituati a essere spiazzati e depistati, tra cambi di registro e rimescolamenti di generi. Il merito è anche di Spike Lee e di una carriera gestita, pur tra altissimi e bassissimi, mantenendo un elevato livello di temerarietà e iconoclastia.

BlacKkKlansman dimostra, ancora una volta, come ci sia bisogno di Lee nel cinema e nella società contemporanea. Ovvero di una voce lucida e cinica, che sappia generare potenti affreschi di puro entertainment e iniettare al loro interno elementi spuri, destinati a sovvertirne la natura.

Un lavoro su commissione, lo script firmato da David Rabinowitz, Charlie Wachtel e Kevin Wilmott, e pensato per Jordan Peele, regista-rivelazione di Scappa – Get Out. Come fu per Inside Man, Lee si mette al servizio della sceneggiatura altrui, ma con una sostanziale differenza: il tema qui è talmente vicino alla poetica di Lee da rendere impossibile una separazione netta tra autore e semplice professionista. E infatti Lee contamina, fa suo il plot: ne conserva il potenziale commerciale ma lo trasforma in una bomba cromatica, che mescola blaxploitation anni 70 e contestazione delle Pantere Nere, razzismo interno alla polizia e caricatura di un Male che è chaplinianamente ridicolo prima ancora di essere terrificante.

A David Duke e ai membri del Ku Klux Klan non viene concessa l’austera dignità di un villain: restano caricaturali oggetti di scherno, fantocci di un potere antico, di cui rappresentano l’elemento più istintivo e ferino. Lee non ha mai amato la blaxploitation e la sua natura ambigua, né ha mai mancato di sottolinearlo. Ma Blackkklansman – come già La 25a ora per gli irlandesi di New York o SOS Summer of Sam per il punk nascente – è l’ulteriore dimostrazione di come il regista americano ami addentrarsi in territori apparentemente lontani dal proprio per dimostrare di conoscerli appieno, fino al più inatteso riferimento culturale.

Dove invece tutto quadra è nell’epilogo, che spezza il ritmo e cambia la natura di un film costruito sull’ironia e sulle radici del male, trasportandolo all’urgenza di un presente che merita un’immediata presa di coscienza. Le grezze immagini dei suprematisti bianchi comunicano l’amarezza di un esito non preventivato: c’era dell’ingenuità in chi seguiva le parole di Stokey Carmichael? Forse. Ma come si è giunti da lì a questo presente? Come sottolineato da James Baldwin e Raoul Peck in I Am Not Your Negro, il cinema ha giocato un ruolo decisivo nella costruzione di una cultura della segregazione. Là erano i bianchissimi ballerini di Stanley Donen, qui la visione del mondo offerta da Nascita di una nazione prima e da Via col vento poi. Forse restano solo le lacrime, come canta Prince nello struggente gospel postumo che domina i titoli di coda di BlacKkKlansman: ma Spike Lee sceglie, coraggiosamente, le risate di scherno e il loro sottovalutato potere.

Scheda Tecnica Edizione 4K Ultra HD + Blu-Ray Disc

Produttore Universal
Distributore Universal
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video Ultra HD 4K HDR
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Inglese
7.1 Dolby Digital Plus: Italiano Francese
Dolby TrueHD Atmos: Inglese
Sottotitoli Italiano Inglese NU Francese Danese Finlandese Norvegese Portoghese Svedese
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 2
Extra ND

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray Limited Edition – Steelbook

Produttore Universal
Distributore Universal
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,40:1 Anamorfico 1080p
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Inglese
7.1 Dolby Digital Plus: Italiano Spagnolo
Dolby TrueHD Atmos: Inglese
Sottotitoli Italiano Inglese NU Spagnolo Danese Finlandese Greco Hindi Islandese Norvegese Portoghese Svedese
Tipo confezione SteelBook
Numero dischi 1
Extra ND

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray Disc

Produttore Universal
Distributore Universal
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,40:1 Anamorfico 1080p
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Inglese
7.1 Dolby Digital Plus: Italiano Spagnolo
Dolby TrueHD Atmos: Inglese
Sottotitoli Italiano Inglese NU Spagnolo Danese Finlandese Greco Hindi Islandese Norvegese Portoghese Svedese
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra ND

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore Universal
Distributore Universal
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,40:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Italiano Inglese Spagnolo
Sottotitoli Italiano Inglese NU Spagnolo Danese Finlandese Greco Hindi Islandese Norvegese Portoghese Svedese
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra ND

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