BlacKkKlansman

BlacKkKlansman è un film di genere biografico, commedia, drammatico, thriller del 2018, diretto da Spike Lee ed interpretato da: John David Washington, Adam Driver, Topher Grace, Corey Hawkins, Laura Harrier, Ryan Eggold, Jasper Pääkkönen, Ashlie Atkinson, Michael Buscemi, Paul Walter Hauser, Harry Belafonte, Alec Baldwin.


BlacKkKlansman, il film diretto da Spike Lee, si svolge all’inizio degli anni 70. E’ un periodo di grandi sconvolgimenti sociali mentre negli Stati Uniti infuria la lotta per i diritti civili.

Ron Stallworth (John David Washington) è il primo detective afroamericano del dipartimento di polizia di Colorado Springs, ma il suo arrivo è accolto con scetticismo ed ostilità dai membri di tutte le sezioni del dipartimento. Imperterrito, Stallworth decide di farsi un nome e di fare la differenza nella sua comunità. Si imbarca quindi in una missione molto pericolosa: infiltrarsi nel Ku Klux Klan ed esporne i crimini.

Fingendosi un estremista razzista, Stallworth contatta il gruppo e presto penetra all’interno della sua cerchia più ristretta. Coltiva anche una relazione con il Gran Maestro del Klan, David Duke (Topher Grace), che elogia l’impegno di Ron ai fini del progresso dell’America Bianca. Man mano che l’indagine sotto copertura procede, diventando sempre più complessa, il collega di Stallworth, Flip Zimmerman (Adam Driver), partecipa insieme a Ron agli incontri privati con membri del gruppo razzista, vendendo così a conoscenza dei dettagli di un complotto mortale. Stallworth e Zimmerman fanno squadra e uniscono gli sforzi per riuscire a distruggere l’organizzazione il cui vero obiettivo è modificare la propria retorica violenta per ottenere il consenso della massa.

In un periodo dove ormai le narrazioni che riguardano i conflitti razziali in America sono state sdoganate nel discorso ideologico sotto forma di diritti civili, identity politics e paradigma vittimizzante – cioè con il registro del dramma – Spike Lee è da anni che sta lavorando controcorrente per la costruzione di un immaginario diverso. Politicamente radicale ed esteticamente dirompente, perché le due cose devono sempre andare insieme. È stato il caso tre anni fa di Chi-raq, la riattualizzazione della Lisistrata di Aristofane usata per raccontare le violenze delle gang nei ghetti neri di Chicago così come del remake televisivo di She’s Gotta Have Itdell’anno scorso e di questo BlacKkKlansman, inaspettata commedia sopra le righe – politica come raramente è capitato di vedere nel recente passato – che prova a mettere i piedi nel piatto del ritorno del suprematismo bianco durante la presidenza Trump.

Insieme ai suoi co-sceneggiatori (David Rabinowitz, Charlie Wachtel e Kevin Willmott), Spike Lee ha redatto uno script fluente nella lingua dei suoi oppressori. Mentre in Tre Manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh dello scorso anno i discorsi sull’odio erano stati pensati in modo tale da sembrare destinati a scioccare il pubblico, qui gli insulti razziali sono posizionati sulle bocche dei personaggi come una sorta di codice idiota utilizzato da coloro che non comprendono affatto come legare l’un l’altro come normali esseri umani. Questo aspetto viene contrastato dal modo decisamente più caldo con cui Ron interagisce sia con Flip che con quello che diventa il suo interesse amoroso, Patrice (Laura Harrier, Spider-Man: Homecoming), la presidente appassionata e radicale della Colorado College Black Student Union (CCBSU), che incontra la prima volta durante un incarico sotto copertura per scoprire cosa racconta ai suoi fedeli il popolare – ed ex primo ministro onorario del partito delle Pantere Nere – Kwame Ture aka Stokely Carmichael (un piccolo ruolo che Corey Hawkins – Straight Outta Compton – riesce a ricoprire con la stessa potenza di un fulmine dai cieli).

Il racconto anche se è ambientato nei primi anni 70, ci fa capire che il ku klux klan ancora oggi esiste: quindi è una storia attuale, e molto probabilmente lo sarà per sempre. Un film che sta ovviamente dalla parte giusta, e che per farlo si serve giocoforza di stilemi e trovate di facile presa, con qualche didascalismo di troppo (vedi i filmati conclusivi sui recenti fatti di Charlottesville). Ma che non passerà inosservato. Gran Premio della Giuria a Cannes 2018.