Blinded by the Light

Blinded by the Light – Travolto dalla musica è un film di genere biografico, commedia, drammatico, musicale del 2019, diretto da Gurinder Chadha ed interpretato da: Viveik Kalra, Kulvinder Ghir, Meera Ganatra, Nell Williams, Aaron Phagura, Hayley Atwell, Rob Brydon, Dean-Charles Chapman, Sally Phillips.


Blinded by the Light – Travolto dalla musica, il film scritto e diretto da Gurinder Chadha (già regista di Sognando Beckham), ispirato dalla musica e dai testi delle canzoni senza tempo di Bruce Springsteen, è una gioiosa storia di coraggio, amore, speranza, famiglia e della capacità unica della musica nell’elevare lo spirito umano.

Il film racconta la storia di Javed (Viveik Kalra), adolescente britannico di discendenza pakistana che vive nella città di Luton, Inghilterra, nel 1987. Nel mezzo dei tumulti razziali ed economici dell’epoca, scrive poesie come mezzo per sfuggire all’intolleranza della sua città e all’inflessibilità tradizionalista di suo padre (Kulvinder Ghir). Ma quando un suo compagno di classe (Aaron Phagura) gli fa conoscere la musica del “Boss”, Javed scopre dei parallelismi con la sua vita da classe operaia nei potenti testi di Springsteen. Mentre Javed scopre una via d’uscita catartica ai suoi sogni repressi, comincia anche a trovare il coraggio di esprimersi con la sua voce unica.

Blinded by the Light – Travolto dalla musica è il racconto ispirato alla fanciullezza di Sarfraz Manzoor e al suo libro Greetings from Bury Park, nonché alla sua ossessione per un pilastro della musica internazionale. Modello di stile, di costume, di valori, che ne ha riempito la crescita e alimentato i sogni suoi e di schiere infinite di persone, trasposto in commedia per la regia di Gurinder Chadha, rendendo filmiche le parole del cantautore del New Jersey e avvolgendo con le sue note, con i suoi pensieri, il momento critico di passaggio dall’adolescenza al salto verso il college e l’età adulta.

In tutto questo, la regista inserisce un’integrazione continua, mantenuta lungo tutto il corso del racconto, tra i testi springsteeniani e i principali snodi narrativi, integrazione che ha ovviamente il suo cuore nelle parti musicate ma non si limita a esse: nel film è evidenziato molto bene – e riportato costantemente alla realtà vissuta dal protagonista – il carattere cupo e a tratti disperato di un’epica musicale che solo una critica disattenta ha voluto esclusivamente “muscolare”, il carattere di un american dream che tuttavia è per sua natura runaway, ovvero sfuggente. Proprio a questo proposito, si rivela molto felice la scelta compiuta dalla Chadha per la rappresentazione della prima “folgorazione” da parte del giovane protagonista per la musica springsteeniana, vera e propria epifania in un momento di crisi: a inondare le cuffie del walkman di Javed (e il film) c’è quella Dancing in the Dark che i più i distratti continueranno a considerare solo un altro easy listening anni ’80, in realtà perfetta espressione di un’inquietudine esistenziale che trova il suo sbocco in una danza nel buio, autosufficiente eppure necessaria; oppure in una passeggiata nella tempesta, quella che minaccia di spazzare via (e forse è un bene) tutto il mondo finora conosciuto dal protagonista. E la scelta della regista, per mettere in scena questa come altre sequenze in cui l’integrazione tra immagini e musica è più forte, è perfetta pur nel suo carattere didascalico: sullo schermo scorrono sovrimpressioni e parole fluttuanti, a sottolineare una sorta di “realismo magico” che informa di sé tutto il film.

La chiave, in definitiva, è che la musica di Springsteen diventi l’escamotage attraverso il quale il protagonista riesca a uscire dalla propria comfort zone, per finire con lo scoprire il suo vero io. Oltre ai continui riferimenti ai successi del cantautore statunitense (e il Boss ha concesso ai produttori un ampio uso delle proprie canzoni), il film dimostra una grande sensibilità e un taglio indipendente che unisce musica e nostalgia.

Blinded by the Light rappresenta, in definitiva, una storia dolce e leggera che merita di essere vista da chiunque abbia creduto, almeno una volta, nel potere e nella magia della musica.