Bling Ring (The Bling Ring) è un film di crimine e commedia nera del 2013 prodotto, scritto e diretto da Sofia Coppola ed interpretato da Israel Broussard, Katie Chang, Taissa Farmiga, Claire Alys Julien, Georgia Rock, Emma Watson, Leslie Mann, Nina Siemaszko, Erin Daniels, Maika Monroe, Stacy Edwards, Gavin Rossdale, Deidre Arrington, Carlos Miranda, Joe Nieves, Rachelle Carson, Annie Fitzgerald, Brenda Koo, Halston Sage.

La pellicola è basata su fatti realmente accaduti e racconta “i colpi” della banda più famosa di Hollywood, ribattezzata dai media “Bling Ring”.

Il giovane Marc Hall arriva come nuovo studente nella Indian Hills High School di Calabasas, California. Diventa il migliore amico di una ragazza ossessionata dalla fama, Rebecca Ahn. I due iniziano a compiere furti quando, durante un party a casa di Rebecca, trovano veicoli aperti in strada e rubano soldi e carte di credito.

Quando Marc racconta che un suo conoscente ricco è fuori città, Rebecca gli propone di entrare nella sua villa. Qui la ragazza ruba una borsa dicendo che il suo idolo, Lindsay Lohan, ne ha una uguale. Inoltre ruba anche soldi e le chiavi di una Porsche. Con i soldi rubati, cominciano a comprarsi vestiti e accessori che prima potevano solo ammirare nelle vetrine dei grandi magazzini.

Ai due piace frequentare locali notturni assieme alle amiche Nicki, sua sorella adottiva Sam e Chloe. Questi locali sono frequentati da numerosi vip, tra cui Kirsten Dunst e Paris Hilton. Cercando il nome dell’ereditiera su Internet, Marc e Rebecca si accorgono che lei sarà fuori città e decidono di andare a casa sua. Trovando le chiavi sotto lo zerbino, la coppia entra senza problemi nella villa rubando alcuni gioielli. A un party Rebecca mostra i gioielli agli amici, suscitando grande invidia.

Dopo una richiesta di Nicki, Rebecca e Marc la portano assieme a Chloe e Sam nella villa di Paris Hilton. Il gruppo, affascinato dallo stile di vita sfarzoso, decide di rubare borse, scarpe, vestiti, soldi e gioielli. Continuando a controllare in Internet se le celebrità fossero o meno a casa, il gruppo si reca in numerose ville tra cui quelle di Audrina Patridge, Megan Fox, Orlando Bloom e la sua ragazza Miranda Kerr. In ogni villa i ragazzi rubano cose simili, mentre Marc ruba degli orologi Rolex che rivende successivamente al ragazzo di Chloe.

Una notizia stampa cattura però il momento del furto nella villa di Audrina Patridge grazie a telecamere a circuito chiuso. Rebecca è comunque imperterrita e organizza un furto a casa di Rachel Bilson. Inoltre il gruppo diffonde molte foto dei loro furti sui social network, vantandosi dei gioielli rubati. L’ultima villa derubata dal gruppo è quella di Lindsay Lohan. Qualche tempo dopo Rebecca è costretta a trasferirsi a Las Vegas con il padre.

I giornali intanto diffondono sempre più notizie sui furti della banda denominata “The Bling Ring”. Tramite diversi video di sorveglianza, la polizia riesce ad identificare il gruppo, tranne Sam che non è identificata ed evita l’arresto. Marc, con grande dispiacere di Rebecca, collabora con la polizia indicando l’amica come il capo del gruppo. Nicki invece, a sua discolpa, afferma di essere stata coinvolta con le persone sbagliate.

Il gruppo sconta diversi mesi di carcere ed è costretto a risarcire le celebrità. Quando esce, Nicki è ospite ad un talk show dove racconta del suo tempo in carcere. Infine si gira verso il pubblico e, per aumentare la sua notorietà, promuove il suo sito divenuto ormai popolare che parla della sua vita.

Sofia Coppola al suo quinto lungometraggio conferma la propria attrazione, che possiamo ormai definire autoriale, per il mondo dell’adolescenza. Dopo le vergini suicide e la giovane Scarlett Johansson lost in una translation esistenziale. Dopo l’inedito e coloratissimo ritratto di Marie Antoinette e la struggente solitudine della Cloe di Somewhere questa volta il suo sguardo si sposta su un gruppo di 4 fanciulle della City of Angels che coinvolgono un loro coetaneo, arrivato da fuori, nelle loro imprese.

Forse il motivo è da ricercarsi nell’ombra che papà Francis Ford ha gettato con la sua imponente presenza sulla sua fase di passaggio dall’infanzia all’età adulta. Sta di fatto che gli eventi che erano accaduti qualche anno fa e ai quali la regista non aveva prestato un particolare interesse divengono ora un film. Lo sguardo della sempre più adulta Sofia non condanna i propri protagonisti. Compie un’azione ancor più dolente e incisiva: li osserva e descrive con il senso di impotenza di chi ha ben chiare le cause dell’amoralità che li pervade e al contempo si chiede se e come si possa tornare alla ‘sana’ trasgressione che ha segnato in tutte le epoche la fase dell’adolescenza. Perché ciò che più sconcerta, insieme alle loro dichiarazioni a posteriori desolatamente ‘vere’, è il compulsivo bisogno di Nicki, Sam, Mark, Chloe e Rebecca non di opporsi al mondo degli adulti ma di conformarvisi attraverso quegli oggetti e quei gadget che ne identificano a livello comunicativo il potere. È come se il potere ilusionistico dell’omologazione non avesse più dinanzi a sé alcun ostacolo nella propria marcia universale. Perché le vicende che qui si raccontano sono accadute negli Stati Uniti ma avrebbero potuto trovare cittadinanza pressoché ovunque.

Da quando il desiderio di avere ha di gran lunga surclassato quello di essere, un virus sembra essersi annidato in ciò che resta delle coscienze. Sofia Coppola ce ne mostra una manifestazione utilizzando uno stile che sa, anche questa volta, adattare alla storia che ha deciso di raccontare.

Abbandonati i tempi dilatati di Somewhere in The Bling Ring a dominare è il ritmo, quasi sempre incalzante e dettato dalla musica, di una coazione a ripetere la cui meta finale è il vuoto pneumatico interiore. Rivestito però dalle migliori griffes.

Proprio in questi giorni la Cecchi Gori ha rilasciato, per il mercato Home Video italiano, una duplice edizione home video della pellicola. La prima di queste edizioni è costituita dall’ormai scontata edizione DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital. La seconda proposta è, invece, in formato Blu Ray con traccia video a 1080P e traccia audio in DTS HD Master audio pienamente in linea con gli standard dei supporti Blu Ray. Purtroppo entrambe le edizioni risultano essere prive di contenuti extra ed inserti speciali di particolare e rilevante importanza.