Bullet Head

Bullet Head è un film di genere thriller, drammatico del 2017, diretto da Paul Solet ed interpretato da: Adrien Brody, John Malkovich, Antonio Banderas, Ori Pfeffer, Alexandra Dinu, Owen Davis (II), Velizar Binev, Cristina Segovia, Clive Sawyer, Jason Fenton.


Siamo a New Orleans e un poliziotto di origini coreane proveniente da Washington DC (Sung Kang, visto due volte con piacere nel franchise Fast’n’Furious, anch’esso concentrato sulle strane amicizie criminali-poliziotti) è costretto ad allearsi con un killer a pagamento di origini italiane (Sylvester Stallone) per questioni di vendetta personale (killer) e giustizia collettiva (sbirro).

Il poliziotto è tecnofilo (fa sempre delle ricerche su internet con il black berry), giudizioso e un po’ imbranato. Il killer a pagamento è vecchio stile, laconico e disilluso. Nelle prime scene Sly sembra fin troppo ingessato (complice anche un voice over in primis stucchevole) poi i siparietti con Kang si fanno sempre più esilaranti come questo: Killer: “Mi piace il tuo stile da samurai”; Poliziotto: “I samurai sono giapponesi ma io non sono giapponese. Sono coreano.

È come se ti dicessi che il mio piatto italiano preferito sono i tacos” Killer: (dopo pausa calcolata) “Che stupida analogia”. Queste sono le parti di commedia virile dove uomini duri si scambiano frasi dure. L’origine letteraria di tutto ciò è ovviamente Raymond Chandler. Il killer comincerà a guardare di buon occhio il poliziotto e viceversa, anche per via del coinvolgimento della figlia dell’assassino a pagamento: una tatuatrice di personalità che adocchia lo sbirro orientale perbene. Impossibile non pensare al russo + yankee di Danko e al bianco irlandese + afroamericano di 48 ore.

Il film è veloce, snello, molto basico nella trama. Hill continua a sapere il fatto suo come quando monta un concerto scatenato di musica country con l’omicidio di un personaggio dentro un pub. Scena splendida. Sembra di assistere al mitico montaggio alternato dell’indimenticabile finale de I guerrieri della palude silenziosa (musica e feste mentre tra gli astanti ci sono persone che vogliono uccidersi).

Notevole Jason Momoa nei panni di un killer cattivo comunista con un grande amore per la classe operaia (“Mai fidarsi di qualcuno che non è interessato ai soldi” dirà di lui il suo capo con una delle tante belle battute del copione di Alessandro Camon) anche se l’eccezionale look di Khal Drogo da Trono di spade lo perseguiterà in eterno: impossibile non vederlo fuori contesto tra pistole e completi scuri da assassino. L’atteso scontro tra lui e Sly a colpi di ascia non lascia delusi e l’arma vagamente fantasy si confà a Momoa molto di più di pistole e coltelli che in mano sua sembrano cavatappi. Geniale il finale anti-retorico in cui la laconicità di Sly raggiunge il massimo giusto a un secondo dai titoli di coda. Ci vuole parecchia classe e zero autoindulgenza per chiudere la pellicola così.

È un film dedicato totalmente ai ragazzi anni ’80. È duro, ironico, secco, essenziale, antiretorico.

Ma Camon, che deve essere cresciuto evidentemente nel mito di quel filone “macho” ma brillante di cui Hill era un brillante realizzatore, si preoccupa nella scrittura più dell’aspetto “verboso” che di quello dinamico. Il punto di forza del film sono infatti i dialoghi, a metà fra ficcanti e brillanti scambi veloci e l’immancabile battuta “da applausi” che chiama il boato della platea. Per le scene d’azione e il dipanarsi della storia fino all’immancabile finale da tradizione, ci pensa appunto Hill, con il suo gusto per lo scontro fisico, le sparatorie roboanti e un virtuosismo mai fine a se stesso aggiornato alle tecniche di ripresa delle pellicole di genere del nuovo millennio.

Il fascino vero di questa operazione sta, insomma, tutta nel suo essere completamente fuori dal tempo: la semplicità della macchina da presa del suo autore, tanto quanto l’immobile ghigno di Stallone, sono catapultati entrambi direttamente da un’altra epoca, con accorgimenti collaterali dovuti alle novità tecnologiche, certo, ma con uno spirito votato a un divertimento artigianale e genuino. Proprio come se fossimo ancora nel 1982.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

ProduttoreKoch Media
DistributoreKoch Media
Anno pubblicazione2018
Area2 – Europa/Giappone
CodificaPAL
Formato video2,35:1 Anamorfico 1080p
Formato audio5.1 DTS HD: Italiano Inglese
SottotitoliItaliano
Tipo confezioneAmaray
Numero dischi1
ExtraTrailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

ProduttoreKoch Media
DistributoreKoch Media
Anno pubblicazione2018
Area2 – Europa/Giappone
CodificaPAL
Formato video2,35:1 Anamorfico
Formato audio5.1 Dolby Digital: Italiano Inglese
5.1 DTS: Italiano
SottotitoliItaliano
Tipo confezioneAmaray
Numero dischi1
ExtraTrailer

Scheda Film