Captain Marvel

Captain Marvel è un film di genere azione, avventura, fantascienza del 2019, diretto da Anna Boden, Ryan Fleck ed interpretato da: Brie Larson, Samuel L. Jackson, Ben Mendelsohn, Djimon Hounsou, Lashana Lynch, Jude Law, Clark Gregg, Mckenna Grace, Gemma Chan, Lee Pace, Algenis Perez Soto, Rune Temte, Annette Bening, Akira Akbar, Colin Ford, Robert Kazinsky, Kenneth Mitchell, Pete Ploszek, Chuku Modu, James Morrison, Patrick Gallagher, Matthew Maher, Patrick Brennan, Mark Daugherty.


Captain Marvel, il film diretto da Anna Boden e Ryan Flec, è un’avventura completamente nuova che mostrerà al pubblico un periodo storico mai visto prima nell’Universo Cinematografico Marvel. Il film è infatti ambientato negli anni 90, mette da parte lo schema tradizionale delle origin story e presenta al pubblico la protagonista Carol Danvers (Brie Larson) già in possesso dei propri superpoteri.

Dopo aver abbandonato la propria vita sulla Terra, Carol si unisce alla Starforce, il reparto d’elite intergalattico della civiltà aliena dei Kree, guidato dall’enigmatico comandante Yon-Rogg (Jude Law), guerriero molto stimato e leader capace di incutere timore, un vero e proprio eroe tra i Kree che diventerà il mentore di Carole.

Ma una volta terminato l’addestramento ed essere divenuta un importante membro della Starforce, si ritrova nuovamente sulla Terra – coinvolta nella guerra tra le due razze aliene dei Kree e degli Skrull – con nuove domande sul proprio passato.

La supereroina attira presto l’attenzione di Nick Fury (Samuel L. Jackson), agente dello dello S.H.I.E.L.D, che si trova in quegli anni post Guerra Fredda in lotta per trovare uno scopo all’interno dell’organizzazione spionistica e antiterroristica.

I due dovranno lavorare insieme per sconfiggere un comune nemico formidabile, i famigerati Skrull, resi ancora più pericolosi dalle loro abilità di mutaforma, e il loro leader Talos (Ben Mendelsohn), che sta guidando l’invasione della Terra, pronto a tutto pur di vincere.

Nel cast principale del film troviamo anche Djimon Hounsou (Korath), Anette Bening nel ruolo della Suprema Intelligenza, il leader spirituale del popolo dei Kree, Clark Gregg nei panni dell’Agente Coulson, una nuova recluta dello S.H.I.E.L.D, Lashana Lynch nei panni di Maria Rambeau, ex-pilota collaudatrice da combattimento e migliore amica di Carol Danvers, Lee Pace nel ruolo di Ronan, comandante degli spaventosi Accusatori, l’artiglieria pesante dei Kree e Gemma Chan, che interpreta Minn-Erva, leale e talentuosa cecchina della Starforce.

Quello che differenzia Captain Marvel dagli altri film che raccontano le origini di un supereroe è il fatto che conosciamo la protagonista anni dopo che ha acquisito i suoi poteri, ma i flashback che mostrano come questo è avvenuto siano ridotti all’osso, ma lo stesso si può dire dei cosiddetti spiegoni.

La sceneggiatura del film diretto da Anna Boden e Ryan Fleck è infatti equilibrata e decisamente superiore rispetto a buona parte dei film precedenti dell’universo dei Marvel Studios, in cui l’azione e il colmarsi di alcune lacune sapientemente celate fino a questo momento la fanno da padrone.

Non si sta parlando di un intreccio particolarmente complicato, quanto piuttosto di una certa abilità nello svolgere ogni punto della trama lentamente, in modo da non rendere vano nemmeno un secondo dell’intero film, che scorre infatti in maniera a dir poco piacevole.

Se possiamo definire piacevole la sceneggiatura, non possiamo dire altrettanto degli adattamenti italiani della pellicola., infatti, nel doppiaggio italiano è stato creato un anacronismo involontario quando Carol mette alla prova Fury per dimostrare che non è uno Skrull, chiedendogli di rispondere ad alcune domande personali. Lui risponde sarcastico “Vuoi la mia password del Wi-Fi?”, solo che la tecnologia in questione ha debuttato tre anni dopo gli eventi del film. In inglese si parla, più correttamente, della password AOL (America Online, che esiste dal 1983). Sempre in lingua originale, questo diventa il secondo film Marvel in cui Samuel L. Jackson può dire la sua parolaccia preferita aggirando in modi creativi la censura: in Avengers: Infinity War dice “Motherf…” prima di smaterializzarsi, e in questa sede, quando Goose gli danneggia l’occhio in modo permanente, esclama “Mother Flerken!”, alludendo alla razza aliena a cui appartiene il “felino”.

Ottima l’interpretazione di Brie Larson che si mostra essere una Captain Marvel davvero appassionata. Una donna ironica, sorprendente, con molte sfumature. Un personaggio sensuale ma al tempo stesso incredibilmente letale e potente. La Larson ha un ottimo carisma nonché una preparazione tecnica davvero altissima. Un’attrice che non mostra semplicemente il viso ma va alla sostanza stessa del personaggio senza abusare di parole e luoghi comuni sul femminismo o girl power.

Il film di avventura si regge, l’ambientazione nei Novanta appare credibile (anche se non coerente) e alla fine il punteggio è positivo. Ma con qualche perplessità. Il film non ha la coerenza e la forza ideologica di Black Panther, i toni cupi di Infinity War, la durezza dei Thor migliori, ma fa il suo mestiere. E lo fa bene. Segna una fase di passaggio e vale per la scena di raccordo alla fine: è sostanzialmente un gigantesco flashback ambientato nel 1995 che serve a spiegare chi è che sta arrivando sulla Terra decimata, come il resto dell’universo, dallo schiocco delle dita di Thanos.