Captive State

Captive State è un film del 2019 diretto da Rupert Wyatt ed interpretato da: John Goodman, Ashton Sanders, Jonathan Majors, Vera Farmiga, Kevin Dunn, James Ransone, Alan Ruck, Kevin J. O’Connor, Machine Gun Kelly, Madeline Brewer, Ben Daniels, D.B. Sweeney, KiKi Layne.


Captive State, il film diretto da Rupert Wyatt, è ambientato a Chicago nel 2015. La città americana, come il resto del pianeta, vive da nove anni sotto l’occupazione di alieni che si fanno chiamare “Legislatori” e che lasciano gli umani fare la loro vita mentre nel sottosuolo sfruttano tutte le risorse naturali della Terra.

Gabe (Ashton Sanders), un ventenne che ha visto i genitori uccisi dagli alieni al loro arrivo, e che ha un fratello maggiore martire della Resistenza contro l’oppressore, cerca di trovare i soldi per fuggire dalla città attraverso il lago Michigan lavorando al mercato nero: così facendo, entrerà in contatto con una rinata cellula della Ribellione, La Fenice, finendo coinvolto nella preparazione di un nuovo attentato e scoprendo verità inattese su suo fratello. Il tutto mentre William Mulligan (John Goodman), un poliziotto collaborazionista ed ex amico della sua famiglia, mira a farne un suo informatore.

Usando l’espediente fantascientifico, Captive State vuole raccontare i pericoli che corrono oggigiorno le libertà civili e il ruolo del dissenso all’interno di una società autoritaria.

Nel cast del film anche Vera Farmiga, nel ruolo di Jane Doe, una vecchia conoscenza di Mulligan, che ora per nascondersi ha assunto l’identità di una escort, e nel cui misterioso passato potrebbe aver preordinato il futuro della razza umana.

Gli Stati Uniti non sono mai stati occupati, così inventano attraverso la fantascienza i propri scenari di occupazione e Rupert Wyatt lo fa guardando ai modelli alti di Gillo Pontecorvo e Jean-Pierre Melville, con solo una punta in più di ottimismo.

Sorretto da una straordinaria colonna sonora di musica elettronica, incalzante e originale, firmata da Rob Simonsen con sonorità che a tratti si avvicinano ai Pan Sonic, Captive State racconta gli Stati Uniti invasi senza scorciatoie, dove la Resistenza si deve muovere in totale clandestinità, con astuzia e grandi sacrifici, che investono anche i rapporti umani più basilari. Il che dà luogo a un film duro e complesso, dove i personaggi non ci sono presentati in modo canonico e anzi si moltiplicano con il procedere del film, spesso senza che nemmeno se ne conosca il nome ma si veda solo il volto segnato, impaurito eppure determinato.

Tra i ribelli troviamo attori per lo più televisivi come James Ransome e Ben Daniels, oltre a Jonathan Majors (Hostiles) nei panni di Rafe. Hanno invece un ruolo più ambiguo la misteriosa prostituta interpretata da Vera Farmiga e il detective che ha il volto del sempre ottimo John Goodman, qui collaborazionista ma pure molto protettivo nei confronti di Gabriel, che è l’ex ragazzino di Moonlight Ashton Sanders. Infine a capo delle forze di polizia della città c’è un caratterista di razza come Kevin Dunn (Veep).

Scritto insieme alla moglie Erica Beeney dal regista Rupert Wyatt, già fattosi notare per una sci-fi intelligente e a budget relativamente limitato con L’alba del pianeta delle scimmie, Captive Strate riprende dichiaratamente La battaglia di Algeri e L’armata degli eroi, tanto che il nome di Melville è anche sulla porta d’ingresso di uno stabile al centro della vicenda. Si ritrovano di quei film la durezza della situazione e le spietate scelte che questa impone ai personaggi, decisi a rischiare la propria vita pur di sferrare un attacco contro gli alieni nella speranza di un risultato soprattutto simbolico, ossia dimostrare che la resistenza è possibile. Il silenzio, la cautela e l’efficienza dell’organizzazione paramilitare caratterizzano Captive State così come i suoi modelli e il film dà il meglio di sé in una lunga parte centrale, in cui viene compiuto un attentato.

Sebbene siamo pur sempre a Hollywood, le conseguenze di questo gesto ci sono mostrate in tutta la loro violenza, con gli alieni che scatenano i terribili Cacciatori e con i ribelli in fuga, pronti a suicidarsi con capsule velenose piuttosto che farsi catturare e rischiare – sotto tortura – di tradire i propri compagni. Wyatt non avrà larghissimi mezzi, ma sa girare dannatamente bene e ci sono immagini potenti mentre la rappresaglia è prossima a scatenarsi, così come sono spaventosi gli extraterrestri soprattutto quando sono poco visibili, in un gioco di ombre e di trucco digitale e prostetico (curato da Greg Nicotero) che fa di loro creature davvero aliene. Il film del resto flirta anche con il body horror, in particolare per le “cimici” che sono innestate negli umani in modo da poterli sempre controllare.

Captive State è un esempio di cinema di fantascienza realistico e ambizioso, perché non ricorre al fantastico come sostituto della realtà e anzi lo cala quando più possibile in una vera metropoli, tra personaggi che non hanno abilità sovrumane e neppure eccezionali, a parte la loro determinazione. In un’America che teme le misure reazionarie si facciano sempre più restrittive, vuole ricordare che non basta il benessere degli indicatori economici quando mancano libertà e giustizia.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

Produttore Adler Entertainment
Distributore Cecchi Gori HV
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico 1080p
Formato audio 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano Inglese
5.1 DTS HD: Italiano Inglese
Sottotitoli Italiano Italiano NU
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore Adler Entertainment
Distributore Cecchi Gori HV
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico
Formato audio 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano Inglese
5.1 Dolby Digital: Italiano Inglese
Sottotitoli Italiano Italiano NU
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Film