City of Crime

City of Crime è un film di genere thriller, noir del 2019, diretto da Brian Kirk ed interpretato da: Chadwick Boseman, Taylor Kitsch, Sienna Miller, J.K. Simmons, Keith David, Stephan James, Victoria Cartagena, Gary Carr, Jamie Neumann, Alexander Siddig, Christian Isaiah, Louis Cancelmi.


City of Crime, il film diretto da Brian Kirk, racconta la storia di un detective della polizia di New York, Andre Davis (Chadwick Boseman), alle prese con una frenetica caccia all’uomo, sulle tracce di una coppia di rapinatori ed ex veterani di guerra, Michael Trujillo (Stephan James) e Ray Jackson (Taylor Kitsch), che hanno ucciso otto poliziotti.

I due criminali avevano deciso di attuare un furto di cocaina, ma l’impresa si era rivela più complicata del previsto e una volta giunti sul posto otto ufficiali, hanno aperto il fuoco uccidendoli uno a uno.

Per la loro cattura a Davis viene affidato un partner, il detective della narcotici Frankie Burns (Sienna Miller), e in accordo con il capitano McKenna (J.K. Simmons), decidono di far chiudere tutti i 21 ponti della città per evitare la fuga dei killer.

La frenetica caccia all’uomo, però, si dovrà svolgere in un’unica notte, infatti alle 5 del mattino i ponti verranno riaperti. Prima che i due criminali riescano a fuggire con nuove identità, Davis e Burns riescono a identificarli. Diverrà sempre meno chiaro, però, se è il detective a essere sulle tracce di qualcuno o se è lui stesso a essere braccato, dopo la scoperta di un’enorme cospirazione alle sue spalle…

City of Crime è sceneggiato da Adam Mervis e Matthew Michael Carnahan, che ce l’hanno messa tutta per creare un iter narrativo che andasse oltre i cliché di genere, che portasse lo spettatore in un mondo torbido e oscuro come i vicoli e la notte di una New York fetida, disperata e senza speranza.

Alla fine ce l’hanno fatta ma solo per metà, visto che il film diretto con talento ed energia da Brian Kirk, dal punto di vista stilistico ed espressivo è una gioia per gli occhi, è dinamico e sa usare la Grande Mela in modo sensazionale, ma alla fin fine è troppo incerto su che tipo di strada prendere. Ad un tempo infatti è crudo, realistico, abitato da uomini e donne senza speranza, senza pietà, poi però alla fin fine tutto si evolve nel più classico dei déjà vu con i cattivi-non-così-cattivi ed i buoni non-così-buoni, con un pò di momenti strappalacrime e moralistici senza molta energia.

Nulla di nuovo sotto il sole insomma, nulla di così eclatante se non fosse per il fatto che City of Crime ha nella contrapposizione continua tra i suoi protagonisti qualcosa di veramente insolito e accattivante.

Il fascino di “City of Crime” va oltre l’immagine del moderno poliziesco farcito di inseguimenti, sparatorie e frasi un tanto al chilo uscite dalla bocca del protagonista. C’è anche quello, senz’altro, ma tutto nelle giuste dosi e soprattutto calibrato nei giusti momenti, senza stancare o stonare. Non c’è nessuna sequenza di combattimento, ma una continua ricerca della verità ostracizzata dalle forze oscure che si muovono tra le pieghe della polizia di Manhattan.

La regia risulta ottima, coadiuvata senza dubbio da una forte recitazione, non una cosa da poco in un action movie a stelle e strisce. Il patriottismo yankee, spesso elemento distintivo del poliziesco americano, non viene nemmeno preso in considerazione. I temi che orbitano nell’universo di Kirk sono la sopravvivenza in ogni sua forma, l’umanità, la rinuncia, la corruzione di massa di persone fragili e deboli.

La prevedibilità non è però da attribuire a una cattiva scrittura, ma ad un’aderenza al genere così precisa e puntuale in ogni suo cardine che il film si scrive da solo nella mente dello spettatore avvezzo a quel tipo di intreccio.

City of Crime è un poliziesco che potrebbe essere uscito vent’anni fa, senza infamia e senza lode, nonostante l’impegno che la nutrita schiera di interpreti di alto livello infonde in ogni singolo personaggio.