Con tutto l’amore che ho

Con tutto l’amore che ho è ambientato a Roma. Giorni nostri. Lisa è una giovane studentessa con la passione per il teatro.


Infatti frequenta un’accademia che sta mettendo in scena L’Otello di Shakespeare, considerato il primo stalker della letteratura per la nota vicenda di gelosia e morte con Desdemona. Lisa è innamorata di Marco, ragazzo violento e irascibile, che, dopo che lei lo lascia, farà emergere il peggio del suo carattere rendendo la vita della sua ex fidanzata, invivibile. La ragazza, tra l’altro, vive da sola con la mamma, che ha continue crisi depressive che la portano ad abusare dell’alcool e quindi non potrà essere di molto aiuto alla figlia, anzi sarà quest’ultima a dover aiutare lei. A Lisa non resta altro che rivolgersi alla nonna, una simpatica anziana che suona il pianoforte con un gruppo di musicisti classici. Intanto Lisa cerca di rendere la sua vita normale, nonostante la presenza ossessiva di Marco, innamorandosi di Dario, un ragazzo della compagnia teatrale. Questo episodio rende ancora di più violento, il suo ex, Marco che continua a minacciarla. Lisa aiutata dalla sua migliore amica Maricla, cerca aiuto in un consultorio e perfino dalla polizia, dopo l’ultima aggressione di Marco, durante una festa. Ma Lisa ha amato Marco e nonostante tutto non riesce a denunciarlo per non rovinargli la vita. Ma questo gesto di generosità non viene capito da Marco, annebbiato dalla gelosia e dalla voglia di vendetta.. Per questo gesto d’amore Lisa metterà a repentaglio la sua stessa vita…

Si tratta di un film di genere drammatico della durata di circa un’ora e mezza, realizzato in Italia con l’ausilio delle case produttrici Maryam Production ed Elite Group International. La pellicola è diretta dal regista Angelo Antonucci, considerato uno dei più eclettici del panorama nostrano.

Tratta una storia realmente accaduta ed è un tipico caso di cronaca che siamo abituati a sentire quotidianamente che capita spesso. Si riparte da fatti realmente accaduti con la protagonista, interpretata da Cristel Carrisi, porta in scena l’Otello di Shakespeare intersecando due piani distinti: il primo, quello della finzione, con il secondo, quello della vita reale.

Le attenzioni ossessive, minacciose e persecutorie perpetrate da ogni genere di stalker, nutrono da tempo anche le condotte moleste della settima arte, dal Cape Fear del 1962 con Robert Mitchum e Gregory Peck a quello del 1991 di Martin Scorsese con Robert De Niro nella pelle tatuata del sadico stupratore, dallo spagnolo Ti do i miei occhi (Te doy mis ojos, 2003) di Icíar Bollaín, al debutto di Joe Verni con Stalking Eva e gli effetti speciali di Sergio Stivaletti.

Film tratto dal romanzo “E lo chiamavano amore” dello stesso regista, che ha realizzato anche la sceneggiatura.

I film che trattano di stalking, inquadrando gli atteggiamenti persecutori e molesti degli ex fidanzati vendicativi, contano anche Con tutto l’amore che ho, sceneggiato e diretto da Angelo Antonucci, prodotto da Silvestro Marino

Una storia tanto classica quanto attuale, messa in scena e in parallelo con l’Otello di Shakespeare, nell’accademia d’arte drammatica frequentata dalla giovane studentessa e aspirante attrice Lisa, come la Cristel Carrisi (già cantautrice e figlia di Al Bano e Romina Power) che debutta sul grande schermo interpretandola, al fianco di Barbara de Rossi nei panni di madre depressa e alcolizzata, di Sandra Milo in quelli dell’eccentrica nonna musicista, con Patrizio Rispo, Vincenzo Soriano, Fabio Ferrante, Elena Fonga, Massimiliano Dau, Biagio d’Anelli, Anthony Manfredonia e lo stesso Angelo Antonucci.

Data la tematica tratta vi aspettereste un film violento e molto fisico ma, in realtà, non è proprio così, infatti, siamo in presenza di una pellicola in cui non emerga la violenza fisica ma prettamente quella psicologica: avessi messo in risalto la violenza fisica non avrei fatto altro che portare in scena un tipico servizio di telegiornale e non era assolutamente questo il mio obiettivo. La violenza fisica emergerà solo alla fine in un’escalation di emozioni in crescendo che terranno il pubblico col fiato sospeso.