Copperman

Copperman è un film di genere drammatico del 2019, diretto da Eros Puglielli ed interpretato da: Luca Argentero, Galatea Ranzi, Fortunato Cerlino, Antonia Truppo, Gianluca Gobbi, Tommaso Ragno.


Copperman, il film diretto da Eros Puglielli, è la storia di Anselmo (Luca Argentero), un uomo molto speciale che, nonostante la sua età, vede la realtà con gli occhi di un bambino. Per lui ogni cosa intorno a sé ha i colori delle fiabe e i magici poteri dei supereroi.

Inoltre, Anselmo è cresciuto con una purezza infantile, che non gli permette di diffidare degli altri e, sebbene la vita gli mostri più volte come sa essere cruda e dura, l’uomo riuscirà anche nei momenti più difficili a mantenere la sua limpida e unica visione del mondo.

Abbandonato dal padre, che lui crede un supereroe, Copperman/Anselmo vive con la madre (Galatea Ranzi) che a forza di ripetergli quanto sia “speciale”, se ne è convinto anche lui. E proprio come Forrest Gump ha conservato nel tempo una purezza infantile e il candore disarmante di chi non conosce la diffidenza. Il suo grande amore è Titti (Angelica Bellucci/Antonia Truppo) conosciuta a scuola alle 10, 34 minuti e 12 secondi di un giorno speciale e poi inghiottita da un’assenza troppo lunga. E poi c’è Silvano (Tommaso Ragno), il fabbro del paese, arrivato non si sa da dove, suo padre putativo e mentore. Uno che ha poche parole e una pistola. E che è diventato suo amico dalle 11 e 47 minuti del 12 aprile 1991. Grazie a lui, Anselmo diventa Copperman.

Da quando è uscito Lo chiamavano Jeeg Robot il cinema italiano ha tentato in tutti i modi di cavalcare quel tipo di successo e quel cambio di gusto nel pubblico (che ovviamente precede Jeeg e sul quale comunque arriviamo in ampio ritardo). I supereroi sono così finiti a contaminare molti film che non avrebbero avuto niente in comune con essi come ad esempio I peggiori (di fatto una ordinaria commedia italiana, solo che i protagonisti si mascherano e usano luoghi comuni di Batman per le battute). Ora Copperman fa la stessa operazione con la favola tenera all’italiana.

“Non sembra un film italiano” è l’ambiguo elogio che di solito si elargisce a lungometraggi nostrani che si azzardino a pescare ispirazioni o generi al di fuori della prassi consolidata del nostro mercato interno. Nonostante questa procedura decenni fa fosse normale, portando persino alla nascita dello spaghetti western o a un nostro filone di peplum, per fare qualche esempio, oggigiorno un progetto come Copperman viene accolto come un esperimento, un rischio, una stranezza.

La sceneggiatura firmata a otto mani è stata sapientemente messa in mano al regista Eros Puglielli, dalla neonata casa di produzione Eliofilm. Lontano dal cinema per diversi anni, con il recentissimo eccentrico Nevermind ancora in attesa di distribuzione, Puglielli sembrava in attesa di un progetto di questo tipo, per mettere il suo tocco visionario e libero al servizio di un copione naturalmente fantastico e fiabesco. Con numi tutelari identificati in Jean-Pierre Jeunet e Hayao Miyazaki (involontario invece Forrest Gump, garantiscono gli autori), troupe e attori confezionano un’esperienza che immerge una fiaba bizzarra e non priva dei doverosi aspetti neri, in un’atmosfera audiovisiva che valorizza i paesaggi umbri. La stessa città di Spoleto si trasfigura in un’idea di paese suggestiva e non ancorata a tutti i costi a un contenuto chiuso, autoreferenziale, tutto italiano.

Il messaggio che Eros Puglielli lancia con la sua pellicola è semplicemente questo: non servono armature e mantelli per essere degni di essere considerati super eroi. In una società dove la normalità è considerata quasi “fuori moda”, a volte basta anche semplicemente allungare una mano verso il prossimo per compiere un gesto degno del miglior Tony Stark. E lo svolgimento di Copperman segue alla perfezione questo canovaccio, incentrando l’attenzione più lo sviluppo emotivo e psicologico di Anselmo che non le sue evoluzioni sotto la pesante armatura di Copperman. Si ride meno di quanto ci si potrebbe aspettare, anzi non mancheranno i momenti drammatici ma l’interpretazione di un ottimo cast che oltre ad Argentero vede anche Galatea Ranzi (la madre) e Antonia Truppo (Titti Adulta), rendono la pellicola capace di scorrere via fluida per quasi tutti i 90 minuti di durata. Copperman si “inceppa” forse verso la parte conclusiva del film, pur non compromettendo la qualità complessiva della pellicola.

Alcuni personaggi sono caratterizzati come delle macchiette e il “cattivo”, neanche a dirlo, è da fumetto, è uscito da uno dei tanti albi che Anselmo custodisce gelosamente nel suo baule. Ma almeno il regista Eros Puglielli cerca di creare qualcosa di nuovo, di “sperimentare”, anche se con il freno a mano tirato. Curiosità: Copperman è stato realizzato tra Spoleto e dintorni, nelle stesse terre di Don Matteo, dove il crimine, nonostante l’incanto della natura, sembra non smettere mai di dilagare.