Cose nostre – Malavita (The Family) è un film del 2013 scritto, diretto e prodotto da Luc Besson ed interpretato da Robert De Niro, Michelle Pfeiffer, Tommy Lee Jones, Dianna Agron, John D’Leo,Jimmy Palumbo, Domenick Lombardozzi, Paul Borghese, Stan Carp.

Giovanni Manzoni è un ex gangster mafioso italiano che si è pentito e ha testimoniato contro i suoi capi; per questo motivo lui e la sua famiglia (la moglie Maggie e i figli Belle e Warren) vivono sotto copertura grazie al programma di protezione testimoni dell’FBI, in quanto il vecchio boss di Giovanni, Don Mimino, sta conducendo dalla prigione una feroce caccia all’uomo. Tuttavia nei vari spostamenti la famiglia ha avuto dei comportamenti violenti, rendendoli visibili e costringendoli a spostarsi di continuo per evitare di essere uccisi.

Dopo l’ennesima copertura saltata, la famiglia assume il cognome Blake e si trasferisce in uno sperduto paese della Normandia; il loro protettore, l’agente Stansfield, chiede loro di mantenere un basso profilo e di integrarsi con la popolazione locale, allo scopo di evitare l’ennesimo spostamento. Ma anche in questo caso le abitudini mafiose di ciascun membro della famiglia faticano a scomparire, sin dal primo giorno: Maggie fa saltare in aria un supermercato gestito da proprietari xenofobi, Warren si fa strada nella piccola malavita della sua scuola e Belle picchia a sangue alcuni suoi spasimanti fastidiosi. Giovanni, invece, sembra condurre una vita tranquilla, spacciandosi per scrittore con i suoi nuovi vicini di casa. Ben presto però le sue tendenze violente iniziano ad emergere nel momento in cui si trova a dover fare i conti con le piccole difficoltà della vita quotidiana.

Col passare dei giorni le cose peggiorano, e i Blake non riescono per nulla a integrarsi: Warren viene visto come un teppista dai suoi professori, mentre Maggie è cacciata da una chiesa dopo aver rivelato la sua vera identità a un prete, in confessione; Belle intanto ha una tresca con un giovane universitario. Giovanni nel frattempo ha messo sotto scacco l’amministrazione locale per risolvere un semplice problema idraulico. Stainsfield intanto scopre che Giovanni sta scrivendo in segreto le sue memorie, documento fatale se dovesse mai venire pubblicato; i due uomini hanno un confronto in merito a esse, e l’ex mafioso rivela all’agente di essere in realtà stanco della sua vita instabile, e che probabilmente la morte non sarebbe poi la cosa peggiore.

Warren intanto usa una battuta sentita dalla bocca di Don Mimino per una rubrica della gazzetta scolastica; per una serie di eventi sfortunati la pagina capita proprio nelle mani del boss, che localizza la famiglia del suo nemico e manda un commando a sterminarla. Mentre gli altri membri della famiglia sono alle prese con i problemi di integrazione, Giovanni vive un momento di gloria quando, invitato come relatore a un cineforum, rivela dettagli importanti della sua vita da malavitoso. Stainsfield dichiara saltata la copertura e fa scattare la procedura d’emergenza proprio mentre il commando mafioso di Don Mimino arriva nel paese.

Il commando presidia la casa e tenta di sterminare i Manzoni, i collaboratori di Stainsfield vengono uccisi, intanto Warren e Belle, che erano fuori casa, aprono la macchina di uno dei mafiosi, rubano pistole e fucili e fanno fuori gran parte dei mafiosi. Giovanni salva Maggie dall’essere uccisa, e, radunata la famiglia, fuggono dalla Normandia, spaventati, ma più uniti che mai.

C’è il tocco di Martin Scorsese su Cose nostre – Malavita, film di cui è produttore esecutivo e che infatti non ha i soliti toni eccessivi di Luc Besson ma un’inedita (per il regista francese) vicinanza ai temi narrati. Il quadro della famiglia di Cose nostre è infatti un film di mafia post-Soprano, in cui i malavitosi sono persone insospettabilmente normali ma capaci di perpetrare azioni truci nella stessa maniera in cui si va al lavoro ogni giorno. Ma diversamente dal solito il ritratto è contaminato da un affetto, una nostalgia e al tempo stesso un autentico terrore del crimine italoamericano che paiono venire dall’immaginario scorsesiano.

Il calco ufficiale è il romanzo “Malavita” di Tonino Benacquista, quello non ufficiale sembra invece l’unione di In Bruges e Quei bravi ragazzi (che in un momento di metacinema sfiorato viene proiettato davanti al protagonista interpretato da Robert De Niro). È impossibile infatti non notare un certo piacere filmico nel manipolare la trama e i personaggi che compongono la famiglia del film in modo che oscillino in continuazione tra dramma e commedia, tra risata e tensione, facendosi forza di un’ambientazione inusuale (il paesino della Francia del nord) utilizzata con una chiave satirica che ricorda il film di McDonagh. Al tempo stesso è anche evidente come uno dei punti chiave della trama sia la discesa del boss, il suo essere ridotto al rango di persona normale, privato dei privilegi, del rispetto e della deferenza che sono dovuti ad un criminale del suo rango e costretto a subire i consueti soprusi di tutti i giorni invece che imporli agli altri, come accade all’Henry Hill di Ray Liotta.

Non c’è quindi molto di originale nel film di Besson, che da sempre è più un abile masticatore di cinema altrui che un creatore originale, tuttavia questa volta il miscuglio è più bilanciato e armonioso del solito. Superando la chimera dell’originalità a tutti i costi, Besson riesce a saltare dall’high school movie alle sparatorie in mezzo alle strade, dai dialoghi screwball dei due coniugi a quelli noir tra De Niro e Tommy Lee Jones, con un’agilità che non fa sentire nessuna fatica al pubblico, anzi esalta le qualità del film.

Proprio in questi giorni la Eagle ha rilasciato, per il mercato Home Video italiano, una duplice edizione home video della pellicola. La prima di queste edizioni è costituita dall’ormai scontata edizione DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital. La seconda proposta è, invece, in formato Blu Ray con traccia video a 1080P e traccia audio in DTS HD Master audio pienamente in linea con gli standard dei supporti Blu Ray. Purtroppo entrambe le edizioni risultano essere prive di contenuti extra ed inserti speciali di particolare e rilevante importanza.