Dino vive con la madre e la sorella Giulia e non resiste alla tentazione di cacciarsi nei guai. Un giorno, intrufolandosi nella casa dell’amico Max, scopre che il padre di questi sta lavorando all’invenzione di una macchina del tempo a forma di uovo. Il caos che consegue all’arrivo di Giulia fa sì che la macchina, con loro tre all’interno, si azioni e venga catapultata a migliaia di anni di distanza nel nido di una femmina di T-Rex. Pensando che quello sia il suo uovo, mamma dinosauro comincia a comportarsi di conseguenza con i tre umani. Prima che le vere uova si dischiudano e la situazione diventi pericolosa, Dino, Max e Giulia dovranno cercare di riparare la macchina del tempo per ritornare al loro presente.

Dino e la macchina del tempo, diretto da Choi Yoon-suk e John Kafka, è uno spettacolo gradevole anche per gli adulti, accompagnatori e non dei bambini, che si affida all’efficace disegno tradizionale, senza effetti speciali strabiliante, comunque meno freddo e più coinvolgente – secondo noi – di quello digitale e ipercomputerizzato, in una storia che sta a metà strada tra Ritorno al futuro e Jurassic Park, passando per il classico La macchina del tempo, appunto, ma con gustose trovate e simpatici personaggi, inclusa mamma Dinosaura e il figliastro (adottivo) scapestrato.

Decisamente uno dei cartoni più divertenti degli ultimi tempi, validissimo per i piccoli ma che non annoia gli accompagnatori, denso di tanti avvenimenti, lotte ed inseguimenti (con anche una suggestiva navigata ad alto tasso di adrenalina nelle rapide), ci trovate davvero validi elementi per divertirvi tra marachelle e avventura, con anche i buoni sentimenti in gioco come il fatto che la mamma è sempre la mamma e che se ci ammonisce è solo per il nostro bene. Tra l’altro abbiamo anche un buono studio dei dinosauri e del tempo, con il solito gruppetto tipico della Disney di pennuti imbranati che litiga e fa disastri al servizio dei cattivoni di turno, altri dinosauri carnivori desiderosi di liberarsi di mamma tirannosaura che difende il territorio. Non ci sono assolutamente motivi per non portare i vostri piccoli a vederlo (nonostante uno strano obbligo parentale in America), certo non è originalissimo e pesca a piene mani da icone consolidate, ma per prodotti di questo tipo decisamente non è necessario pretendere troppo oltre a simpatia e movimento. Belle le scene delle caverne, anche se la migliore resta sicuramente quella del disastro nel museo.

Una storia semplice condita di grandi valori come l’importanza dell’amicizia e della fedeltà che possono occorrere e fare la differenza nel momento del bisogno. Un’avventura classica costruita su una grafica e una narrazione molto semplici ma che non manca di ritmo, mischiando il fascino del viaggio nel tempo figlio della celebre trilogia di Ritorno al futuro all’attrattiva del mondo Giurassico (già ampiamente celebrato dal cinema con il famoso film di Spielberg Jurassic Park). La fusione di questi due elementi molto caratteristici dà vita a un prodotto gradevole, indirizzato senza dubbio ai bambini, ma che riesce comunque a coniugare la voglia d’avventura alla piccola lezione di vita che ogni personaggio porterà a casa insieme all’immancabile lieto fine. Un ottimo mezzo per parlare ai più piccoli di lealtà e responsabilità senza perdere di vista l’importanza ‘dei colori’ della vita.

Cartone animato coreano 3D in computer grafica, figlio di Jurassic Park ma soprattutto di Ritorno al futuro e Una notte al museo, divertente e colorato, un divertimento tranquillo e sincero per tutta la famiglia.