Doctor Sleep

Doctor Sleep è un film di genere horror, thriller del 2019, diretto da Mike Flanagan ed interpretato da: Rebecca Ferguson, Ewan McGregor, Kyliegh Curran, Zahn McClarnon, Bruce Greenwood, Carel Struycken, Emily Alyn Lind, Jocelin Donahue, Nicholas Pryor, Carl Lumbly.


Doctor Sleep, film diretto da Mike Flanagan, è ambientato diversi decenni dopo gli eventi accaduti all’Overlook Hotel e prosegue la storia di Danny Torrence (Ewan McGregor), che ormai adulto trascina avanti la sua vita e, come suo padre, si è dato all’alcol. Nonostante sia ancora segnato dal terribile trauma infantile, l’uomo ha trovato un’apparente pace interiore che lo ha portato a una tregua con i fantasmi del passato.

Gli incubi dell’infanzia, però, tornano a tormentarlo quando Danny incontra Abra Stone (Kyliegh Curran), giovane dotata, come lui, di quella potente capacità soprannaturale nota come luccicanza. Sapendo avere in comune questo dono, la ragazza cerca di contattare Dan per chiedergli aiuto prima che sia troppo tardi. Le persone con la luccicanza, infatti, sono nel mirino del gruppo The True Knot, i cui membri capitanati dalla terribile Rose the Hat (Rebecca Ferguson) si nutrono di quel potere per vivere nell’immortalità. Viaggiano per tutta l’America in cerca dei bambini con la luccicanza per torturali a morte, così da poterla assorbire e rinvigorirsi.

Dan e Abra uniscono le loro forze per combattere Rose e i suoi seguaci. In uno scontro in cui la vita e la morte camminano sul filo di un rasoio, Dan sarà costretto a sfidare i suoi incubi, ad affrontare i fantasmi del passato, che fino a quello momento aveva relegato in un luogo nascosto della sua mente, e soprattutto a tirar fuori il suo dono come mai aveva fatto finora.

Per la seconda volta in due anni, Shining di Stanley Kubrick diventa terreno di un viaggio metacinematografico sul tema del ricordo e sulle paure che albergano nella nostra mente. Dopo l’ingresso da parte di Steven Spielberg nell’Overlook Hotel in una delle scene madri del suo meraviglioso Ready Player One, stavolta tocca al giovane e talentuoso Mike Flanagan confrontarsi con questa icona dell’horror in Doctor Sleep, adattamento dell’omonimo romanzo di Stephen King, che è anche seguito ufficiale del libro Shining. Un’operazione dal forte effetto nostalgia ma particolarmente complessa, in quanto fondata sulla necessità di coniugare i punti di vista notoriamente divergenti di King e Kubrick sulla storia, nonché le radicali differenze in alcuni passaggi chiave del racconto.

Dal rischioso incontro tra i mondi creati da due autori geniali, nasce così un’opera audace e originale che ripesca gli elementi fondamentali di entrambi per diventare, alla fine, anche una riflessione metaletteraria e metafilmica sul tempo trascorso e sulla persistenza nella nostra mente delle immagini, simili ai fantasmi che Danny vede da piccolo e continua a vedere da grande, quando smette di bere. A King, Flanagan rende giustizia restituendogli una parte fondamentale di Shining che Kubrick aveva omesso (non vi diciamo quale, ma se avete letto il romanzo capirete quando la vedrete) e sottolineando il tema della dipendenza dall’alcool, tratto fondante dell’esperienza vissuta e della poetica dello scrittore del Maine. Sull’altro versante, ricostruisce letteralmente l’Overlook Hotel (le cui macerie appaiono nel sequel del romanzo) in un omaggio cinefilo a un film fondamentale, a cui è impossibile non fare riferimento.

Doctor Sleep è un’operazione intrigante, soprattutto perché concilia furbescamente sia i fan dei romanzi che gli amanti dello Shining cinematografico, ma è anche un adattamento da cui era lecito aspettarsi più coraggio in termini di resa visiva. È anche una buona trasposizione del romanzo originale, capace di replicare sul grande schermo il mondo surreale e onirico di Stephen King. Ma il punto centrale della nostra analisi è rivolto verso un’eccessiva derivazione dalle atmosfere e dall’estetica dello Shining di Stanley Kubrick, nei confronti del quale Mike Flanagan si dimostra fin troppo riverente. Perché, quando Doctor Sleep si ricorda di essere un film indipendente dal capolavoro di Kubrick, soddisfa e intriga. Ma quando Flanagan si avventura tra le memorie dell’Overlook Hotel, proprio come i protagonisti, finisce vittima di un auto-cannibalismo mentale in cui il citazionismo prevarica sull’originalità.