Domino

Domino è un film di genere azione, thriller del 2019, diretto da Brian De Palma ed è interpretato da: Nikolaj Coster-Waldau, Carice van Houten, Guy Pearce, Nicolas Bro, Thomas Gabrielsson, Søren Malling, Paprika Steen, Jacob Lohmann, Eriq Ebouaney, Younes Bachir, Jon Lange.


Domino, il film diretto da Brian De Palma, segue la storia di Christian (Nikolaj Coster – Waldau), un poliziotto dell’unità crimini speciali di Copenaghen, cerca giustizia per l’omicidio di un suo collega.

Insieme alla collega Alex (Carice Van Houten), una poliziotta del suo stesso distretto, si imbarca in una caccia all’uomo di carattere internazionale per trovare il colpevole, affiliato ad una cellula danese dell’ISIS. Ben presto i due scopriranno di avere a che fare con un intrigo molto più torbido di quanto potessero immaginare.

In una disperata corsa contro il tempo, i due poliziotti dovranno scoprire i pezzi di questo delicato gioco di equilibri e allo stesso tempo salvare le loro vite.

Arriva in Italia con una fama peggiore di quella del recente dramma La Mia Vita Con John F. Donovan di Xavier Dolan questo Domino, nuovo film diretto da Brian De Palma a ben sette anni di distanza dal precedente Passion: girato circa due anni fa in Danimarca e in giro per l’Europa, quasi a voler seguire l’itinerario dei protagonisti Nikolaj Coster-Waldau e dei coniugi Guy Pearce e Carice van Houten, il film è stato diseredato dal suo stesso regista a causa di diversi problemi di finanziamento che ne hanno vessato sia la produzione che la post-produzione, durante la quale il montaggio finale è stato privato di circa quaranta minuti di girato.

La stampa specializzata made in USA ha bocciato il film. Alcuni critici hanno ironizzato sui problemi in fase di produzione, complimentandosi con Brian De Palma per un risultato finale impensabile, date le premesse. Altri, non hanno badato a mezze misure, indicando al regista il viale del tramonto senza sorta di appello, dopo una carriera di rilievo ben nota.

Lo stile dilatato qui si riduce in un guazzabuglio di soli ottantanove minuti. Siamo in Danimarca, i protagonisti sono due poliziotti inseparabili. Il più anziano viene ucciso, il giovane cerca vendetta. Storia di estremisti, massacri, esecuzioni e spionaggio. Rimandi a Hitchcock, ma meno brillanti del solito. Un inseguimento sul tetto ammicca a La donna che visse due volte, anche se in questo caso l’omaggio sembra quasi una parodia, soprattutto nella vena splatter.

Domino vede De Palma barcamenarsi con un materiale che è ben al di sotto del suo talento. I suoi lavori migliori (Blow Out, Carrie) sono un ponte perfetto tra tecnica artistica e soggetto sordido, trash; in questi casi recenti, è tutto trash, senza arte. Il regista ha certamente dovuto affrontare uno shooting stressante, in diversi paesi, con il denaro che scarseggiava, ma diciamo che avrebbe comunque faticato molto per elevare questa banale sceneggiatura ai livelli della satira acuta per la quale è noto.

Domino è un film distrutto dall’industria. Nato sotto una cattiva stella, non vedremo mai l’originale. A tratti si riconosce lo spirito dell’ex ragazzaccio di Hollywood, la sequenza ambientata durante la corrida ad Almeria avrebbe potuto raggiungere le vette di Omicidio in diretta. L’arena al posto del ring, la violenza che scaturisce dagli spalti, il palazzetto come una prigione. Ma purtroppo il Domino che vorremmo vedere resta un’utopia. Forse in questa versione non sarebbe neanche dovuto uscire nelle sale.

Domino certamente non sarà ricordato fra i capolavori del suo autore Brian De Palma, ma si innesta con elegante nonchalance in tutta quella serie di produzioni “minori” che il regista della New Hollywood ha sfornato nel corso della sua longeva carriera: tre sequenze principali innalzano il livello di arte cinematografica di un film non esattamente ricco a livello narrativo, che però è in grado di deliziare i palati più fini e gli occhi più esperti soprattutto grazie all’unicità dello sguardo depalmiano, ancora in splendida forma.