Dora e la città perduta

Dora e la città perduta è un film di genere avventura, family del 2019, diretto da James Bobin ed interpretato da: Isabela Moner, Michael Peña, Jeffrey Wahlberg, Q’Orianka Kilcher, Eva Longoria, Temuera Morrison, Eugenio Derbez, Madeleine Madden, Adriana Barraza, Christopher Kirby.


Dora e la città perduta, film diretto da James Bobin, è un live-action basato sulla serie animata prodotta da Nickelodeon “Dora l’esploratrice”.

Dora (Isabela Moner) è un’avventuriera nata, che ha trascorso gran parte della sua vita esplorando l’impervia giungla insieme ai genitori (Eva Longoria, Michael Peña).

Nessuna esplorazione e nessun posto ostile potevano prepararla, però, a una delle imprese più pericolose di sempre: andare al liceo. Insieme all’amica fidata, la scimmia azzurra Boots, suo cugino Diego (Jeffrey Wahlberg), un misterioso abitante delle foreste (Eugenio Derbez) e altri amici, la ragazza partirà per un’avventura senza precedenti alla ricerca dei suoi genitori scomparsi, cercando di risolvere un mistero impossibile dietro una città Inca perduta.

Dora l’esploratrice racconta le avventure di Dora, avventurosa bambina che vive nella giungla insieme ai suoi genitori, il cugino Diego e la sua inseparabile scimmia Boots. La peculiarità di questo prodotto televisivo per bambini è la sua costante interazione con il pubblico: in tutti gli episodi i personaggi provano ad interagire con lo spettatore facendogli delle domande, per poi restare immobili e silenziosi per diversi secondi invogliandolo a pensare e a pronunciare la risposta.

Per portare Dora al cinema il regista James Bobbit (non nuovo ai family movies avendo già diretto due film dei Muppet e Alice attraverso lo specchio, il sequel di Alice nel paese delle meraviglie di Tim Burton) ha scelto di optare per un equilibrato mix tra tutte le serie tv del mondo di Dora: c’è Dora bambina, ci sono la mappa e lo zainetto con tanto di canzoncina, c’è il cuginetto Diego (protagonista di uno spin off animato) e la sua conoscenza del mondo animale, c’è la città e ci sono i nuovi amici. I ragazzi cresciuti con la piccola esploratrice ritroveranno quindi tutte le caratteristiche che l’hanno tanto fatta amare al pubblico di giovanissimi (compreso il fatto di infrangere la quarta parete) e che la rendono riconoscibile ma si ritroveranno davanti in realtà una nuova Dora. Il film infatti è un road movie avventuroso e fortemente comico in cui vediamo la ragazza protagonista delle più rocambolesche situazioni che la rendono facilmente lo zimbello della scuola. Avrà modo di farsi valere una volta tornata nel suo habitat naturale: la giungla. Ma anche qui non mancheranno le situazioni più imbarazzanti e divertenti.

Giocando con una realtà mediale che integra al film gli aspetti più riconoscitivi del cartone animato e cercando anche un’auto-analisi ironica sulla rottura della quarta parete e un intermezzo puramente in animazione con tanto di personaggi nella loro forma televisiva, Dora e la città perduta avrebbe dovuto almeno cercare di cavare un minimo di dignità dal lavoro degli autori/ideatori Chris Gifford, Valerie Walsh Valdes e Eric Weiner. Avrebbe dovuto cercare di sfruttare al meglio la particolarità, a volte anche piuttosto assurda, di Dora l’esploratrice. Il film di James Bobin si riduce, invece, a mera bruttezza, screditando ancora di più una protagonista già presa abbastanza di mira.

In conclusione di Dora e la città perduta non possiamo che ribadire che questo non sia un esperimento riuscito fino in fondo: la magia della seria animata scema mano a mano che procede il film per dare spazio ad un’avventura dalle premesse eccitanti ma, di fatto, ben poco coinvolgenti.

Girato in Australia, Dora e la città perduta ha ottenuto un buon punteggio su Rottentomatoes e Isabela Moner è stata apprezzata per il suo carisma e per la sua recitazione naturale. James Bobin ha diretto il film a tre anni di distanza da Alice attraverso lo specchio, il sequel di Alice in Wonderland di Tim Burton.