E poi c'è Katherine

E poi c’è Katherine è un film di genere commedia del 2019, diretto da Nisha Ganatra ed interpretato da: Emma Thompson, Mindy Kaling, John Lithgow, Hugh Dancy, Reid Scott, Denis O’Hare, Max Casella, Paul Walter Hauser, Luke Slattery, Ike Barinholtz.


E poi c’è Katherine, il film diretto da Nisha Ganatra, vede protagonista Katherine Newbury (Emma Thompson), leggendaria e pionieristica conduttrice nel circuito dei talk show di tarda notte.

Quando viene accusata di essere una “donna che odia le donne”, decide di smentire platealmente questa insinuazione assumendo nella sua redazione Molly Patel (Mindy Kaling) come unica donna in mezzo a una folta schiera di autori maschi.

Ma la sua mossa potrebbe essere tardiva. Gli ascolti del programma continuano a calare e i dirigenti dell’emittente sono sempre più intenzionati a sostuirla alla conduzione. In suo aiuto interverrà Molly, decisa dimostrare che non è stata assunta semplicemente perché donna. La giovane autrice cercherà in tutti i modi di rivitalizzare lo show e la carriera di Katherine in nome della diversità, azzardando grandi cambiamenti.

Al centro di E poi c’è Katherine, la veterana del piccolo schermo Katherine Newbury (Emma Thompson), un’algida signora inglese che ogni sera, da più di vent’anni, intrattiene il pubblico americano nel suo Late Show. Accusata di avere atteggiamenti sessisti nei confronti dei suoi collaboratori e dipendenti, accetta di assumere Molly Patel – una giovane aspirante autrice, fin troppo entusiasta del nuovo incarico. Attorno a loro, un cast di personaggi secondari uomini, tra i quali figurano alcuni volti noti della comicità americana.

La storia della dolce e determinata Molly e del suo duro cursus honorum verso le grazie del suo boss-donna Katherine è realmente ispirata a vicende personali dell’autrice Mindy Kaling: con la Thompson, in effetti, la Kaling condivide la doppia professione di attrice e sceneggiatrice, così come si racconta nel film.

Il film è un’operazione voluta da Mindy Kaling (celebre per la serie The Mindy Project e vista al cinema lo scorso anno in Ocean’s 8) produttrice, sceneggiatrice e protagonista al fianco della sempre mostruosa (di bravura) e spassosa Emma Thompson, qui nei panni della presentatrice di uno dei talk show di punta del Paese. Una trasmissione in crisi creativa che non riesce più a fare gli ascolti di un tempo. La Thompson incarna un personaggio che per anni è andato avanti con il pilota automatico: troppo snob per rinnovarsi nel mondo dell’entertainment e troppo insicura per scoprire nuove aree del suo talento da mostrare al pubblico. “Vuoi sapere chi stava da Fallon la scorsa settimana mentre tu avevi in studio Doris Kearns Goodwin? – le chiede il suo capo interpretato da Amy Ryan in una delle prime scene del film –  C’era Robert Downey Jr. e insieme hanno fatto il bagno a un pastore tedesco. È stato incredibile”.

La pellicola di Nisha Ganatra tratta più approfonditamente di quanto sembri all’apparenza le tematiche del sessismo intrinseco delle nostre società ancora così patriarcali, in tutte sue declinazioni venate di ipocrisia. Una delle scene più efficaci della pellicola ad esempio smonta le motivazioni tradizionali attraverso le quali si giustifica in passato e ancora oggi la disparità di stipendio fra generi, definendo fin dal principio il mood principale di una pellicola che presenta una figura di donna dominante e sicura di sé. E poi c’è Katherine però dimostra la sua profondità affrontando l’altra parte della medaglia scardinando anche la retorica sessista; nell’ottica della parità di genere “reale”, e non teorica, il film mette in discussione anche il movimento #MeToo, sovvertendo il preconcetto che possa riguardare esclusivamente gli uomini e dimostrando quanto la prevaricazione sia più legata al potere che al genere.

Emma Thompson e Mindy Kaling si dividono la scena di una versione post #MeToo de Il diavolo veste Prada dove a dare ordini e ad essere glaciale è la conduttrice di un late night show, mentre a subire angherie varie, comprese quelle di un ambiente lavorativo tutto al maschile, è una ragazza di origini indiane assunta solo per non fa gridare alla discriminazione. E di discriminazioni varie parla il film, che non fa polemiche ma diventa propositivo e celebra la solidarietà femminile. Emma Thompson è eccellente, ma il suo personaggio va incontro a troppi mutamenti repentini, mentre la sceneggiatura manca di raccontarci il dietro le quinte di un talk show e i meccanismi della comicità nonostante qualche stoccata alla cattiva tv e agli influencer.