Escape Room

Escape Room è un film del 2019 diretto da Adam Robitel ed interpretato da: Deborah Ann Woll, Tyler Labine, Taylor Russell, Logan Miller, Nik Dodani, Adam Robitel, Jay Ellis, Jamie-Lee Money, Jessica Sutton, Kenneth Fok.


A Chicago, Illinois, la studentessa di fisica Zoey, il magazziniere Ben, il daytrader Jason, la veterana di guerra Amanda, il camionista Mike e l’appassionato di escape room Danny ricevono inviti al Minos Escape Room Facility con la possibilità di vincere $ 10.000.

Si riuniscono nella sala d’aspetto della struttura e vengono rinchiusi all’interno: il gioco è già iniziato. Cercando indizi, attivano involontariamente le trappole del riscaldamento; mentre il calore si intensifica, Zoey riesce a sbloccare una bocchetta. Mentre i giocatori si fanno strada, Amanda ha un flashback mentre striscia durante un attacco IED in Iraq. Tutti scappano mentre la stanza è inghiottita dalle fiamme.

Si ritrovano in una capanna invernale, con la porta chiusa da una combinazione di sette lettere. Gli indizi della stanza portano Ben ad avere un flashback mentre guidava ubriaco con gli amici, cantando Rudolph the Red-Nosed Reindeer, prima di schiantarsi contro una macchina. Suggerisce la parola “Rudolph”, che sblocca la porta, e il gruppo fugge in una stanza simile a un lago ghiacciato. Trovano l’uscita chiusa e un unico cappotto rosso, e usano una canna da pesca e un magnete per recuperare una chiave racchiusa in un blocco di ghiaccio. Danny cade attraverso il ghiaccio e annega, e gli altri giocatori sono costretti a sciogliere il blocco di ghiaccio con il loro calore corporeo per liberare la chiave. Jason ha un flashback di congelamento accanto a qualcuno in un cappotto rosso; i giocatori sbloccano l’uscita mentre il ghiacciaio esplode dietro di loro.

I cinque giocatori entrano in una stanza da biliardo rovesciata, e la canzone Downtown inizia a suonare a ripetizione. Come in una specie di “gioco delle sedie”, ogni volta che la canzone si ferma, una sezione del pavimento cade nel vuoto. Trovano una cassaforte chiusa a chiave e identificano una palla mancante come chiave per la stanza. Zoey ha un flashback delle conseguenze di un incidente aereo e si rende conto che gli indizi del puzzle sono capovolti. Amanda recupera la palla dalla cassaforte, ma mentre cerca di ricongiungersi con gli altri, le cade dalla tasca. Sacrificandosi, la recupera e la lancia a Jason, prima di precipitare nel vuoto.

I quattro giocatori rimasti entrano in un reparto ospedaliero con sei letti e scoprono che tutti i loro sono dei sopravvissuti: Zoey fu l’unica superstite a un incidente aereo; Jason in un incidente in barca; Ben in un incidente d’auto; Mike in una caverna mineraria; Danny ad avvelenamento da monossido di carbonio; Amanda allo scoppio di IED. Si rendono conto che l’intero gioco è stato progettato attorno ai dettagli delle loro vite e deducono che la macchina ECG sbloccherà la stanza. L’indizio dice che per evitare l’irradiarsi del gas velenoso nella stanza è necessario usare il cuore. Prova prima vanamente Ben, il cui battito è troppo debole, dopodiché Mike che lo ha più veloce. Jason lo convince ad usare il defibrillatore ma finisce per ucciderlo. La stanza si riempie di gas, ma Jason si aggancia all’ECG, lasciando che il gas faccia scendere il suo battito cardiaco: il passaggio si apre. Jason e Ben scappano, ma Zoey preferisce restare ad eliminare le telecamere nella stanza finendo per essere sopraffatta dal gas.

Entrando in una stanza psichedelica, Ben affronta Jason a causa del suo cinismo ed egoistico disprezzo per gli altri, capendo anche che Jason era sopravvissuto all’incidente in barca uccidendo il suo compagno di stanza per impossessarsi del cappotto. Aprono un portello nel pavimento ma vengono drogati da un allucinogeno che gli crea effetti psicotropi. Ben trova l’antidoto e, dopo una dura lotta, uccide Jason, se lo inietta, cadendo poi attraverso lo sportello in uno studio elaborato. Mentre le pareti si chiudono, risolve l’enigma ed evita per poco di essere schiacciato.

I dipendenti di Armed Minos entrano nella stanza dell’ospedale per recuperare i due cadaveri ma Zoey, sopravvissuta grazie ad una maschera per l’ossigeno, li aggredisce alle spalle e si impossessa di una pistola.

Ben viene accolto dal Game Master, che ha controllato il gioco come progettato dal Puzzle Maker e spiega la vera natura del gioco: i partecipanti sono uniti sempre da un’esperienza condivisa – atleti universitari, esperti, sopravvissuti, ecc. – e gli spettatori, clienti facoltosi che finanziano il gioco stesso, scommettono sul risultato. Il Game Master tenta di uccidere Ben per preservare i segreti del gioco, ma, grazie al provvidenziale arrivo di Zoey, riescono ad avere la meglio e uccidere il Game Master.

Mentre in ospedale Ben si riprende dalle ferite subite, Zoey cerca di spiegare gli eventi alla polizia, ma una volta arrivati presso la struttura, tutte le prove dell’accaduto sono scomparse nel nulla.

Sei mesi dopo, Zoey si incontra con Ben e gli mostra notizie dei giornali che parlano delle morti degli altri giocatori, inscenate come incidenti accidentali. Zoey è riuscita a trovare le coordinate dove si svolgerà un nuovo gioco e convince Ben a raggiungere il posto per smascherare la compagnia. Tuttavia, i dipendenti della Minos e il misterioso Puzzle Maker, rallegrandosi del fatto che Zoey abbia finalmente vinto la sua paura di volare, si stanno già organizzando con simulazioni di enigmi affinché il volo stesso diventi un nuovo gioco mortale.

Come in Saw i protagonisti si trovano a dover superare una serie di enigmi letali, una trappola dopo l’altra, con la differenza che Escape Room non è splatter, quindi è espressamente diretto al pubblico giovane e ancora più basilare nel suo meccanismo.

In Usa non è stato uno di quegli horror che sbancano il box office a fronte di un budget esiguo (9 milioni di dollari pare), ma se l’è comunque cavata bene e sembra un prodotto perfetto per attirare in sala ragazzini in cerca di brividi e divertimento senza pretese né pretesti. La trama infatti è davvero ridotta all’osso, la scrittura dei personaggi pure li definisce con una sola caratteristica e poche esplicite battute, cui seguiranno alcuni brevi flashback a svelare il mistero di cosa abbiano in comune tra loro. Ma se in Saw è dato molto peso alle ragioni della punizione applicata dal serial killer, tanto che le sue trappole praticano una sorta di contrappasso, qui invece il legame tra i partecipanti e il mistero dietro l’organizzazione che li ha coinvolti nel gioco lasciano il tempo che trovano e sono infatti liquidati velocemente.

Un film come questo funziona sulla curiosità di vedere che elaborati meccanismi e scenografie gli autori si sono inventati per le varie stanze, così come la qualità degli enigmi dovrebbe essere un punto di forza. In realtà le prove sono più fisiche che in Saw e allo spettatore è impossibile partecipare al gioco insieme ai personaggi, inoltre come tipico degli horror a buon mercato la divisione del gruppo di protagonisti e le poche informazioni che si danno l’un l’altro finiscono per risultare pretestuose.

Tra una stanza che appare come un lago ghiacciato all’aperto, una che si scalda sempre più e una capovolta, le trappole hanno comunque un certo fascino, inoltre è chiaro che alcuni partecipanti ci lasceranno la pelle, quindi lo si è implicitamente invitati a indovinare a chi toccherà.

Questa sorta di sadico voyerismo è in realtà anche il tema stesso del film, ma tutto è così sopra le righe che non si può prendere sul serio una morale sulla complicità dello sguardo. Sarebbe come accusare il pubblico di Final Destination di essere contro la vita solo perché si diverte a vedere in che modo la morte riuscirà a mietere le sue vittime: il gioco è dichiaratamente questo e il film strizza l’occhio più volte. Il finale che rilancia la sfida è pure tipico di titoli affini, che aspirano a diventare franchise giovanili, rimane però tutto da vedere se un’operazione così derivativa riuscirà a suscitare abbastanza interesse anche nelle sue prosecuzioni. Questo primo film è infatti poco più di una variazione sul tema, anche simpatica, ma così poco originale e sfrontata che è difficile dia vita a qualcosa di più articolato.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

Produttore Sony Pictures
Distributore Universal
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,40:1 Anamorfico 1080p
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Inglese NV Ceci Hindi Polacco Russo Turco Ucraino Ungherese
5.1 DTS HD: Italiano Inglese
Sottotitoli Italiano Inglese Inglese NU Arabo Bulgaro Ceco Croato Danese Ebraico Estone Finlandese Greco Islandese Lettone Lituano Norvegese Polacco Portoghese Rumeno Russo Serbo Slovacco Sloveno Svedese Turco Ucraino Ungherese
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore Sony Pictures
Distributore Universal
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Italiano Inglese Inglese NV Russo Ucraino
Sottotitoli Italiano Italiano NU
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Film