Escobar - Il Fascino del male

Escobar – Il Fascino del male è un film di genere biografico, drammatico del 2017, diretto da Fernando León de Aranoa ed è interpretato da: Javier Bardem, Penélope Cruz, Peter Sarsgaard, David Ojalvo, David Valencia, Julieth Restrepo, Fredy Yate, Ricardo Niño, Pedro Calvo, Óscar Jaenada, Joavany Alvarez, Santiago Londoño, Juan Sebastián Calero, Quique Mendoza, Ariel Sierra, Julio Nava, Miguel Such, Atanas Srebrev.


Escobar – Il Fascino del male, il film diretto da Fernando León de Aranoa, è basato sul best seller di Virginia Vallejo “Loving Pablo, Hating Escobar” e racconta la vita di Pablo Escobar, questa volta interpretato da Javier Bardem.

Il film prende le mosse dall’ascesa criminale di Escobar e arriva fino al 1993, anno della sua morte. Un percorso che si snoda lungo la vita privata e professionale del narcotrafficante, ripercorrendo i turbolenti anni Ottanta, il periodo del narcoterrorismo, la lotta contro la possibile estradizione negli Stati Uniti e il rapporto con la giornalista Virginia Vallejo (Penélope Cruz).

È proprio grazie al supporto della donna che Escobar diventa un personaggio pubblico, ottiene il sostegno di gran parte del popolo colombiano e decide di avviarsi alla carriera politica: vuole governare e finalmente cambiare le sorti di un Paese logorato dalla povertà.

Il film inizia proprio quando Escobar è già un affermato uomo d’affari, ma la gente comincia a rendersi conto che dietro alle sue azioni ci sono intenzioni oscure ed egoistiche, che quei suoi modi bonari celano sete di ricchezza e potere, senza scrupoli né rimorsi. Fidata amica e amante, nonché personaggio chiave del film, la Vallejo godeva di un accesso privilegiato alla mente di Escobar, alle sue idee e alle sue intenzioni più intime, al suo modo di pensare e di comportarsi. Per questo lo ha sostenuto nella sua carriera politica, chiudendo un occhio su quella criminale, finché non è più riuscita a reggere il peso delle azioni dell’uomo che amava.

Quando l’agente della DEA, l’agenzia antidroga americana, Neymar (Peter Sarsgaard) le offrirà una via di fuga, la Vallejo non potrà che accettarla, consegnandogli in cambio il racconto degli anni della relazione con Escobar e della sua vertiginosa ascesa a sovrano del “Regno della cocaina”.

Se avete amato la serie tv Narcos e il biopic sul narcotrafficante Pablo Escobar con Benicio del Toro, non potete per nessun motivo perdervi Escobar – Il fascino del male. Certo era preferibile il titolo originale, quel Loving Pablo che già faceva intuire molto dell’atmosfera e dell’intenzione del film. Il personaggio di Escobar è descritto, filtrato e raccontato attraverso gli occhi della sua amante numero uno, la giornalista televisiva colombiana Virginia Vallejo, che ha dato vita al romanzo – il libro di memorie Amando Pablo, Odiando Escobar, edizioni Giunti – da cui è tratto il film di Fernando Leon de Aranoa. Regista, vale la pena ricordarlo, di Perfect Day con del Toro protagonista, e già alle prese con Javier Bardem quindici anni fa in I lunedì al sole.

Come da titolo, l’adattamento di De Aranoa privilegia il primo coté, perché complice il carisma di Bardem Pablo non lo si odia mai, malgrado le ammazzatine e le efferatezze comandate. Le geometrie variabili di Escobar accolgono Virginia alias Penélope Cruz, nella vita consorte di Bardem, mentre a completare il triangolo è Peter Sarsgaard nei completi di un superagente dell’antidroga americana.

La narratrice è la stessa Virginia, il caso Pablo è un affair che non elude il versante criminale, anzi, ma senza stigma: tenero padre, amante focoso, capo onnipotente, giustifica quel Loving, sebbene il terrore e la disperazione non finiscano nel fuoricampo.

Quello che colpisce vedendo Escobar – Il Fascino del Male è l’umanizzazione dei personaggi. In particolare dal punto di vista di Virginia-Penelope. I produttori e il regista Fernando Leòn De Aranoa scavano nell’anima di questa donna che in una prima fase, innamorata di Escobar-uomo, lo sostiene e lo incita a entrare in politica. Poi, sconvolta dall’Escobar-boss, scivola sull’altro lato della luna e collabora per dissodare dalle radici il suo regno. Ma le dinamiche affettive tra i due sono le stesse di una coppia normale, di due amanti che si danno corpo, anima e cultura. L’azione è forte nel film, ci sono scene che lo spettatore subisce, ma quello che alla fine resta sono altri piani di lettura, quelli che tengono in equilibrio, o fanno scivolare, una relazione: amore, odio, avidità, ambizione, gioia e dolore.