Gotti

Gotti è un film di genere drammatico del 2018, diretto da Kevin Connolly ed interpretato da: John Travolta, Kelly Preston, Stacy Keach, Pruitt Taylor Vince, Spencer Lofranco, Chris Mulkey, Leo Rossi, Jordan Trovillion, William DeMeo, Chris Kerson.


Il crime che ha per protagonista la star di Pulp Fiction, La febbre del sabato sera e, più recentemente, Le belve di Oliver Stone, racconta l’ascesa criminale del boss italo-americano John Gotti, il mafioso, scomparso 16 anni fa per un cancro alla gola, che fu a capo della famiglia Gambino di New York City.

Con il sottotitolo Un vero padrino americano (A Real American Godfather), il film racconta l’uomo che fu a capo della criminalità durante gli anni ’80, divenendo praticamente una celebrità, sfoggiando vestiti eleganti e dando l’impressione di essere intoccabile di fronte alla legge. Per la star protagonista (John Travolta), Gotti, rappresenta un ritorno ai progetti che si basano su vere storie di crimini dopo aver ricevuto una nomination agli Emmy per la sua grande interpretazione nella serie Il caso O. J. Simpson. Completano il cast Kelly Preston, Stacy Keach, Pruitt Taylor Vince e Spencer Lofranco.

Gotti è più che altro un progetto sfortunato, un film che ha fatto di tutto per non esistere e che è stato realizzato comunque, contro ogni segnale premonitore. Avrebbe dovuto essere diretto da Barry Levinson, poi Nick Cassavetes, poi Joe Johnston. Avrebbe dovuto contare nel cast anche Al Pacino e Joe Pesci. Ma ha perso per strada tutti questi pezzi e si è ritrovato con un regista televisivo (Kevin Connolly, tra i protagonisti di Entourage) e un cast di professionisti poco noti ma solidi. Con qualche eccezione, come Spencer Rocco Lofranco, interprete di John Gotti Jr. assolutamente inadeguato alla complessità psicologica della parte.

E ovviamente con l’eccezione di John Travolta, rimasto in sella nonostante tutto. Si vede come Travolta ci metta la faccia e ci creda davvero a questa chance di redenzione, dopo anni di ruoli abbastanza trascurabili. La sua performance – coadiuvata da un trucco, questo sì, di ottima qualità – risulta però diseguale. In certi momenti sembra nascondere un’ottima preparazione, è ovviamente professionale. Ma si affida troppo spesso a movenze e caratterizzazioni già sperimentate in carriera, cliché che da lui ci aspettiamo.

Gotti vorrebbe essere un film di mafia, godurioso e ruspante, ma già dal minutaggio iniziale si coglie la sua anima più profonda: la clonazione di tanto altro cinema, ma prosciugata di succo, di sangue, di sperma, di tutti quei liquidi che rendono l’opera degna di essere contemplata.

L’errore è d’altronde scusabile, visto che in questo filmetto di carne al fuoco ce n’era tanta, anche troppa, e i numerosi produttori che si sono avvicendati al progetto, coadiuvati da una pletora di registi, registucoli, attori e attorucoli e pretendenti al trono, hanno dato forfait.

John Travolta è John Gotti, potente mafioso di origini italiane scomparso nel 2002, in questo scialbo biopic che tenta di scavare nel privato e nel pubblico dell’uomo dietro il criminale, fallendo miseramente sia nel raccontare la scalata al potere nel clan Gambino, sia nel tentare di dare un volto umano, di genitore e marito modello, a una figura così scomoda e controversa. Il già ambiguo sguardo accondiscendente nei confronti del protagonista non tenta mai un respiro epico e le traversie produttive sono ricadute non solo sull’acerba prova dietro la macchina da presa del regista Kevin Connolly, anche su una sceneggiatura, e relativo montaggio, costruita su uno spento alternarsi di passaggi chiave che impediscono alla storia di crescere con la giusta profondità. Gotti – Il primo padrino latita di istinti emozionali e di genere in egual misura, lanciando con le idolatranti interviste dedicate a questa scomoda personalità nei minuti finali l’ennesimo, discutibile messaggio di un’operazione nata sotto i peggiori auspici, i quali sono stati tutti ampiamente rispettati dalla pessima messa in scena.