Grimsby

Grimsby – Attenti a quell’altro (Grimsby) è un film del 2016 diretto da Louis Leterrier, con protagonisti Sacha Baron Cohen, Mark Strong, Isla Fisher, Rebel Wilson, Gabourey Sidibe, Penelope Cruz, Annabelle Wallis, Ian McShane, David Harewood, Johnny Vegas, Scott Adkins, Tamsin Egerton, Nick Boraine, Sam Hazeldine, Lasco Atkins, Brendan Patricks.


A causa di un nuovo e delicato incarico, Sebastian Graves, agente segreto dei Black Ops britannici si ritrova a collaborare con il fratello Nobby Butcher, con cui non aveva più rapporti da circa 30 anni. I due non potrebbero essere più diversi: uno è un esperto e metodico agente segreto, l’altro un hooligan stupido e nullafacente tifoso di calcio inglese. Tuttavia quest’ultimo, malgrado la sua personalità molto goffa, ad un certo punto deve mettersi d’impegno per aiutare il fratello a sfuggire alla cattura e, in seguito, a portare a termine una nuova importante (e alquanto inaspettata) missione: quella di dover salvare l’umanità da un pericolosissimo attentato con armi biologiche in Cile, progettato proprio in occasione della finale tra Inghilterra e Germania. Dopo mille peripezie, non avendo altra scelta, i due fratelli decidono di sacrificarsi rischiando insieme la vita ai fini della missione stessa. La storia terminerà a lieto fine.

Sasha Baron Cohen torna al cinema con un personaggio in sé e per sé non indimenticabile quanto Borat, che però serve a dovere la cornice in cui si è incastrato. Il contesto “spy” da un lato e quello socialmente disagiato, che pare uscito dagli anni della Thatcher, dall’altro, gli permettono di dividere in due, in maniera ardita, anche il tono del film: riservando il demenziale al primo aspetto e costruendo, per la storia dei due fratelli, un antefatto strappacuore: la sintesi arriverà ultima, in un finale letteralmente scoppiettante che interseca il patto d’amore tra i fratelli con l’apoteosi della linea narrativa legata alle disavventure dell’orifizio anale di Nobby, che punteggia tutto il film.

Il progetto è meno coerente e meno politicamente irriverente di altri, eccezion fatta per la scelta di mettere un paio di volte al centro del bersaglio Donald Trump, che di questi tempi vale il doppio, ma rimane un caso isolato, che si mescola agli sberleffi tutti inglesi a Daniel Radcliffe e, in fondo, può sembrare facile come sparare sulla Croce Rossa o sul bambino paraplegico israelo-palestinese. Per capirci ancora meglio: Grimsby non è un film che passerà alla storia per le punture della sua satira, né è un vero action movie, nonostante Leterrier e nonostante, probabilmente, la credibilità su questo piano figurasse invece tra le migliori intenzioni: è solo un film che fa ridere moltissimo per motivi stupidissimi. Questo lo rende un film stupido tout court? In parte sì, ma anche quello richiede un’arte (o per lo meno un mestiere) e non ci lamenteremo certo di qualche risata di troppo. A suo modo, poi, Sasha Baron Cohen scherza anche con le istituzioni: quelle tutte domestiche del calcio e di James Bond.

Le risate provocate sono grasse, come la pancia di Nobby, come il disgusto che provoca la scena degli elefanti: Grimsby è una cosa divertente che non farete mai più.

Fermo restando che Nobby non è di certo il miglior personaggio ideato dal comico inglese (e anzi è probabilmente vero il contrario), quello che impedisce al creatore di Ali G e Borat di  raggiungere gli equilibri e l’efficacia di modelli come i Monty Python (tanto per citarne uno evocato più volte in questo film) è la natura immatura e pre-adolescenziale di certi eccessi, l’incapacità di trovare la misura e il bersaglio anche quando si gioca col paradosso o l’idiozia, per non parlare del cattivo gusto.

Allora, meglio prender di mira il bambino mezzo ebreo mezzo palestinese storpio e malato di AIDS, che giocare con le secchiate di sperma di elefante o coi razzi nel culo. Meglio perfino le stoccate telefonate al mondo del cinema o della musica che non i pizzetti fatti di peli pubici altrui, o le gag sul veleno da succhiar via dal testicolo di tuo fratello: anche perché oramai non si scandalizza nemmeno più nessuno.

E, in fondo, meglio anche le prese in giro a Liam Gallagher (il look di Nobby ricorda qualcuno…) e Donald Trump (che di questi tempi male non fa), meglio anche una Penelope Cruz che “sembra” Sharon Osbourne, della retorica sulla “feccia” hooligan proletaria, obesa, violenta e ignorante che guarda Fast and Furious e salva il mondo, perfino 1% compreso.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

ProduttoreSony Pictures
DistributoreUniversal
Anno pubblicazione2016
Area2 – Europa/Giappone
CodificaPAL
Formato video2,40:1 Anamorfico 1080p
Formato audio5.1 DTS HD: Italiano Inglese Francese
SottotitoliItaliano Inglese Arabo Danese Finlandese Francese Norvegese Olandese Svedese
Tipo confezioneAmaray
Numero dischi1
ExtraScene eliminate
i blooper
L’elefante nella stanza
La realizzazione del film
Scarti divertentissimi

Scheda Tecnica Edizione DVD

ProduttoreSony Pictures
DistributoreUniversal
Anno pubblicazione2016
Area2 – Europa/Giappone
CodificaPAL
Formato video2,40:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital:Italiano Inglese Francese Spagnolo Tedesco
SottotitoliItaliano Inglese Arabo Danese Finlandese Francese Norvegese Olandese Spagnolo Svedese Tedesco Turco
Tipo confezioneAmaray
Numero dischi1
ExtraLa realizzazione del film
Scarti divertentissimi

 

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