Hellboy

Hellboy è un film di genere azione, avventura, fantasy, fantascienza del 2019, diretto da Neil Marshall ed interpretato da: David Harbour, Milla Jovovich, Ian McShane, Daniel Dae Kim, Sophie Okonedo, Brian Gleeson, Sasha Lane, Penelope Mitchell, Kristina Klebe, Alistair Petrie, Bern Collaço.


Hellboy, il film diretto da Neil Marshall, segna il ritorno del leggendario supereroe demoniaco Hellboy (David Harbour) che in questa nuova avventura tratta dai fumetti di Mike Mignola, dovrà fronteggiare l’antico spirito di una strega tornata dal mondo dei morti.

Hellboy, detective del BPRD (Bureau for Paranormal Research and Defense) che protegge la Terra dalle creature sovrannaturali che la minacciano, è chiamato in Inghilterra per combattere tre giganti infuriati. Qui scoprirà le sue origini e dovrà vedersela con Nimue, la Regina di Sangue, un’antica strega resuscitata dal passato e assetata di vendetta contro l’umanità. Hellboy dovrà cercare di fermare Nimue con ogni mezzo, in un epico scontro per scongiurare la fine del mondo.

Arriva nelle sale l’Hellboy di Neil Marshall, e inevitabilmente il paragone con il dittico di film ad opera di Guillermo Del Toro arriva veloce ad intasare le sinapsi dello spettatore. Sarà degno? Sarà bello? Ci farà rimpiangere Ron Perlman?

L’insuccesso critico e commerciale che si prepara a raccogliere un’operazione come Hellboy – che risulta sfortunatamente davvero indifendibile, quale che sia il punto di vista con cui lo si osserva – è un vero disastro per il comparto cinecomics.

Partito con aspettative altissime, complice soprattutto la promozione fatta dalla casa produttrice e l’entusiasmo trasmetto da David Harbour (lo sceriffo Hopper di Stranger Things), per Hellboy ci eravamo già preoccupati quando, mesi e mesi fa, ha iniziato a girare in rete l’annuncio di un frettoloso quanto doverosi momenti di reshoot di alcune scene, complice il pessimo feedback ricevuto dai primi screening a porte chiuse, atti a vagliare il gradimento del pubblico.

Il film riprende la storia de “La Caccia Selvaggia”, ovvero l’inizio del penultimo ciclo narrativo del personaggio, infarcendolo con riferimenti a varie altre storie tratte dal fumetto al fine di dare sostegno ad una altrimenti problematica assenza di informazioni per lo spettatore non esperto delle vicende che vedono protagonista il demone rosso.

Un promettente inizio, dedicato alla sensazione di Hellboy di essere un “diverso”, oltre che un microscopico discorso sulla responsabilità del potere, viene annacquato da dinamiche narrative che, secondo il nostro personalissimo parere, avrebbero potuto essere benissimo spalmate su almeno un paio di film.

Non è certo un film perfetto, né un capolavoro nel suo genere, l’Hellboy di Neil Marshall e David Harbour.

La grande ambizione del progetto, però, è quella di fare il reboot del fumetto creato all’inizio degli anni Novanta dal veterano Mike Mignola per Dark Horse. E, nonostante l’impostazione sia diventata quella di un fumetto – e quindi di un film – di supereroi, in realtà Hellboy è sempre stato pensato come un fumetto d’autore.

È in questa sottile differenza, in questo spazio limitato, che si gioca la partita di Hellboy come prodotto editoriale. Un fumetto d’autore che cavalca gli stili e le passioni del fumetto supereroistico e che crea un universo coerente ma differente da quello tradizionale, plasticato e disincantato dei supereroi tradizionali.

Si poteva trovare una situazione più efficace? Assolutamente sì, anche sfruttando gli effetti prostetici o lavorando di più sullo scontro di cui sopra, ma si è scelta la vita dei VFX, sbagliando.

Poco male, a dire il vero, perché in realtà Neil Marshall sceglie di concludere Hellboy in stile metal e gore, in una delle sequenze d’azione più belle dell’anno (insieme alla Caccia ai Giganti) che stringe infine il campo su una bella e gradita sorpresa, che insieme alle due scene post-credit apre all’Universo Cinematografico di Mignola per un, non così scontato, sequel.