Il giudice meschino è una miniserie televisiva italiana in due puntate, tratta dall’omonimo romanzo di Mimmo Gangemi (Einaudi, 2009) diretta da Carlo Carlei ed interpretata da Luca Zingaretti, Luisa Ranieri, Andrea Tidona, Domenico Centamore, Roberto D’Alessandro, Maurizio Marchetti, Gioele Dix, Paolo Briguglia, Claudio Castrogiovanni, Eleonora Sergio, Felicitas Woll, Paola Lavini, Massimiliano Buzzanca, Gaetano Bruno, Orio Scaduto.


Alberto Lenzi, pubblico ministero di Reggio Calabria, è un uomo separato e con un figlio, Enrico. Marina, maresciallo dei Carabinieri, ha una storia con il giudice Lenzi. Quando il magistrato Giorgio Maremmi, amico e collega di Lenzi, rimane ucciso in un agguato da parte di due sicari, il giudice si sveglia dal torpore che lo aveva colpito nell’ultimo periodo e si mette al lavoro per trovare il colpevole dell’omicidio.

Poco prima di essere ucciso, Maremmi aveva pronunciato una forte requisitoria contro Francesco Manto, esponente della ‘ndrangheta del posto e quindi le indagini, coordinate dal PM Giacomo Fiesole sembrano arrivare facilmente alla soluzione del caso. Ma il giudice Lenzi sospetta che dietro ci sia dell’altro, un motivo molto più grande di quello immaginato, e continua ad indagare con l’aiuto dell’ispettore Michele Brighi e del maresciallo Rossi.

Le sue investigazioni saranno inaspettatamente aiutate da Don Mico Rota, potente boss dell’antica ‘ndrangheta locale ora in prigione, che non condivide i metodi dei nuovi componenti dell’organizzazione criminale, come l’emergente boss Pasquale Rezza e decide quindi di aiutare il giudice nelle sue ricerche, che vengono svolte parallelamente anche da Elke Hadler, giornalista tedesca che aveva una relazione con Maremmi.

Lenzi scoprirà poi che Maremmi stava indagando su un illecito traffico di rifiuti tossici e nucleari, che sarebbero stati sotterrati in alcuni terreni della Calabria, pensando questo potrebbe essere collegato all’uccisione di Maremmi, e inizia quindi una serie di ricerche che lo porteranno, con indagini tra Italia e Germania, a scoprire la verità.

L’unico elemento che sembrerebbe interessante in apparenza, che potrebbe dare un minimo di spessore alla serie è la figura di Don Mico Rota, capo della vecchia guardia mafiosa in carcere ma ancora capace di tenere le fila della sua organizzazione che si deve scontrare con la nuova generazione. Sarebbe stato interessante approfondire questo divario fatto di vecchi codici d’onore, per cui certe azioni sarebbero state impensabili, e nuove regole più efferate e meno rispettose.

Se la prima parte della serie soffre di una lentezza di fondo e di un disegno frammentario dei personaggi, la seconda parte invece accelera i ritmi narrativi e finalmente riesce a dare pieno respiro alla loro caratterizzazione. Il personaggio più interessante di tutta la serie è sicuramente Don Mico Rota, interpretato magistralmente da Maurizio Marchetti che con le sue storie allegoriche riesce a mettere sulla strada giusta il giudice Lenzi. Con l’avanzare delle vicende e delle indagini assistiamo a un buon sviluppo con alcuni ottimi spunti di critica sociale. Lenzi si troverà a indagare su un giro illegale di smaltimento di rifiuti radioattivi che arriva persino in Germania, un giro di affari di cui le giovani leve mafiose vogliono accaparrarsi una cospicua fetta.

A proposito dei personaggi, se quelli di contorno non sembrano colpire particolarmente, è il protagonista che merita attenzione. Lenzi da giudice pigro e che ormai non crede più nel suo lavoro si trasforma e torna ad essere l’uomo che svolge il suo mestiere: un percorso che, però, non ottiene il meritato spazio. Lenzi sarebbe potuto diventare un antieroe ed il suo percorso di cambiamento avrebbe potuto regalare più profondità al racconto. Invece, si è preferito concentrarsi sul caso a cui lavora, mettendo da parte (o comunque rendendola secondaria) la sua trasformazione.

Luca Zingaretti non può reggere da solo una fiction: uno degli attori più amati dal pubblico italiano, nonostante dimostri di essere sempre attento e puntuale, non riesce a sollevare “Il giudice meschino” da un’impostazione decisamente vecchia e lontana dai racconti più moderni e questa fiction ne è la prova provata.

Proprio in questi giorni la 01 Distribution ha rilasciato, per il mercato Home Video italiano, l’edizione home video della fiction, proponendoci un DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital. Purtroppo l’edizione home video de Il giudice meschino risulta essere priva di contenuti extra ed inserti speciali di particolare e rilevante importanza. Nel momento in cui scriviamo non è ancora disponibile un’edizione Blu Ray della pellicola e, purtroppo, non siamo in grado di dirvi se e quando lo sarà.