Il luogo delle ombre racconta di un mondo fantastico, sovrannaturale, animato da esseri e anime che cercano, costantemente, di interagire con il mondo vivente. Protagonista del fantasy è Odd Thomas, un giovane cuoco di una tavola calda in una piccola città nel deserto americano prescelto dagli esseri ultraterreni quale intermediario tra i due universi.


Odd, che è perdutamente innamorato della bella Stormy Llewellyn, cerca in tutti i modi di aiutare le anime senza pace che si mettono in contatto con lui, che vogliono giustizia e che, a volte, aiutano a risolvere casi e crimini di ogni tipo. Tutto scorre sereno, fino all’arrivo nella cittadina di Pico Mundo di un uomo misterioso circondato da un gruppo di ombre simili a iene che lo seguono ovunque vada. Neppure i fidi informatori di Odd sono in grado di capire chi sia. L’unico indizio è una pagina strappata da un calendario giornaliero, quella del 15 agosto…esattamente 24 ore dopo al tempo in cui si svolge la vicenda…

Due anni di ritardo ma alla fine è arrivato. Odd Thomas, l’eroe creato dallo scrittore Dean Koontz, è sbarcato finalmente in Italia con Il luogo delle ombre, titolo che riprende quello con cui fu pubblicato il libro originale dieci anni fa. L’uomo che vede gli spiriti viene portato sul grande schermo da Stephen Sommers, regista a cui piace bazzicare i territori del fantasy come testimonia un curriculum farcito di nomi come La Mummia e Van Helsing.

Il luogo delle ombre si può catalogare come una commedia nera, un mix romantico/fantastico/horror che (se qualcosa ci deve ricordare), potrebbe farci riandare alla serie tv Pushing Daisies. Cameo spiritoso di Arnold Vosloo, che ricordiamo come Imhotep nella serie dei film che avevano dato gloria a Stephen Sommers, effimera pare, perché dopo gli insuccessi di Van Helsing e G. I. Joe, la sua carriera ha avuto una battuta d’arresto.

La trama è abbastanza lineare, non è una storia articolata, ma dopo aver presentato i protagonisti e i loro aiutanti, tra cui lo sceriffo Porter che è a conoscenza dei poteri di Odd (interpretato da Willem Defoe), prosegue senza particolari intoppi in un susseguirsi di cambi di scena che vanno dalla semplice tavola calda dove lavorava Odd, alla la gelateria di Stormy, e toccando prevalentemente luoghi chiusi quali la casa di Fungus Man o il centro commerciale del paese, che diverrà il fulcro di tutto. Non aspettatevi inseguimenti alla James Bond, o nemici particolarmente memorabili; quest’ultimi, purtroppo, vengono presentati nel corso del film senza particolari approfondimenti e senza alcun flashback importante che spieghi la loro storia o la loro personalità.

Anton Yelchin, il signor Chekov del reboot di Star Trek, il giovane Kyle Reese di Terminator Salvation, incarna perfettamente l’outsider Odd, dando al personaggio un ritmo adatto al tono allegro del film senza svilire i passaggi drammatici. Al suo fianco se la cava egregiamente anche Addison Timlin, tanto deliziosa da non sembrare vera. Per il resto invece il passaggio dalla carta alla pellicola è più difficoltoso. L’apporto di Willem Dafoe è piuttosto di circostanza, l’eccesso di voci fuori campo potrebbe risultare sgradito, e non sempre le trovate che vorrebbero essere leggere (le continue telefonate durante l’appuntamento del capo della polizia, per esempio) arrivano a segno, appesantendo il giudizio su un film fantasy comunque onesto, con discreti effetti speciali e senza particolari pecche, se non quella di non aver sfondato al botteghino internazionale. Il franchise probabilmente non spiccherà il volo (Koontz aveva scritto altri 5 romanzi sul personaggio) ma di certo rispetto ad altre pellicole – come il Settimo Figlio, per citarne una delle più recenti – Il Luogo delle Ombre merita l’attenzione dei fan del genere.

Insomma Il luogo delle ombre è un film che fin dall’inizio ha il desiderio di farsi vedere energico, seppur con un eccesso di effetti digitali piuttosto fastidiosi che ne rallentano in parte il dinamismo, ma con una narrazione che ha sempre l’intenzione di tenere il piede sull’acceleratore.

Il giusto film dell’estate, perché onesto per ciò che desidera raccontare, l’avventura di due giovani alle prese con mondo sovrannaturale e aiutati da un comprensivo detective della polizia (Williem Dafoe), ma lascia al finale il peso serioso, e ben più reale di qualche spirito, di svelare la natura della catastrofe fiutata da Odd per tutta la vicenda.