Il Peccato - Il Furore di Michelangelo

Il Peccato – Il Furore di Michelangelo è un film di genere biografico, drammatico, storico del 2019, diretto da Andrey Konchalovskiy ed interpretato da: Alberto Testone, Orso Maria Guerrini, Massimo De Francovich, Jakob Diehl, Francesco Gaudiello, Federico Vanni, Glen Blackhall, Anita Pititto, Antonio Gargiulo, Simone Toffanin.


Il Peccato, film diretto da Andrei Konchalovsky, racconta la vita del genio Michelangelo Buonarroti, interpretato da Alberto Testone.

Siamo nella Firenze agli inizi del XVI secolo e, nonostante il grande talento e la sua creatività definita un dono divino, l’artista è ridotto in miseria e impoverito dalla sua sfida di portare a termine il soffitto della Cappella Sistina.

Alla morte di papa Giulio II (Massimo De Francovich), esponente dei Della Rovere, l’ambizioso Michelangelo vuole completare la sua tomba con il marmo più fine che riesce a trovare. Ma questo compito gli attira lo sguardo indagatore di Leone X (Simone Toffanin), successore sul torno pontificio e membro della rivale famiglia dei Medici, che per testare la sua fiducia gli affida la realizzazione della facciata della basilica di San Lorenzo.

Con le mani sporche, le unghie rotte, la chioma madida di sudore, il Buonarroti non si ferma davanti a nulla, spinto da quel desiderio umano di primeggiare. Proprio questa sua brama di prevalere e imporsi lo porta d’accettare gli incarichi delle due famiglie nemiche. Lavorando clandestinamente per l’una e per l’altra casata, Michelangelo è costretto a mentire, ma la situazione di disagio e le menzogne gli provocano un tormento interiore, che lo spingono a riesaminare i suoi fallimenti nella vita e nella carriera…fino ad avere terribili sospetti e insopportabili allucinazioni.

Il regista, pluripremiato a Venezia, Cannes e Berlino, riesce a mostrare un XVI secolo davvero inedito, perché realistico, ben lontano dai film in costume patinati e dai dipinti dell’epoca. Odori, sporcizie, deformità fisiche e bruttezze abbondano nelle inquadrature, esattamente come la bellezza inaspettata di paesaggi e giovani corpi.

Michelangelo Buonarroti, il protagonista, interpretato dall’attore Alberto Testone, sempre mal lavato, è un uomo dalle facoltà artistiche superiori, tutt’altro che degno di ammirazione: meschino, disonesto, invidioso, a tratti prodigo e a tratti avaro, pieno di paure e contraddizioni. La sua grandezza creativa è un dono che non lo rende migliore degli altri uomini, soltanto più esposto alle beghe, ai complotti e ai giochi di potere all’interno della Chiesa, quando il testimone passa dalla famiglia Della Rovere alla famiglia Medici. Per Michelangelo, già artista di fama, è difficile muoversi in questo ambiente, fatto di paranoie, pericoli reali, superstizioni e l’ombra costante di avvelenamenti e tradimenti.

Gli interventi scenografici a cura di Maurizio Sabatini hanno ricreato strade, piazze, logge, cortili, mercati, osterie, stanze papali. Ma anche la casa di Buonarroti a Firenze, il laboratorio di Carrara e la casa bottega di Macel de’ Corvi, in cui troneggia il blocco del Mosè, riprodotto e lavorato in tre stadi successivi. Come anche la Cappella Sistina, fedelmente riprodotta a dimensioni naturali dopo un lavoro di tre mesi grazie a una squadra di scultori, falegnami, pittori, operai.

A Santa Severa, invece, sulla base di documenti d’epoca, è stato riprodotto il porto di Carrara.

Sono le contraddizioni che hanno segnato il valore del genio di Michelangelo, la modernità incommensurabile della sua arte e di quello straziante “non finito”: tematiche che Andrei Konchalovsky tocca a più riprese, senza però conferire la doverosa profondità a uno sguardo che si smarrisce fra inutili divagazioni. Nella nostra recensione de Il peccato è dunque impossibile celare il rimpianto per un progetto che fatica a mettere a frutto un potenziale così enorme: il Michelangelo di Konchalovsky è una figura affascinante ma a tratti fuori fuoco, ingabbiata in un film in cui a prevalere è il senso di delusione.