Il piccolo diavolo è un film comico del 1988 diretto da Roberto Benigni, ed interpretato dallo stesso attore toscano insieme a Nicoletta Braschi, Walter Matthau, Stefania Sandrelli, Franco Fabrizi, John Karlsen, Giacomo Piperno, Vito Passeri, Flavio Bonacci, Annabella Schiavone, Stefano Antonucci, Totò Onnis, Enzo Saturni, John Lurie, Paolo Baroni, Mirella Falco, Bruno Vetti, Massimo Bianchi, Germana Di Giannicola, Roberto Corbiletto, Lim Hooi Hwa, Bianca M. Borraccetti, Giulia Borghini, Paola Batticciotto, Benedetto Fanna, Barbara Giommi, Mariella Minnozzi, Renato Pacotti, Monica Peracino, Giuseppe Todisco, Fortunata Trapassi.

Padre Maurizio (Walter Matthau) viene chiamato a compiere un esorcismo. Riesce a liberare così una donna dall’essere che la stava possedendo, ma questo prende vita con un corpo autonomo (Roberto Benigni). Questo diavolo, che afferma di chiamarsi Giuditta, pare essere scappato dall’aldilà per scoprire il mondo. Egli ricorda un po’ un bambino: è curioso e non ha idea di come funzioni la società dei viventi. Scopre subito una passione per la zuppa inglese. Non è cattivo, semmai un po’ narcisista. Giuditta stravolge completamente la vita del povero Maurizio, che si trova sull’orlo di una crisi di nervi a dover arginare le sue stravaganze.

Più avanti, Giuditta incontra una donna, Nina (Nicoletta Braschi) e ne rimane stregato, specie dopo aver scoperto che sotto alla gonna ha qualcosa di misterioso, diverso da quello che vede su se stesso. Si scoprirà poi che questa donna è in realtà una “diavolessa” mandata dall’aldilà per riprenderlo e riportarlo a casa, e che riesce ad entrare nel suo corpo per poterlo controllare. Il film si chiude con Giuditta che saluta Maurizio e poi si allontana, canticchiando.

A conti fatti, però, ‘Il piccolo diavolo’ si dichiara una collanina di gags che procede per accumulo, percorsa da un filo molto gracile, una commedia degli equivoci che si sviluppa un po’ verbosamente intorno a frequenti doppi sensi, manca di certezza nel ritmo ed è di breve fiato narrativo. Come già si sospettava, il Benigni regista è dunque al servizio del Benigni attore, sempre impagabile, più che d’una storia ben architettata. Matthau gli fa da spalla con l’autorevolezza e la simpatia che sappiamo, ma nonostante gli sforzi dei protagonisti e dei comprimari (fra i quali sono Nicoletta Braschi nella parte di Nina, il John Lurie venuto da ‘Daunbailò’ in quella d’un falso germanista, e appunto la Sandrelli) l’operina resta troppo campata in aria, e qua e là troppo tirata in lungo, per collocarsi almeno fra i nonsense sofisticati o gli scherzi irriverenti e inverecondi. Persino il fotografo Robby Muller, venuto da Bogdanovich, Wenders e Jarmush, non sembra averla presa molto sul serio…” (Giovanni Grazzini, ‘Il Corriere della Sera’, 15 Ottobre 1988)”Anche se, come sempre in tutto quello che fa Benigni al cinema, tra le pieghe dell’azione e nei toni e nei modi continuano a farsi avanti quelle sue predilezioni per il nonsense che son sempre stati alla base di ogni sua parodia; con punte, questa volta, in un surreale ritenuto sempre furbescamente a misura d’uomo (o di diavolo). Qui, queste predilezioni, sono soprattutto presenti in Benigni attore: in quel suo costante affidarsi, per i gioiosi disagi del protagonista in mezzo agli uomini, a dei candori ora stralunati ora perfino patetici di grande vitalità, con una gamma ricchissima di colori. Gli dà la replica, come esorcista, Walter Matthau, meno mascherone del solito ed anzi con delle componenti umane adesso, molto nitide e schiette. Di sfondo, troppo di sfondo, Stefania Sandrelli. La diavolessa in missione segreta, però, non è lei, è Nicoletta Braschi. Che c’era già in ‘Down By Law’.” (Gian Luigi Rondi, ‘Il Tempo’, 21 Ottobre 1988)”Costruito da Benigni per Benigni su una sceneggiatura un po’ vaga, il film va benissimo (cioè resta riconoscibile e attribuibile) finché batte lo stile colloquiale, lo stile-non-stile che ha fatto la fortuna di altre apparizioni di Benigni (‘Non ci resta che piangere’), va meno bene quando chiama in causa Matthau. L’attore americano non è un comico, e un sagace interprete di commedia ha bisogno di un testo, di battute di un copione preciso. Con Matthau in scena la commedia ha come un freno; quando Matthau è letteralmente dimenticato (perché se n’è andato dal set?), il film fa con leggerezza le sue giravolte surreali e metafisiche, e non ci importa nulla di essere a Taormina o a Timbuctu. Che Matthau ricompaia in un finale appiccicato conta ancor meno, basta che Benigni sia libero di andarsene per la sua strada, saltabeccando come Chaplin, richiamato alla sede centrale nel modo migliore, attraverso una diavola.

Il film in questione, grazie alla Cecchi Gori è disponibile in una triplice edizione per il circuito Home Video italiano. La prime due edizioni sono in DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital, mentre la terza edizione è in Blu Ray con traccia video in risoluzione a 1080P e traccia audio pienamente in linea con gli standard dei supporti Blu Ray. Le tre edizioni, oltre che per il formato, si differenziano anche per i contenuti extra e gli inserti speciali che possiamo sinteticamente riassumere così:

Versione DVD singolo disco:

– Menù interattivi e animati;
– Accesso diretto a 24 scene;
– Trailer;
– Biografia del regista e degli attori principali.

Versione DVD doppio disco (Collector’s Edition):

Disco 1:

– Menù interattivi e animati;
– Trailer;
– Biografia del regista e degli attori principali.

Disco 2:

– Menù interattivi e animati;
– Il mistero del Piccolo Diavolo;
– Intervista a J.Lurie;
– Riprese dei contenuti extra a cura di Mario Canale ed Enrico Magrelli.

Versione Blu Ray:

– Interviste a Roberto Benigni e John Lurie
– Il Mistero del Piccolo Diavolo
– Ulteriori contenuti fruibili tramite dynamicHD BD-Live

In definitiva si tratta di un buon titolo che beneficia di un’ottima edizione home video, che vi consigliamo nella versione Blu Ray in quanto coniuga un eccellente rapporto qualità/prezzo. Un titolo che sicuramente non può mancare nella videoteca di un appassionato di genere ed in particolare, nella videoteca degli appassionati di Benigni.