Il segreto di una famiglia

Il segreto di una famiglia (La quietud) è un film del 2018 diretto da Pablo Trapero ed è interpretato da: Martina Gusman, Bérénice Bejo, Edgar Ramirez, Joaquín Furriel, Graciela Borges.


Dopo lunghi anni di assenza, e a seguito dell’ictus di suo padre, Eugenia (Bérénice Bejo) ritorna a La Quietud, la tenuta di famiglia vicino Buenos Aires, dove ritrova la madre e la sorella (Martina Gusman).

Le tre donne sono costrette ad affrontare i traumi emotivi e gli oscuri segreti del passato che hanno condiviso sullo sfondo della dittatura militare. Emergono rancori sopiti da tempo e gelosie, il tutto amplificato dall’inquietante somiglianza fisica tra le due sorelle.

Nulla in questa famiglia al femminile è come sembra, e sotto La quiete si agitano tensioni e verità nascoste.

Dopo il Leone d’Argento alla regia per Il clan, che raccontava un’altra famiglia piena di segreti e di contrasti interni, Pablo Trapero si misura con una forma d’amore assoluto – quello fra due sorelle – incastonata in una cornice ambigua e mendace. Le prime scene del film sono dedicate a mostrarci quanto sia intima la relazione fra Eugenia e Mia – al punto da filmare a distanza ravvicinata la loro masturbazione in coppia – e quanto il loro legame sia viscerale e fisico: The Quietude è infatti soprattutto un film di pelle, di mani, di corpi che si toccano, si abbracciano, si aggrediscono e si consolano. Ma dietro tanta esclusiva intimità incombe la presenza divisiva della madre Esmeralda, vera prima donna della famiglia, con cui Mia ha un rapporto a dir poco conflittuale. Gli uomini che girano intorno a questa trimurti rimangono satellitari e in qualche misura subiscono l’esclusività di rapporti famigliari tanto stretti e (anche sessualmente) voraci.

Trapero dirige la loro storia cambiando più volte registro, dal melodramma alla commedia nera, dal politico al romantico, dal grottesco al farsesco, accompagnando l’intera vicenda con canzonette che confermano la scelta di mantenersi accessibile e popolare.

Per aderire alla femminilità imperiosa delle protagoniste, il regista gira “come una donna”: in modo empatico e tattile, raccontando una sensualità segreta e una fisicità utilizzata come forma primaria di comunicazione. “Eravamo sempre arrapate”, ricorda Eugenia parlando dell’adolescenza vissuta insieme alla sorella, ma questo arrapamento costante non è una scusa per fare del soft porn autoriale, bensì il ritratto della necessità di scaricare un surplus di energia vitale che le sorelle non riuscirebbero altrimenti a contenere. Anche la rivalità fra le due donne scansa lo stereotipo, rivelandosi più una forma di reciproco possesso che un desiderio di prevaricazione.

Naturalmente Trapero non perde l’occasione per riferire parte del racconto al passato ingombrante e malamente rimosso del suo Paese, e regala alla storia di Eugenia e Mia più di un doppiofondo a sorpresa, più di un’ombra tridimensionale. Questo perché ciò che distorce l’intera vicenda – privata e pubblica – è l’occultamento della verità, che crea “distanze reali e dolorose”.

Berenice Bejo e Martina Gusman, moglie e produttrice di Trapero oltre che ottima attrice, sono assai somiglianti e assai credibili nei panni di due bellissime sorelle che sembrerebbero avere tutto dalla vita, e invece hanno bisogno l’una dell’altra per ricostruire il loro intero. Trapero si incanta davanti ai loro corpi espressivi e si inchina all’altare della sorellanza, cui fa da controcanto amaro e sarcastico l’egocentrismo doloroso di Esmeralda, ben canalizzata dalla diva veterana Graciela Borges.

Un’occasione un po’ persa, per Trapero, soprattutto quando diventa esplicito che sotto la cenere, la brace che ha continuato (o ricominciato) a bruciare è quella della Storia, quella delle colpe dei padri e delle madri a lungo più che conniventi col regime di Videla; che la quiete, sia quella emotiva che quella simbolica (l’azienda) sono frutto della peggiore delle usurpazioni. Il regista di Il clan, che tra l’altro ha in cantiere una serie tv di produzione italiana, targata Cattleya/Amazon scritta anche da Fasoli e Sollima, ribadisce un talento stilistico naturale (vedi il piano sequenza al funerale del padre delle due ragazze); ma spesso il talento, se non è supportato dalla scrittura dal controllo della narrazione, non basta.

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore Bim Distribuzione
Distributore Rai Cinema
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,40:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Italiano Spagnolo
Sottotitoli Italiano
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

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