Il traditore

Il traditore è un film del 2019 diretto da Marco Bellocchio ed interpretato da: Pierfrancesco Favino, Maria Fernanda Cândido, Fabrizio Ferracane, Luigi Lo Cascio, Fausto Russo Alesi, Nicola Calì, Giovanni Calcagno, Bruno Cariello, Bebo Storti, Vincenzo Pirrotta, Goffredo Maria Bruno, Gabriele Cicirello, Paride Cicirello, Elia Schilton, Alessio Praticò, Pier Giorgio Bellocchio, Rosario Palazzolo, Antonio Orlando (II), Ada Nisticò, Federica Butera, Ludovico Caldarera, Nunzia Lo Presti, Giovanni Crozza, Matteo Contino, Alberto Gottuso, Tatu La Vecchia, Sergio Pierattini, Raffaella Lebboroni, Giuseppe di Marca, Filippo Parisi.


All’inizio degli anni ’80, la Sicilia è capitale mondiale del traffico di droga, divisa tra famiglie di Cosa Nostra palermitane e corleonesi (di cui è leader Totò Riina), che lottano fra loro pur mantenendo una facciata di amicizia. Durante una festa a casa di Stefano Bontate tra boss di entrambi gli schieramenti, Tommaso Buscetta, un boss affiliato alla mala di Palermo, avverte il pericolo di una faida imminente e decide di emigrare in Brasile per seguire i suoi affari al sicuro.

Le tensioni non tardano a manifestarsi e si scatena una serie di omicidi a boss mafiosi e familiari; i due figli di Buscetta e suo fratello, rimasti in Sicilia, vengono fatti sparire, e lui stesso si sente braccato in America Latina. Inoltre, la polizia brasiliana lo identifica e lo cattura, sottoponendolo a numerose torture fisiche e psicologiche, successivamente viene chiesta l’estradizione in Italia che Buscetta in un primo momento evita ingerendo della stricnina.

Ormai rimasto senza potere né denaro, Buscetta viene salvato e rimpatriato in Italia, finendo quindi nel mirino dei rivali corleonesi. Il giudice Giovanni Falcone gli offre un’alternativa: collaborare con la giustizia, che per il codice d’onore mafioso equivale a un tradimento punibile con la morte. In una serie di interrogatori, Buscetta rivela al giudice nomi, organizzazione e rituali di Cosa Nostra, diventando così il primo collaboratore di giustizia della storia, benché abbia sempre rifiutato di definirsi un pentito; anche il suo vecchio compagno Totuccio Contorno inizierà a collaborare con la giustizia.

Grazie alle deposizioni di Buscetta e Contorno la polizia riesce a eseguire centinaia di blitz ed arresti che destabilizzano Cosa Nostra: nel 1986 ha inizio il maxiprocesso nell’aula-bunker di Palermo, del quale Buscetta è testimone chiave. Il processo va avanti tra il totale diniego degli imputati e la loro ipocrita pretesa di innocenza; molti chiedono un confronto diretto con Buscetta, ma tutti desistono dopo quello con Giuseppe Calò, suo amico di infanzia, che nega di conoscerlo. I mafiosi vengono condannati e giurano vendetta su Buscetta, che viene posto sotto protezione negli Stati Uniti d’America, dove tuttavia continua a sentirsi braccato e spesso è costretto a cambiare città. In Italia, intanto, molti suoi parenti incensurati vengono uccisi per ritorsione: una sua sorella, rimasta vedova, lo rinnegherà come fratello.

Nel maggio del 1992 il giudice Falcone viene assassinato in un brutale attentato; Buscetta decide di tornare in Italia -in suo onore- come testimone chiave del processo del secolo. Qui, tuttavia, viene messo in difficoltà dall’avvocato di Giulio Andreotti, che mette in luce le sue contraddizioni e la sua morale dubbia. Intanto viene arrestato Totò Riina, e nel corso del processo a suo carico, Buscetta apprende che i suoi figli sono stati uccisi mediante strangolamento dai vecchi amici Giuseppe Calò e Salvatore Cancemi, reo confesso. Buscetta si sente in colpa per aver abbandonato i suoi figli anziché portarli con sé in Brasile.

Buscetta vive i suoi ultimi anni sotto copertura negli Stati Uniti, dove muore nel 2000, circondato dall’affetto dei figli avuti dalla sua ultima moglie. In flashback rivive la storia di un attentato che doveva compiere nei confronti di un uomo, il quale, messo alle strette, è riuscito a farsi sempre scudo di suo figlio, fino a quando, nel giorno del matrimonio di quest’ultimo, viene assassinato a sangue freddo dopo che il figlio non era più nella sua stessa dimora.

Marco Bellocchio è uno dei pochi registi che ancora tengono in pugno il grande schermo, con una consapevolezza profonda del vissuto cinematografico internazionale e un comando totale della propria visione personale.

Il che è evidente fin dalla prima scena de Il traditore: una festa di famiglia (e di Famiglia) che contiene in sé tanto Il gattopardo quanto Il padrino, e un prologo che enuclea tutta la vicenda a seguire, a cominciare da quella conga che è un cordone ombelicale pronto a stringersi ad ogni giro di danza. Ed è una premonizione anche lo sguardo malinconico di Tommaso Buscetta (un magistrale Pierfrancesco Favino) che vede fuori dalla finestra il figlio Benedetto (solo di nome), tallone d’Achille del padre e simbolo della sua sconfitta.

Il traditore è un film doppio fin dal titolo, perché il tradimento è tale dal punto di vista di Cosa Nostra, ma non lo è dal punto di vista del riscatto umano del “primo pentito”. La doppia lettura è intrinseca alla vicenda di Buscetta, per alcuni un eroe, per altri un infame, un opportunista di comodo ma anche una cartina di tornasole dell’ipocrisia del sistema di giustizia.

La manifestazione visibile di questo doppio registro è la continua alternanza nel film fra un dentro e un fuori: l’interno e l’esterno delle case, il crimine organizzato in cui si è catapultati da bambini e da cui non si esce veramente mai, il carcere e la libertà (vigliata, condizionata, comunque impermanente), le auto americane con il tettuccio che “si apre e si chiude”, la palla dentro o fuori in una partita di calcio guardata da italiani usciti dal loro Paese con l’eterno sogno di rientrarci.

Sono doppi i fantasmi e le visioni che, come sempre nel cinema di Bellocchio, visitano i viventi come un memento mori. Ed è doppia la percezione stessa della morte, perché ogni membro di Cosa Nostra (come ogni essere umano) è un morituro, e ciò che fa la differenza è solo la consapevolezza con cui Giovanni Falcone sa che la fine arriverà per tutti, anche la mafia stessa. Buscetta è già elemento di cesura fra una criminalità antica e una nuova, con un codice d’onore più elastico e una minore lealtà alla famiglia. “Alla fine si muore e basta” quando nel Grande Gioco delle Sedie perdi il posto, perché la morte, come la mafia, “sa aspettare” il momento giusto per far tornare i suoi conti.

Quel che di certo ha raggiunto la fine di un suo ciclo di vita è il gangster movie, di cui Bellocchio certifica con questo film l’implosione naturale: qui non c’è la classica parabola di ascesa e caduta del boss criminale, databile fin dai tempi di Piccolo Cesare, poiché Il traditore inizia già dalla cattura di Buscetta e non ripercorre a ritroso la sua fama. Cosa Nostra è finita, afferma Buscetta, e adesso bisogna parlare: “Dì le cose”, intima il boss, e Bellocchio racconta quel “teatro psicologico” che è il crimine organizzato, fatto di riti tribali e di brutalità ferina, ma anche un’Italia connivente che non garantisce protezione o lavoro e copre le sue mancanze con la retorica del Và pensiero.

Uno Stato criminalmente assente che Bellocchio mette allo specchio con sarcasmo – lui che conosce bene la differenza fra sarcasmo e ironia – aggiungendo qua e là una pennellata pittorica (Buscetta come un Cristo del Mantegna) e una metafisica (Don Masino in bicicletta lungo il corridoio): tocchi d’autore, zampate di una tigre che (per fortuna) è ancora fuori dalla gabbia.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

Produttore 01 Home Entertainment
Distributore Rai Cinema
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,40:1 Anamorfico 1080p
Formato audio 5.1 DTS HD: Italiano Inglese Portoghese
Sottotitoli Italiano NU Inglese
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore 01 Home Entertainment
Distributore Rai Cinema
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,40:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Italiano Inglese Portoghese
Sottotitoli Italiano NU Inglese
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Film