La favorita

La favorita (The Favourite) è un film del 2018 diretto da Yorgos Lanthimos ed interpretato da: Olivia Colman, Emma Stone, Rachel Weisz, Nicholas Hoult, Joe Alwyn, James Smith, Mark Gatiss, Jenny Rainsford, Jack Veal, Jon Locke.


Nel 1708, mentre la Gran Bretagna è in guerra con la Francia, siede sul trono la regina Anna; la donna, non più giovanissima e dalla salute cagionevole, da tempo trascura il suo regno: mentre i membri della corte si danno al gozzoviglio, lei preferisce allevare i suoi 17 conigli, ognuno dei quali rappresenta un figlio che lei ha perso nel corso degli anni.

Ad amministrare il potere è in effetti Sarah Churchill, detta Lady Marlborough, sua Keeper of the Privy Purse e fidata consigliera, la quale approfitta della sua posizione per favorire il Primo Ministro whig Sidney Godolphin e il marito, militare impegnato nella guerra. Sarah ha come nemico Robert Harley, un tory proprietario terriero che vorrebbe la fine della guerra per evitare il raddoppio delle tasse.

Un giorno a corte arriva Abigail Hill, cugina di Sarah caduta in disgrazia dopo che suo padre l’ha utilizzata come pagamento dei suoi debiti di gioco. La ragazza, determinata a riacquisire una posizione sociale alta, viene messa a lavorare come sguattera; tuttavia ben presto inizia a farsi notare dalla Regina: un giorno le somministra di nascosto un cataplasma che lenisce la gotta pur non facendola guarire del tutto. Inizialmente furiosa per l’ambizione di sua cugina, Sarah inizia ad ammirarne discretamente il carattere, e la promuove a sua cameriera personale. Abigail presto viene avvicinata da Harley, che le propone di diventare sua spia. La ragazza dapprima rifiuta; successivamente scopre che Sarah e la Regina sono in realtà amanti e inizia a macchinare un piano che la porterà a ottenere la posizione di sua cugina.

Approfittando del fatto che Sarah trascura Anna per dedicarsi agli affari del Regno, Abigail instaura con la Regina una relazione che in breve la porta a diventare Lady of the Bedchamber; ben presto le due iniziano a intrattenere una relazione sessuale, mentre Harley approfitta delle informazioni della ragazza per prendere potere. Quando Sarah scopre i piani della cugina, inizia a pianificare il modo per mandarla via; tra le due donne inizia una battaglia per conquistare il favore della Regina, la quale, compiacendosi del sentirsi desiderata, alimenta i dissidi tra le due. Il culmine avviene quando Abigail avvelena il tè di Sarah e fa in modo che la donna cada da cavallo e venga trascinata via nel bosco. Poiché Sarah sparisce per diversi giorni, Anna pensa si sia nascosta per ingelosirla, così per ripicca promuove Abigail a sua favorita e la dà in sposa al barone Samuel Masham, cosa che rende la ragazza di nuovo nobile. Consigliata da lei, Anna deporrà Sidney Godolphin dalla carica di Primo Ministro per cedere la carica a Harley.

Sarah si risveglia in un bordello, ferita e ammalata; quando torna a corte, scopre che la situazione è profondamente cambiata sia nel Parlamento che nel cuore della Regina, così dà un ultimatum ad Anna: se non caccerà Abigail e Harley, consegnerà le lettere d’amore che si sono scambiate nel corso degli anni alla stampa, cosa che causerà un terribile scandalo. Questa minaccia non ha seguito, poiché è la stessa Sarah a bruciare le lettere poco dopo; tuttavia la Regina, delusa da quel gesto, la fa cacciare e Abigail prende il suo posto come Keeper of the Privy Purse.

Intuendo che Sarah resti comunque una minaccia per la sua condizione sociale, Abigail presenta alla Regina le prove che lei e il marito le hanno sottratto del denaro, ed intercetta e brucia la lettera con cui Sarah intende riconciliarsi con Anna; Sarah e lord Marlborough vengono perciò banditi dal Regno. Questo, tuttavia, incrina anche la relazione tra Anna e Abigail, la quale, ormai di nuovo nobile, si dà a una vita lussuriosa, del tutto diversa da quella rigorosa e castigata di Sarah, occupandosi inoltre del Regno in maniera superficiale e incompetente. Un giorno Anna intravede per un attimo Abigail maltrattare per gioco uno dei suoi conigli: ormai consapevole della vera natura della ragazza, le si rivolge con tono imperioso ordinandole di massaggiarle la gamba malata come faceva quando era sua serva; mentre la ragazza esegue, la Regina la umilia afferrando i suoi capelli, lasciando intendere che, pur nobile, per lei rimarrà sempre una prostituta.

Quel che non manca ad Abigail però sono la bellezza e l’istinto di sopravvivenza, sviluppato in decenni di abusi e prepotenze subìte. Quale delle due donne riuscirà ad insediarsi per sempre come Favorita della regina?

Yorgos Lanthimos applica la sua visione nichilista ad un trio tutto al femminile e a una società teatro di sanguinosi conflitti di classe. E proprio perché il contesto e le tre protagoniste hanno motivi condivisibili per essere spietate, la storia esce dall’astrazione metafisica che aveva caratterizzato i lavori precedenti del regista.

La Favorita è calato in un contesto storico e politico ben preciso, e racconta senza troppe esagerazioni la condizione femminile come un percorso a ostacoli all’interno di un mondo patriarcale che lascia alle donne pochissimi spazi di manovra, e ancor minori difese. L’unica donna che conta, qui, è la regina, ma questo non la sottrae alle logiche del potere declinato al maschile, che si esprime al grado zero con l’ennesima guerra. Anna è una bambina mai cresciuta (e impossibilitata a veder crescere i suoi numerosi figli) capace di improvvise gentilezze e di altrettanto imprevedibile ferocia. Una creatura sola e malata al crocevia degli interessi degli altri, mascherati da ossequio o da affetto. Ma al contrario di ogni altro cittadino inglese, la regina può dire: “Si fa così perché lo dico io” – il che è il sogno di ogni bambino viziato, oltre che la più elementare espressione del potere assoluto. Per questo l’ironia che colora tutta la narrazione è maliziosa e puerile, incline al dispetto più ancora che al sopruso, e solleva (finalmente) la narrazione dal registro plumbeo di molto Lanthimos precedente.

La cinepresa del regista (e del suo direttore della fotografia, l’irlandese Robbie Ryan, già “occhio” di Andrea Arnold) crea spazi compressi e claustrofobici, microcosmi autoreferenziali schiacciati da un fish eye che stritola gli esseri umani in una morsa fatale. All’interno delle sue inquadrature le tre attrici protagoniste – Olivia Coleman nei panni della regina, in grado di fingere un’emiparesi senza perdere i tempi comici e drammatici, Rachel Weisz in quelli di Lady Sarah ed Emma Stone nel ruolo di Abigail – fanno a gara a superarsi in bravura, ognuna alzando l’asticella recitativa a mano a mano che nei loro personaggi aumenta il livello di perfidia e la capacità di inventarsi strategie di dominio sempre più perverse. Ad ogni loro gesto corrisponde un istinto vitale, ancorché malato, che questa volta ha una giustificazione sociale e porta acqua al mulino dell’empowerement femminile: mostrando però come la brutalità e l’efferatezza non siano appannaggio solo maschile, ma parte integrante (e imprescindibile) della natura umana.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

Produttore 20th Century Fox
Distributore Warner Home Video
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,85:1 Anamorfico 1080p
Formato audio 5.1 DTS: Italiano
7.1 DTS HD: Inglese
Sottotitoli Italiano Inglese
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore 20th Century Fox
Distributore Warner Home Video
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,85:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Italiano Inglese
Sottotitoli Italiano Inglese
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Film