La migliore offerta è un film del 2013 scritto e diretto da Giuseppe Tornatore e con Geoffrey Rush, Jim Sturgess, Sylvia Hoeks, Donald Sutherland, Philip Jackson, Dermot Crowley, Liya Kebede, Maximilian Dirr, Miles Richardson, Katie McGovern, Gerry Shanahan, Sean Buchanan, Lynn Swanson, Kiruna Stamell, Brigitte Christensen, Anton Alexander, Sylvia De Fanti, Jay Natelle, Laurence Belgrave, Rajeev Badhan, Patricia Meglio.

Virgil Oldman è un richiestissimo battitore d’aste che, con la complicità dell’amico di vecchia data Billy, riesce a impossessarsi a basso costo di tele dal valore inestimabile. Ossessionato dalla figura femminile, negli anni ha raccolto una collezione impressionante di ritratti di donna custoditi gelosamente in un’enorme stanza segreta della sua casa, dove quotidianamente ammira quei volti, che rappresentano l’unico rapporto sentimentale di una vita sacrificata agli affari.

Grazie alle abilità che è andato sempre più affinando, si ritrova a girare il mondo attraverso lussuosi salotti gremiti di collezionisti facoltosi. Le sue brevi frequentazioni presso un laboratorio di antiquariato, nel quale viene spedito da adolescente per punizione dopo le furbate adolescenziali commesse nell’orfanotrofio che l’ha cresciuto, gli hanno infuso quella passione per l’arte e per il restauro che qualche anno dopo l’avrebbe consacrato agli onori del panorama internazionale.

Una mattina al suo ufficio arriva una telefonata di una ragazza che chiede di lui. Parla di una valutazione importante da fare presso un’antica villa di proprietà dei suoi genitori scomparsi da poco. Dice che il padre è stato chiaro con lei: vuole che ad occuparsene sia il signor Oldman in persona, nessun altro. Dopo qualche titubanza il burbero protagonista decide di accettare, ma quella che non sembra collaborare è proprio la ragazza.

Claire, questo il suo nome, comunica con il vecchio Oldman solamente con brevi ed ambigue telefonate o messaggi indiretti lasciati dal custode della villa, non presentandosi mai di persona agli incontri prestabiliti. Il carattere poco paziente del signor Virgil lo porta a minacciare la ragazza di recedere dall’impegno preso nel caso in cui lei avesse continuato con quel comportamento poco professionale. La donna, però, svela poco a poco, attraverso una porta chiusa, alcuni particolari della propria vita e giustifica le sue ripetute assenze dicendo di soffrire di agorafobia, malattia che le impedisce di frequentare luoghi affollati o aperti. Rivela di non uscire dalla villa da dodici anni.

Oldman, deciso a fare chiarezza su una questione che intravede i confini dell’assurdo, comincia ad intrattenere con la giovane un rapporto sempre più intimo che diventa in breve tempo un’ossessione. Ogni nuovo particolare incuriosisce ed affascina Virgil, che diventa sempre più malleabile e scomposto, spogliandosi pezzo dopo pezzo di quella corazza che sembra separarlo dal resto del mondo. La valutazione delle opere d’arte della villa procede, ma ciò che continua ad affannare Oldman è l’identità nascosta della giovane abbiente. Dopo un acceso scambio di battute tra i due, Claire esce allo scoperto e si mostra a lui, anche se precedentemente l’uomo aveva trovato il modo di spiarla senza che lei se ne accorgesse.

Da quel momento Virgil non riesce più a gestire il rapporto gelidamente come aveva fatto fino ad allora e si libera confessandole il suo amore, un amore che sembra poi contraccambiato e si tramuta in una relazione segreta che continua dapprima all’interno e poi anche al di fuori delle mura della casa. L’unico che è al corrente della vicenda è Robert, un giovane restauratore di vecchi marchingegni al quale Virgil si era affidato per la sistemazione di un antichissimo automa trovato all’interno della villa. Robert, che è fidanzato con la bella Sarah, sembra preso dai racconti della coppia e mano a mano che il rapporto si solidifica, diventa amico fidato di Oldman, dandogli consigli su come approcciarsi a Claire.

La storia decolla e Virgil comincia a trascurare i suoi importanti impegni di lavoro per dedicarsi interamente alla ragazza. Tutto sembra procedere come sperato, ma al ritorno da Londra, da quella che sarà la sua ultima asta, ultimo traguardo verso il coronamento di una lunga e fortunata carriera, Oldman si scoprirà derubato. Tutta la sua collezione personale di dipinti originali, un patrimonio dal valore inestimabile, è sparita. Di Claire più nessuna notizia, del giovane Robert nemmeno, e neanche del custode. Anche il suo vecchio amico Billy, che si scopre essere l’autore del presunto ritratto della madre di Claire custodito nella villa, fa parte del complotto.

Nel locale antistante alla villa, dove si reca per chiedere se qualcuno avesse notizie della giovane donna, trova una nana, “idiot savant” autistica e costretta su una sedia a rotelle, che gli rivela la propria identità: è lei la vera Claire, l’autentica proprietaria della villa, che gli dice di affittare sovente a quelli che crede produttori cinematografici. Virgil cade in un torpore dei sensi dopo gli eventi sconvolgenti a cui aveva assistito. Rimane molte settimane in uno stato catatonico, sdraiato su un letto o sprofondato in una poltrona dell’Istituto di Neurologia, dove i suoi assistenti lo ricoverano. Niente e nessuno riesce a destare la sua attenzione. Sembra concentrato in immagini che non lo avrebbero mai abbandonato. Il desiderio fortissimo di rivedere Claire tuttavia riesce a risollevare lentamente il battitore d’asta da quella sorta di pietrificazione della coscienza. Quando viene dimesso dalla clinica, dopo aver passato molte giornate a casa chiamando ripetutamente a telefono la donna amata, prende una decisione. Parte per Praga dove affitta un appartamento nella piazza dell’orologio descritta da Claire, portando con sé il ritratto senza valore artistico della ballerina, ma di grande valore affettivo perché gli ricorda l’amata. Nonostante tutto, Virgil ha conosciuto il vero amore e resterà ad aspettarlo al Night and Day, il locale di cui lei gli parlava spesso.

Jacques de Vaucanson è il primo artista a cui viene riconosciuta la realizzazione di un automa meccanico perfettamente funzionante. È il riferimento alla sua creatività che costituisce lo scheletro di questo film di Giuseppe Tornatore che si presenta al contempo come fruibile da un vasto pubblico e come forse il più teorico tra tutti quelli girati dal regista. Innanzitutto fornisce la prova, semmai ce ne fosse stato bisogno, che Tornatore riesce a mostrare tutte le sue doti di sceneggiatore e di regista in misura tanto maggiore quanto più riesce ad uscire dalla gabbia (autoimposta) della sicilianità. Il rigore narrativo (forse perché liberato dai lacci dei rimandi alla Storia e alla cronaca) prende il sopravvento sul rischio, spesso in agguato nel suo cinema, dell’enfasi e della sovrabbondanza. Ne La migliore offerta (se si eccettua una parte finale che avrebbe guadagnato da un minor numero di ‘spiegazioni’ che lo spettatore avrebbe potuto elaborare in proprio) il meccanismo funziona. Il termine non viene usato a caso. Perché apparentemente Tornatore ci racconta una storia d’amore in cui il celarsi diviene stimolo segreto alla scoperta e nella quale, per gran parte del tempo, un uomo che ha fatto della vista e del tatto il fulcro del proprio esistere misantropico e (solo apparentemente) misogino si trova costretto a doversi affidare esclusivamente all’udito. Scoprirà in progress quanto il percorso sia faticoso e non privo di rischi così come l’individuare sotto uno strato di scorie accumulate nel corso del tempo un’opera inizialmente individuata come falsa.

È nel gioco tra la verità e la finzione tra ciò che appare (o non appare) e ciò che è che si struttura la vicenda ed è su questa base narrativa che Tornatore innesta un interessante intervento di teorizzazione. Così come, pezzo dopo pezzo, si giunge a ricostruire l’antico automa, così accade per il discorso filmico che il regista articola liberando dalla ruggine gli ingranaggi ormai sperimentati dai maestri del cinema ma sempre in grado di offrire esiti inattesi. L’essenziale, sembra volerci dire, è saperne valutare la giusta collocazione rinviandone, come fa Claire con il proprio aspetto, la rivelazione complessiva. In fondo fare cinema è simile al relazionarsi a una donna. Come afferma l’assistente di Virgil: “Vivere con una donna è come partecipare ad un’asta. Non sai mai se la tua è l’offerta migliore”. Se non la migliore quella di Tornatore è senz’altro, in questo caso, un’offerta molto interessante.

Proprio in questi giorni la Warner ha rilasciato una duplice edizione della pellicola per il mercato Home Video Italiano. La prima di queste due edizioni è la classica edizione DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital 5.1 mentre, la seconda edizione home video ci viene proposta in formato Blu Ray con traccia video con risoluzione a 1080P e contiene le tracce audio Inglese (Dolby Digital 5.1), Inglese (DTS-HD High Res Audio), Italiano (Dolby Digital 5.1), Italiano (DTS-HD High Res Audio). Purtroppo entrambe le edizioni risultano essere prive di contenuti extra ed inserti speciali di particolare e rilevante importanza.