La prima Notte del Giudizio

La prima Notte del Giudizio è un film di genere horror, thriller del 2018, diretto da Gerard McMurray ed interpretato da: Y’Lan Noel, Lex Scott Davis, Marisa Tomei, Joivan Wade, Luna Lauren Velez, Melonie Diaz, Patch Darragh, Mo McRae, Steve Harris, Maria Rivera.


Dietro ogni tradizione si cela una rivoluzione. Dopo l’Independence Day, assisti alla nascita dell’annuale “Sfogo”, le 12 ore prive di regole. Benvenuti nel movimento che ha inizio come un semplice esperimento: La prima notte del giudizio.

Per abbassare il tasso di criminalità sotto l’1 percento per il resto dell’anno, i Nuovi Padri Fondatori d’America (NFFA) sperimentano una teoria sociologica che dà libero sfogo all’aggressione per la durata di una notte in una comunità isolata. Quando però la violenza degli oppressori incontra la rabbia degli emarginati, il contagio esploderà dai confini periferici della città espandendosi per tutta la nazione.

Quarto capitolo della saga creata da James De Monaco, che ha scritto e diretto i primi tre film per ritagliarsi in questo caso il ruolo di semplice autore della sceneggiatura, La prima notte del giudizio è l’ennesimo prodotto sviluppato sotto la vigile egida produttiva della Blumhouse di Jason Blum, tra i più attenti e illuminati produttori di horror di oggi, capace di mettere in piedi una factory in scia alla lezione di Roger Corman e di imporre sorprendenti casi politici come Scappa – Get Out.

La prima notte del giudizio è il prequel di un’epopea cinematografica che politica lo è stata, esplicitamente, fin dal giorno zero, trovando non a caso ottimi incassi, segnale non trascurabile di sensibilità, di polso sullo stato delle cose. Gerard McMurray, regista di questo quarto film, esplicita ancor di più gli spettri del filone, guardando inevitabilmente a Donald Trump e al trauma di un’America black orfana di Obama e schiacciata dall’insicurezza, dalla violenza, dalle armi a piede libero (senza trascurare il fatto che siamo nell’America post-Black Panther). Il tutto in una notte dei lunghi coltelli a stelle e strisce, con una giovane donna, Nya (Lex Scott Davis), che prova a impedire che il suo quartiere povero e periferico venga risucchiato dalla devastazione.

Il cast, formato da Y’Lan Noel, Marisa Tomei, Lex Scott Davis, Joivan Wade e Steve Harris, non se la caverebbe neanche male, se non fosse costretto a fare i conti con una sceneggiatura davvero brutta e sgradevole, che ci costringe a porci dei dubbi sulle reali intenzioni di DeMonaco per ciò che riguarda il percorso della serie.

Se l’intento era quello di creare una metafora dell’orrenda società americana dei nostri giorni, con la resurrezione di antichi incubi legati a razza, religione e alla divisione tra nord e sud, improponibile è il paragone con quel Bushwick che rimane il più brillante b-movie americano degli ultimi anni. Altrettanto fallimentare il tentativo di fornirci una visione del mondo moderno come lotta tra poveri e poveri, come regno della mancanza di empatia, dal momento che ad un certo punto si assiste ad una specie di cocktail mal riuscito tra i buoni sentimenti, il patriottismo e l’estetica sado-mortuaria da videoclip.

Ci sono insomma tantissime suggestioni di possibili altri film dentro La prima notte del giudizio che non sono mai seguite e che non si incastrano benissimo tra di loro, solo il filone del piccolo boss interpretato da Y’lan Noel, che alla fine si maschera da John McClane e diventa un eroe locale come fosse Super Fly, è coerente, ma è troppo poco decisamente e così sfacciatamente politico da far risultare il film molto meno politico di quanto non fossero invece i precedenti.

A prescindere da quanto la pellicola funzioni o meno al cinema – e in fondo il suo scopo di intrattenere e spiegare lo raggiunge senza troppi problemi – La Prima Notte del Giudizio sembra incarnare in sé la funzione del pensare, dello spunto di riflessione che accompagna anche dopo la visione.