La verità sta in cielo

La verità sta in cielo è ambientato il 22 giugno 1983 una ragazza di 15 anni, Emanuela Orlandi, sparisce dal centro di Roma e non farà più ritorno.


È la figlia di un commesso pontificio e ben presto si capisce che la sparizione coinvolge diversi poteri forti, dal Vaticano alla Banda della Magliana fino a Mafia Capitale. La sua scomparsa è l’occasione per raccontare la piramide omertosa che da quel momento metterà in ginocchio la capitale. Una vicenda con scabrose ramificazioni ancora attuali in un tessuto tipicamente italiano che coinvolge politica, criminalità organizzata e una parte della Chiesa. È da 30 anni che questa storia attende di essere raccontata.

Il regista de La verità sta in cielo ha voluto fornire un quadro più grande della vicenda, mettendo insieme i pezzi del caso Orlandi, dalle testimonianze, agli atti depositati, fino alle inchieste svolte.

Cercando di rimanere il più aderente possibile alla verità, ha usato la struttura fittizia del film, in grado di coinvolgere ed emozionare lo spettatore. Nella sua missione, di smuovere le coscienze del pubblico, viene talvolta a mancare un equilibrio, che possiamo perdonargli.

La coerenza e la fedeltà ai fatti portano il film a dare più valore alle parole che alle immagini. A raccontare nomi, luoghi e vicende, piuttosto che lasciare spazio alle inquadrature. Il racconto filmico è al servizio dell’informazione, dando un ibrido tra un lungometraggio drammatico e un documentario, tra realtà dei contenuti e finzione della struttura.

Quasi un thriller poliziesco, sulle tracce di Copkiller, uno dei migliori film del regista, mentre il lavoro sull’archivio sembra rimandare a Forza Italia. Sono infatti presenti immagini di repertorio di Papa Wojtyla, come se La verità sta in cielo volesse oscillare dichiaratamente tra il documentario e l’oggettiva ricostruzione fiction. Sicuramente La verità sta in cielo fa parte di quel cinema civile di Faenza – tra il film per la tv Il delitto di via Poma e Alla luce del sole su Don Puglisi – che si preferisce alle derive calligrafiche di titoli come Mio caro dottor Grasler o Il caso dell’infedele Klara. La verità sta in cielo è sospeso tra il 1983 e il presente, sottolinea il periodo storico anche con brani come Solo noi di Toto Cutugno (scelta singolare, visto che il brano aveva vinto a Sanremo tre anni prima) e ha anche dei frammenti inquietanti con la prima apparizione di Sabrina Minardi, con la sempre più sorprendente Greta Scarano nei panni del personaggio in due differenti fasi della sua vita.

La Verità sta in cielo è sicuramente tra i migliori esempi di thriller investigativo di stampo italiano, per puntualità e precisione nel riportare i fatti e tutti i legami interni alla vicenda, da quelli sviscerati in 33 anni dai media fino alle ipotesi certamente esplorate ma meno note. È un lavoro che ha l’obiettivo di porre nuovi interrogativi, andando anche a toccare nel profondo le istituzioni politiche ed ecclesiastiche coinvolte, implicandole con coraggio per avere delle risposte da dare alla famiglia di Emanuela, che ha concesso il proprio benestare al film, nel quale compare nel ruolo di sé stesso anche Pietro Orlandi, fratello della vittima da sempre in lotta per avere giustizia. Il fatto di avere così tanti personaggi da introdurre e giustificare rende però la narrazione lenta e l’intreccio macchinoso, ma è un problema purtroppo fisiologico dell’opera che, inevitabilmente, risulterà certamente più adatta a un pubblico interessato alla questione che al grande pubblico più in generale.

A parte qualche scivolone tecnico, come alcuni dialoghi recitati in post-produzione e non a sync con il labiale degli attori, presumibilmente per raccordo con una più corretta e aggiornata versione dei fatti narrati, il film è appagante sia sul fronte narrativo che su quello investigativo. Il caso di Emanuela Orlandi, una vittima innocente finita suo malgrado dentro giochi di potere di gente avida, vigliacca e spietata, è un esempio di quanto gli intrighi loschi di chi è al potere possano colpire collateralmente semplici e onesti cittadini. Attenzione alle persone avide, vigliacche e spietate intorno a voi, gente infima che non ha epoca, partito, razza, religione.