Lacrime di San Lorenzo

In le Lacrime di San Lorenzo, Adriano e Gloria si ritrovano ad affrontare il dramma della malattia rara da cui è affetto il loro bambino.


I medici non riescono a trovare una risposta, il “deficit di solfito ossidasi”, come tutte le malattie rare, è incurabile. Adriano inizierà a studiare la correlazione tra malattia e psiche, a studiare la cellula ed i conflitti emotivi che le persone hanno nel corso della vita, convincendosi che la malattia fa parte di un “programma biologico sensato”, un programma di sopravvivenza naturale. Si avvicina così alla “Nuova medicina” e alle sue cinque leggi biologiche, iniziando una disperata lotta contro il tempo, contro tutto e tutti. Nel frattempo, uno strano rapimento sconvolge la vita di un’altra giovane famiglia e le indagini sul caso si intrecciano con la storia di Adriano. Riuscirà Adriano a salvare suo figlio, a svincolarsi dalle indagini e a diffondere la conoscenza della tanto oscurata “Nuova medicina”?.

La pellicola è tratta da una storia vera. Le Lacrime di San Lorenzo è un film molto forte, sia per la terribile tematica trattata che per la presenza di scene decisamente strazianti, che vedono il piccolo protagonista della storia essere preda di violenti attacchi epilettici o, persino, essere incapace di svegliarsi.

Questa pellicola ha delle precise caratteristiche che la caratterizzano. Si comincia dall’utilizzo di colori freddi, quasi come se per raccontare la vicende fosse stato utilizzato un filtro color seppia, il che crea un’atmosfera che ben tratteggia gli avvenimenti a cui fa da sfondo e che contribuisce ancora di più a caricare di tristezza il racconto, si aggiunge un forte uso dell’hanycam che ha permesso la creazione di sequenze mosse e anche un po’ confusionarie che danno la marca impressione d’essere molto soggettive sia del punto di vista che dello stato d’animo dei protagonisti, in costante tumulto e agitazione interiore.

Queste riprese, a tratti frenetiche, se da un lato scelgono di risaltare il particolare piuttosto che l’insieme, anche nel bel mezzo di una scena d’azione, a volte, proprio per questo motivo, possono confondono lo spettatore che potrebbe non avere ben chiaro cosa stia accadendo realmente, il che rende necessaria una visione più attenta e meno superficiale che, inevitabilmente, farebbe perdere il filo narrativo. Quanto appena detto potrebbe sembrare una pecca se non addirittura un difetto della pellicola ma, a nostro avviso, sembra un precisa scelta registica volta a tenere alta la concentrazione dello spettatore che, così facendo, seguirà con attenzione lo svolgersi degli eventi.

Le Lacrime di Lorenzo ha anche le sue pecche, infatti, la recitazione spesso risulta inefficace al punto che i cameo di due professionisti come Orso Maria Guerrini e Massimo Bonetti invece di aggiungere valore finiscano col sottolineare la debolezza delle altre performance contribuendo enormemente a svilire il valore intrinseco dell’opera. Sceneggiatore, regista e protagonista, Giampiero Caira Siddharta spinge troppo sull’acceleratore, mettendo a punto situazioni spesso urlate, come nel caso dell’intervento di Adriano al convegno medico o del colloquio con il sacerdote, senza riuscire a trovare un equilibrio tra le varie anime affioranti. Forse sarebbe stato più opportuno separare i ruolo di sceneggiatore, regista e protagonista sia per evitare che una sola persona si caricasse di una simile mole di lavoro, sia per cercare di d’affinare e migliorare una storia che dovrebbe essere raccontata con la serietà che il tema merita.

Le musiche della pellicola sono state affidate a Vito Lo Re, mentre “Il tema di Mattia” è di Marco Werba.

Concludiamo questa nostra recensione aggiungendo che le Lacrime di San Lorenzo è distribuito da Real Dreams e interpretato da Giampiero Caira Siddharta (Adriano, nel doppio ruolo di regista e attore), Cristina Serafini (Gloria), Orso Maria Guerrini, Massimo Bonetti e Matteo Tosi.