Lady Bird

Lady Bird è un film di genere commedia, drammatico del 2017, diretto da Greta Gerwig ed interpretato da: Saoirse Ronan, Laurie Metcalf, Tracy Letts, Lucas Hedges, Odeya Rush, Timothée Chalamet, Kathryn Newton, Jake McDorman, Lois Smith, Laura Marano.


Lady Bird è il sofisticato, ricercatissimo soprannome che l’adolescente Christine MacPherson (Saoirse Ronan) sceglie per se stessa.

Nata e cresciuta a Sacramento, in California, Christine sogna di trasferirsi in una grande città cosmopolita della costa orientale (“o nel luogo in cui gli scrittori si appartano nei boschi”) per frequentare una prestigiosa università dove vivere avventure e scovare opportunità a ogni angolo. Giunta all’ultimo anno di liceo, la sua domanda di ammissione al college è povera di crediti extracurriculari, così per accedere al corso di studi dei suoi sogni, la diciassettenne è costretta a iscriversi al club teatrale del suo liceo. Animata da un incontenibile spirito di ribellione, una dispettosa indole anarchica e un’ambizione sfrenata che sogna di appagare lontano da casa, Christine scoprirà nel teatro un posto accogliente, un luogo dove incontrare nuovi amici e fare nuove esperienze; un rifugio dal rapporto complicato con la madre ipercritica e affettuosa, che vorrebbe che sua figlia diventasse “la migliore versione di se stessa”, e da un padre rimasto da poco disoccupato. Il giorno della partenza si avvicina, ma l’eccentrica Christine ha ora l’opportunità di esplorare le tappe dell’adolescenza che ha sempre rimandato: le mascalzonate, i balli scolastici, i primi amori.

Il film di Greta Gerwig ruota intorno a questa sospensione che anticipa la trasformazione. E lo fa in maniera naturale, senza ricorrere a chissà quali vezzi o esagerazioni, coccolando in un certo senso quella delicata sensazione che combina il diniego – il non riconoscersi in un nome imposto da altri, il ritrovarsi in un luogo che si vorrebbe abbandonare quanto prima, il sognare di abitare dal lato “giusto” della ferrovia… – a quell’innata affezione, sepolta nelle ceneri di un fuoco ribelle, che solamente l’allontanamento, e poi il tempo, ti costringeranno a riconoscere.

L’intelligenza di Gerwig è anche nel non idealizzare la figura materna: Marion McPherson è una donna forte, una donna di carattere, e una madre che non si risparmia per i suoi familiari, ma è anche una persona autentica con le sue meschinità. Laurie Metcalf incarna con sensibilità e grinta questo difficile amalgama, plasmando in Marion un personaggio credibile, una condizione universale e l’esperienza cruciale della parabola di Lady Bird.

Quanto a Saoirse Ronan, o meraviglia. Che fosse un talento fuori scala è stato evidente da quando era una bambina (Espiazione), che fosse in grado di sostenere un film sulle proprie spalle pure era fatto ben noto (Brooklyn); ma qui vederla tornare adolescente per farsi molto di più che un vibrante alter ego di Gerwig, ritrovare con lei il fascino buffo e un po’ informe di quell’età, la sua fame, la sua rabbia, è una gioia che vi invitiamo a non lasciarvi sfuggire.

L’operazione di Gerwig è in realtà difficilissima, ma la purezza del suo approccio la fa sembrare estremamente semplice agli occhi di chi guarda. Qui sta la sua potenza. Come potenti e magnificenti sono le donne che camminano sullo schermo: Saoirse Ronan è Lady Bird, adolescente irriverente che come un uccello sorvola Sacramento: vorrebbe spingersi oltre, ma si sente tarpare le ali. Laurie Metcalf è la madre, rigida e severa ma innamorata di quella figlia che ha le ali della libertà, e che stima profondamente proprio per questo. Sono due donne energiche e rigogliose, sempreverdi e sempiterne, che lo spettatore fagocita subito con amore e voracità.

Lady Bird è una perla rara da non perdere, che va coltivata e appesa al collo come un amuleto prezioso, perché un cinema così va portato sempre con sé.