Last Christmas

Last Christmas è un film di genere commedia, drammatico del 2019, diretto da Paul Feig ed interpretazione: Emilia Clarke, Henry Golding, Emma Thompson, Michelle Yeoh, Patti LuPone, Lydia Leonard, Jade Anouka.


Last Christmas, il film diretto da Paul Feig, ambientato a Londra durante le feste di Natale, racconta la storia di una giovane donna, Kate (Emilia Clarke), particolarmente goffa, irrimediabilmente sfortunata e con un’esistenza condotta all’insegna di scelte sbagliate e di piccoli vizi, come l’alcol.

Il suo vero nome è, in verità, Katerina, ha origini jugoslave e si è trasferita con tutta la sua famiglia in Inghilterra. Ha un sogno nel cassetto sin da quando era bambina: diventare una cantante famosa, ma le avversità della vita non le hanno ancora permesso di far emergere il suo talento.

Kate lavora come elfo in un negozio di decorazioni natalizie, gestito da una donna nota come “Santa” (Michelle Yeoh), proprio come Santa Claus, che vede del gran potenziale in lei. È proprio fuori dal posto di lavoro che Kate incontra un giorno Tom (Henry Golding), aitante giovane troppo perfetto per essere vero. Il giovane è in grado di vedere attraverso le numerose barriere di Kate e di tirare fuori la porta migliore di lei.

Dal quel momento la vita di Kate prende una svolta improvvisa e la ragazza riesce ad aprirsi così tanto con Tom da raccontargli addirittura cosa le è successo l’anno prima, quando ha rischiato di perdere la vita…

Il tema principale di questo feel-good-movie è l’amore per se stessi. In tempi così precari, incerti e bui, quella è la prima cosa che viene meno. Siamo spaventati. Ci si svende per avere un “amico” in più con cui fare una serata o un “amante” in più con cui sentirsi meno soli, ci si butta via per un lavoro che ci faccia arrivare alla fine del mese anche se è tutto fuorchè gratificante.

Irriverente, disincantato, ma anche magico e romantico. Ecco un primo quadro generale di Last Christmas, l’ultimo film diretto da Paul Feig, che vede come protagonisti Emilia Clarke nel ruolo di Kate che sogna di fare la cantante mentre lavora come commessa-elfo in un negozio di addobbi natalizi a Covent Garden, che eccede con il consumo di alcol e cibo spazzatura e che combina un disastro dopo l’altro, e Henry Golding nei panni di Tom, un ragazzo fuori dall’ordinario e con il cuore d’oro, che aiuta i senzatetto, va in giro in bicicletta e che vive la sua vita lontano dal telefono.

Dialoghi sferzanti, briosi e anche politically incorrect quelli che tirano su un piccolo film che sa lasciare un alone di magia sui suoi spettatori. Una fiaba che incanta con humor e dolcezza ben dosate. Prova superata per una brava Emilia Clarke e con una già citata Emma Thompson sugli scudi che veste gli insoliti panni della madre di Kate, una signora diffidente, col terrore di quel che accadrà a lei ed alla sua famiglia per via della Brexit (a loro che sono immigrati croati, giunti in Inghilterra dopo la guerra dei Balcani).

Il film è anche un tenero omaggio a Londra, ancora più abbacinante sotto le festività, a George Michael e agli Wham che infarciscono tutto il film con i loro brani, persino con un inedito del compianto leader.

Sullo sfondo di Last Christmas, le luci di Natale, che corrono ad intermittenza da Regent Street fino al Millennium Bridge, mentre Kate, scena dopo scena, si libera di quella corazza pesante e asfissiante, mollando le difese e andando incontro a qualcosa di molto simile all’amore. Così, lo spettatore diventa come quei terzi (in)comodi che si ritrovano a vivere da vicino l’alba di una relazione: le certezze che crollano, l’ansia dell’appuntamento, quello strano bisogno di rivederlo/a prima che il tempo faccia il suo giro. E, cosa più importante, l’arrivo di consapevolezza di sé. Positiva, diversa, nuova.

Senza particolari guizzi stilistici e un mancato equilibrio della parti, Last Christmas si rivela come uno dei film meno entusiasmanti di Paul Feig, commedia natalizia e romantica senza mordente infarcita di troppo overacting. Si amalgamano senza gusto melanconia, sarcasmo, dramma e ironia, in un risultato che ha anche un bel messaggio da veicolare ma che arriva al pubblico lentamente, senza divertire come il film vorrebbe. Troviamo poi un dichiarato omaggio alla musica di George Michael e alla magia del Natale, elementi che forse non bastano a salvare un’operazione senza carattere.