Proseguono le riproposte deifilm di oltre un ventennio fa in formato Blu Ray. Questa volta tocca a Le Avventure di un uomo invisibile di John Carpenter interpretato da Chevy Chase, Sam Neill, Daryl Hannah, Michael McKean, Stephen Tobolowsky, Jim Norton, Pat Skipper, Paul Perry, Richard Epcar, Steven Barr adessere riproposto in alta definizione. Non le avventure dell’uomo invisibile ma le avventure di un uomo invisibile. Non si parla di un eroe, ma di un uomo comune, senza qualità, già invisibile nella sua vita anonima prima ancora dell’effettivo cambiamento molecolare del proprio corpo. Nick Halloway (Chevy Chase) è un agente di cambio, privo di legami affettivi, di interessi sociali, con la testa immersa unicamente nel business. Non si fa mancare nessun comfort però: lussuose suite, drink di prima scelta e fugaci avventure di materasso con le bellone che gli capitano a tiro. In una serata che già si preannuncia solitaria, fa la conoscenza di Alice (Daryl Hannah): è colpo di fulmine per entrambi. Ma proprio quando Nick crede di aver fatto centro, la donna gli fa capire di non essere esattamente una tipa da mordi e fuggi. Nick passa il resto della notte a sbronzarsi per riprendersi dal colpo. Il giorno seguente, ancora in preda ai fumi dell’alcol, si reca a una importante conferenza che, annoiato e assonnato, presto abbandona per andare a fare un sonnellino nella sauna del piano superiore. Intanto, nel laboratorio di ricerca lì accanto si verifica un incidente: l’intera area viene immediatamente evacuata, mentre l’edificio in cui Nick sta sonnecchiando viene progressivamente inghiottito dal nulla. Non ci vorrà molto a Nick, le cui molecole corporee sono irreversibilmente diventate trasparenti, per diventare la preda più ambita del sinistro agente segreto Jenkins (Sam Neill) che lo vuole sfruttare per i suoi loschi piani.

Tra le figure di primo piano all’interno di quella corrente che, dalla fine degli anni ’70 e per tutti gli anni ’80, si prestava a rivitalizzare e rielaborare con spiccata disinvoltura postmoderna i codici dei generi, dalla sci-fi all’horror passando per l’adventure (Landis, Dante, Spielberg solo per fare alcuni nomi), John Carpenter ha dimostrato, nel corso della sua carriera, una dote indiscutibile: la capacità di garantire standard sempre al di sopra della media, sia che trattasse di un’opera di cui aveva piena paternità sia che fosse un progetto su commissione, com’è appunto Le avventure di un uomo invisibile. Merito del suo spirito artigianale, del suo metodo pragmatico, della sua meticolosa attenzione per quell’imprescindibile aspetto tecnico che ogni spettatore richiede a un film. Pur trattandosi, in questo caso, di un copione scontato (tratto dal libro omonimo di H.F. Saint), Carpenter riesce a stemperare la prevedibilità della storia da un lato profondendo quella sua tipica mistura di tensione e (black)humor, dall’altro deviando le traiettorie della commedia convenzionale in quelle della farsa (oltre a saper dosare con cura il tasso glicemico della love story dei due protagonisti).

Riprendendo ed espandendo un concetto già affrontato con i precedenti Il Signore del Male ed Essi vivono, John Carpenter ci offre un vero e proprio saggio sulla visione. Lo fa realizzando una commedia ad alto budget che ad una prima occhiata può sembrare poco più che un veicolo per il talento comico di Chevy Chase e quello tecnologico della Industrial Light & Magic ma che in realtà è una precisa sintesi del suo stesso concetto di cinema.

Tratto dall’omonimo romanzo di H.F. Saint, Memoirs of an Invisible Man si basa su una trama piuttosto semplice ancorché intrigante, e sfrutta appieno il valore comico della situazione fingendo di dare una parvenza logica ad un contesto del tutto assurdo. Ma come detto, il film è qualcosa di più. Carpenter mette infatti in scena un vero uomo invisibile, anonimo, che si ritrova al centro dell’attenzione – ossia: ottiene visibilità – quando diventa davvero invisibile. Il suo eroe non è poi molto diverso da Iena Plissken, che tutti credono morto ma che tutti notano quando avrebbe bisogno di passare inosservato, ma assomiglia soprattutto all’alieno di Staman. Nick attraversa quel mondo che Carpenter spesso rappresenta nei suoi film, e come il personaggio interpretato da Jeff Bridges lo vede per la prima volta.

Le Avventure di un uomo invisibile è un film farcito di citazioni (da Hitchcock all’uomo invisibile del ’33) ma soprattutto di autocitazioni, sembra quasi essere davvero un’autobiografia come fa pensare il titolo originale Memoirs of an invisible man. Ma non di Nick Holloway, bensì di John Carpenter, che ha visto in questo progetto precedentemente rifiutato da Ivan Reitman e Richard Donner l’occasione per provare a dimostrare a chi non aveva saputo apprezzare Grosso guaio a Chinatown che il suo cinema è molto più ricco di quello cui l’etichetta di regista horror che gli è stata affibbiata farebbe pensare. Un cinema, come questo film, sottovalutato ma bellissimo.

L’uscita di questa edizione Home Video si rivela l’occasione ghiotta per recuperare nella qualità audiovisiva digitale in alta definizione tipica dei supporti Blu Ray uno dei titoli meno celebrati della filmografia dell’autore di Christine-La macchina infernale (1983) e Il seme della follia (1994). Una pellicola piuttosto classica dal punto di vista narrativo volta a sfruttare in particolar modo il comico Chevy Chase – reduce dal decennio degli anni Ottanta, che gli diede non poco successo – per fondere l’idea di base riguardante l’uomo invisibile con il cinema d’azione e gag umoristiche. Da riscoprire, soprattutto perché facente parte di un periodo cinematografico in cui l’effettistica ancora non faceva abuso di computer grafica e si avvaleva ancora di metodi più tradizionali ed oggi forse un po’ rimpianti.

Le Avventure di un uomo invisibile ci viene proposto con una traccia video in risoluzione a 1080P ed una traccia audio pienamente in linea con gli standard dei supporti Blu Ray. Purtroppo il Blu Ray risulta essere privo di inserti speciali e contenuti extra di particolare e rilevante importanza, questa mancanza, oltre che penalizzare l’edizione Home Video, rappresenta un’occasione mancata per un’edizione Home Video che, forse, poteva dare qualcosa di più.