Le streghe di Salem (The Lords of Salem) è un film del 2012 scritto e diretto da Rob Zombie ed interpretato da Sheri Moon Zombie, Bruce Davison, Jeffrey Daniel Phillips, Ken Foree, Dee Wallace, Patricia Quinn, Maria Conchita Alonso, Barbara Crampton, Michael Shamus Wiles, Torsten Voges, Suzanne Voss, Ernest Thomas, Meg Foster, Judy Geeson.

La rocker Heidi lavora come DJ per un’emittente radio locale e forma il Big H Radio insieme a Whitey e Munster Herman. Arriva in radio un misterioso disco in vinile ad Heidi, spedito dai “Lord”. La ragazza pensa si tratti di una nuova rock band in cerca di visibilità, ma appena ascolta il disco con Whitey, questo inizia a suonare al contrario ed Heidi rivive il flashback di un trauma del passato. Quando più tardi Whitey riascolta il disco, da lui rinominati “Lords of Salem”, con sorpresa la canzone si sente normalmente e diventa una grande hit tra gli ascoltatori della radio. Successivamente i Lord ringraziano la radio con biglietti gratuiti e dei poster per un evento a Salem. Heidi ed i suoi amici però si ritrovano in una situazione ben diversa dallo spettacolo che si aspettavano.

Ogniqualvolta si pronunci il nome Rob Zombie, presto emergono i denigratori con i consueti capi di imputazione ai suoi danni: troppo derivativo, troppo convinto di poter coprire con eccessi di scurrilità o truculenza le lacune di una poetica incompiuta, troppo compiaciuto. The Lords of Salem forse non li dissuaderà ed è lungi dal risultare quell’opus magnum che da Rob si attende in ogni occasione, ma rappresenta uno scarto importante, una svolta che non può passare sotto silenzio. Affidandosi per la prima volta completamente al corpo filmico della moglie, Mrs Sheri Moon, Rob firma la sua opera più ambiziosa; The Lords of Salem sonda la profondità della bellezza del demonio, iniettando forti dosi di gotico americano in una visione della Bestia che richiama l’incubo personal-satanico-riproduttivo di Polanski e l’eterno spettro della Family di Manson, transitando presso il Lucifero di Anger. Come il parassita che si accanisce su una ferita ancora in suppurazione, così Zombie insiste, fino in fondo, sull’atmosfera generata da un’inquietudine senza fine, percorrendo come una novella Dorothy quella scia di sangue che, dai roghi puritani del XVII secolo fino a Bel Air, è parte integrante della contraddittoria storia d’America. I momenti di puro orrore non mancano, ma la naiveté de La casa dei 1000 corpi, in cui prevaleva la volontà di riempire lo schermo di mostri e caricature del passato glorioso del gore, ha lasciato il posto a un nuovo Rob Zombie. Rarefatte ma saggiamente distribuite le sequenze di puro orrore, mentre a prevalere sono l’inquietudine costante e una deriva visionaria e allucinata, che ha forse il difetto di aprire all’eccesso gli occhi sull’operazione di Zombie, denudando gli ingranaggi della macchina. Ma che dice molto sull’evoluzione stilistica di un autore da cui passano necessariamente le sorti dell’horror futuro. Un instancabile cantore del Male di cui seguire le mosse, passo dopo passo.

Liberamente ispirato dal Processo alle streghe di Salem, il film prende vita nel mese di marzo 2011 ed entra in fase di pre-produzione.

Sid Haig rivela che agli attori sono state date solo le loro parti di sceneggiatura per non rivelare la trama completa e non perdere suspense all’interno del cast. Il regista Rob Zombie descrive questo film come «Ken Russell alla regia di Shining».

Il film era stato inizialmente vietato ai minori di 18 anni per la “truculenza di alcune scene, il contenuto di carattere blasfemo, l’atmosfera altamente ansiogena e il pericolo di emulazione per sette sataniche”. A seguito di tale decisione la casa di distribuzione Notorius Pictures ha presentato ricorso contro tale restrizione, ricorso poi accolto dalla commissione di revisione cinematografica che con decreto ministeriale dell’8 aprile 2013 ha deciso di abbassare il divieto ai minori di 14 anni, suscitando però le polemiche di alcuni suoi membri.

Proprio in questi giorni la 01 Distribution ha rilasciato, per il mercato Home Video italiano, una duplice edizione della pellicola. La prima di queste edizioni è costituita dall’ormai scontata edizione DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital. La seconda proposta è, invece, in formato Blu Ray, con traccia video con risoluzione a 1080P e traccia audio in DTS HD Master audio pienamente in linea con gli standard dei supporti Blu Ray. Purtroppo tutte entrambe le versioni risultano essere prive di contenuti extra e di inserti speciali di particolare e rilevante importanza.