L'hotel degli amori smarriti

L’hotel degli amori smarriti è un film di genere commedia del 2019, diretto da Christophe Honoré ed interpretato da: Chiara Mastroianni, Benjamin Biolay, Vincent Lacoste, Kolia Abiteboul, Camille Cottin, Carole Bouquet, Stéphane Roger, Harrison Arevalo, Marie-Christine Adam, Claire Johnston.


L’hotel degli amori smarriti, film diretto da Christophe Honoré, è la storia di Maria (Chiara Mastroianni), che dopo un matrimonio lungo vent’anni rompe con Richard (Benjamin Biolay). L’uomo, infatti, ha scoperto che lei lo tradisce.

Maria lascia il tetto coniugale, si trasferisce nella stanza 212 di un hotel di fronte la sua casa. In questo modo, seppur lontana da Richard, la donna può osservarlo nel loro vecchio appartamento, guardando il loro matrimonio che va in mille pezzi.

Questa piccola camera di albergo diventerà sempre più affollata nel momento in cui diverse persone del suon passato torneranno farle visita per rivivere insieme vecchi ricordi, memorie smarrite e amori un tempo sognati, ma ormai apparentemente perduti. Il tutto durante un’unica magica notte, che trasformerà per sempre Maria.

Il malizioso, piccante viaggio a ritroso intrapreso da Marie per comprendere gli enigmi del suo confuso presente, consente al bravo regista Christophe Honoré di mettere in scena un gustoso teatrino dei sentimenti in cui poesia ed erotismo si cedono il passo alternandosi entro un viaggio rivelatore in cui il passato insegna al futuro le regole che divengono il fulcro ed il segreto per una duratura convivenza.

L’hotel degli amori smarriti narra infatti le disavventure di Maria, professoressa universitaria che più volte nella sua vita ha intrattenuto relazioni extraconiugali anche con i propri studenti. Colta sull’ultimo fatto da suo marito Richard, la donna decide di passare la notte nell’hotel di fronte al proprio appartamento, per controllare dalla finestra le reazioni del marito messo di fronte alla possibilità di perderla.

Nella stanza 212 (la Chambre 212 del titolo originale), si concretizzano però a poco a poco varie figure del passato di Maria, che non solo la spingono a intraprendere un percorso di autocoscienza intorno alla propria vita, ma che iniziano anche a interagire col presente creando più di uno scompiglio.

Prendono vita così la versione ventenne del marito Richard, la malinconica Irène, amore giovanile di Richard, un signore attempato e vistoso che assume i contorni della coscienza di Maria, e un gruppo considerevole di giovani uomini, tutti flirt fuggevoli nel passato della protagonista.

Presente e passato finiscono dunque per mescolarsi e interagire in una dimensione concreta e quasi “reale” che rifiuta l’univocità della soluzione onirica. Se il giovane Richard riscopre con Maria la passione dei loro lontani inizi insieme, di contro Irène si ripresenta al Richard maturo tentando un’assurda riedizione del loro amore.

Nel bizzarro quartetto di protagonisti così composto, sembra in ultima analisi che il ruolo più significativo e doloroso spetti proprio a Irène, relegata nei panni dell’amore dimenticato.

Attraverso l’espediente dei ricordi che prendono vita, il film costruisce un passo a quattro che si amplia mano a mano per descrivere con umorismo sornione e partecipe i saliscendi di una coppia, le deviazioni della vita all’interno dell’amore, il passato come coperta tiepida ma ingannevole e il presente amoroso come una professione che richiede abilità precise e strumenti affidabili.

Christophe Honoré firma una commedia sentimentale dolceamara che punta tutto sul talento magnetico di Chiara Mastroianni, premiata a Cannes nella sezione Un Certain Regard proprio per la sua interpretazione. E mentre realtà e finzione si fondono in un tutt’uno che il regista padroneggia con eleganza – Richard è interpretato da Benjamin Biolay, vero ex marito di Chiara – L’Hotel degli amori smarriti si smarca dai canoni tradizionali per affrontare un’ironica quanto profonda riflessione sul tempo che passa e il sentimento che resta.

Purtroppo però, il film è un climax discendente: la scena iniziale, l’uso del voyeurismo e i dialoghi danno i presupposti per un film carismatico e brillante, dopo due minuti sappiamo esattamente chi è Maria, e ci piace; poi però la storia diventa fiacca e prevedibile.